Immigrazione:Un tema scottante da trattare pubblicamente!

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Maurizio Inturri
Si occupa di mafia e criminalità organizzata. Ha collaboratorato con diverse testate giornaliste online e cartacee. Il suo percorso inizia nel lontano 2015 con ReteRegione, poi collabora con LaSpia, Diario1984, L'Attualità, Cisiamo e infine IlFormat. Nel gennaio 2020 si iscrive al sindacato WorKPress e gli viene attribuito il tesserino internazione di giornalista e reporter come da normativa europea e internazionale. Ha partecipato a diverse conferenze sul tema mafia e criminalità organizzata. Autore dei libri Cogito ergo sum..ma non troppo (2015) e L'Antistato vol.I° (2019)

Ancora una volta stamane tante vittime a causa della costante immigrazione verso l’Italia.

Questa volta i corpi non sono arrivati sulle spiagge,i corpi dalle immagini della Ong spagnola Proactiva Open Arms, si trovano su pezzi di un barcone affondato da una motovedetta libica.

I resti sarebbero – sempre secondo la stessa ONG – quelli di una madre e suo figlio che non volevano abbandonare il barcone per salire sulla motovedetta libica.

Ancora una volta,però,nessuno scrive apertamente cosa sta succedendo e perchè la Corte di Strasburgo non stia intervenendo.

Il vero motivo del perchè queste migliaia di persone stiano lasciando le loro terre lungo la Libia sembra oscuro,come sembra anche che nessuno voglia rispondere ad un’altra importante domanda:chi ci sta guadagnando?

Da una parte le diverse ONG chiedono aiuto affinchè gli venga fatto svolgere il loro lavoro di salvataggio,dall’altro si accusano le nazioni che non possono più ospitare per mancanza di posti d’accoglienza ben attrezzati e servizi adeguati di sicurezza,dall’altra (come il cane che si morde) la domanda rintuona sempre più forte nella più piccola delle logiche:

se per un attimo lasciamo da parte la situazione dell’Italia e andiamo a vedere le statistiche dell’UNHCR ( Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) andiamo a leggere quanto segue:

Oggi stiamo assistendo ai più elevati livelli di migrazione mai registrati.

65.6 milioni di persone in tutto il mondo, un numero senza precedenti, sono state costrette a fuggire dal proprio Paese. Di queste, circa 22.5 milioni sono rifugiati, più della metà dei quali di età inferiore ai 18 anni.

Ci sono inoltre 10 milioni di persone apolidi cui sono stati negati una nazionalità e l’accesso a diritti fondamentali quali istruzione, salute, lavoro e libertà di movimento.

In un mondo in cui circa 20 persone sono costrette ad abbandonare le proprie case ogni minuto a causa di conflitti o persecuzioni, il nostro lavoro all’UNHCR è oggi più importante che mai.

Come si può desumere dalle righe sopra riportate, abbiamo davanti un problema di dimensioni devastanti e che presume una logica e delle domande che vanno oltre a quelle fino ad oggi lasciate solo alla politica o ad un singolo Paese.

#Amattanza 

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