28 Settembre 2020
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    Porto di Augusta:Appalti truccati

    Cento milioni di euro il totale delle opere finanziate per i “Progetti -hub”,che rientravano nel porto di Augusta nell’ambito della programmazione 2007/2013 con fondi PON.

    La Guardia di Finanza di Siracusa ha eseguito sei ordinanze custodiali, emesse, su richiesta della Procura della Repubblica di Siracusa, dal G.I.P. del Tribunale nei confronti di 4 professionisti e di 2 funzionari dell’Autorità Portuale di Augusta, in ordine al reato di corruzione.

    Il provvedimento riconosce la ricorrenza di diverse ipotesi di corruzione e di turbativa d’asta nell’ambito delle gare d’appalto bandite dall’Autorità Portuale megarese per la realizzazione di importanti opere infrastrutturali del locale porto commerciale.

    Le investigazioni sono state condotte dal Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria,sotto la direzione e il coordinamento della Procura, ed hanno dimostrato che le gare pubbliche bandite dall’A.P.A. sono state “turbate”.

    I bandi e i disciplinari di gara non venivano direttamente predisposti dai funzionari dell’Ente pubblico appaltante,ma venivano realizzati da professionisti titolari di una società di progettazione siracusana la “Tecnass Srl”.

    La meticolosa ricostruzione degli inquirenti,a proposito delle “relazioni” intercorrenti tra i tre professionisti titolari della società di progettazione e i due funzionari dell’A.P.A. addetti alle procedure di evidenza pubblica, ha acclarato che i tre privati “ideavano” i bandi e i disciplinari di gara, mentre i Responsabili Unici del Procedimento dell’Autorità Portuale si limitavano, di fatto, alla stampa e alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

    Sotto altro aspetto giuridico è emerso che l’illecito condizionamento delle procedure era preordinato alla pilotata aggiudicazione dell’appalto a soggetti economici con i quali i titolari dello studio di progettazione avevano già concluso “accordi preventivi” finalizzati,poi,a trasferire agli stessi importanti quote di utili, attraverso apposite “consulenze”.

    Tale sistema,ha portato gli stessi professionisti ad assicurarsi “consulenze” per quasi 8 milioni di euro, da incassare dai vincitori delle milionarie gare d’appalto.

    I tre professionisti,inoltre,avevano anche creato alcune società di diritto maltese,utilizzate solo per incassare i relativi compensi.

    Dal lato pubblico, i due funzionari dell’Autorità Portuale, incaricati come Responsabili Unici del Procedimento, hanno incassato circa 500 mila euro ciascuno a titolo di incentivi per le relative attività d’istituto.

    Come dimostrato dalle indagini, invece, queste attività sono state in realtà svolte dai tre professionisti titolari dello studio di progettazione.

    Nei personal computers sequestrati ed in uso ai privati sono stati rinvenuti documenti di quasi tutte le gare di appalto bandite,diversi atti della Autorità Portuale,nonché accordi con le imprese che avrebbero vinto gli appalti ancor prima che venisse pubblicato il bando di gara.

    Figura principale di tale sistema corruttivo è risultato l’ingegnere dello studio di progettazione,mentre i soci in affari sono risultati gli altri titolari dello Studio:un architetto e un geometra, tra loro fratelli e i due funzionari pubblici.

    Oltre a queste 5 persone, è stato inoltre arrestato per corruzione anche un altro professionista, nel ruolo di commissario di gara,un consulente dell’A.P.A. di supporto al R.U.P. e per 12 mesi nei confronti di un altro un commissario di gara,e per finire agli altri indagati, a vario titolo, vengono contestati i reati di corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio (articolo 319 c.p.) unitamente alle circostanze aggravanti (articolo 319 bis c.p.) e alle pene per il corruttore (articolo 321 c.p.), turbata libertà degli incanti (articolo 353 c.p.).

    La procura ha disposto il sequestro della somma di circa 1 milione di euro, anche per equivalente, in ordine ai patrimoni personali di ciascuno, ivi comprese eventuali partecipazioni in società o enti,nonché la stessa società di progettazione siracusana “Tecnass Srl”.

    I Soggetti arrestati sono:

    1. Gaetano Nunzio Miceli, ingegnere;
    2. Pietro Magro, architetto;
    3. Giovanni Magro, geometra – tutti soci dello studio di progettazione Tecnass Srl;
    4. Giovanni Sarcià, ingegnere;
    5. Venerando Toscano, geometra – funzionari dell’Autorità Portuale di Augusta;
    6. Antonino Sparatore, ingegnere – già commissario di gara.

    I Soggetti interdetti sono:

    1. Salvatore La Rosa, ingegnere, libero professionista;
    2. Francesco Patania, ingegnere, già commissario di gara.
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    Maurizio Inturrihttps://amattanza.it
    Si occupa di mafia e criminalità organizzata. Ha collaboratorato con diverse testate giornaliste online e cartacee. Il suo percorso inizia nel lontano 2015 con ReteRegione, poi collabora con LaSpia, Diario1984, L'Attualità, Cisiamo e infine IlFormat. Nel gennaio 2020 si iscrive al sindacato WorKPress e gli viene attribuito il tesserino internazione di giornalista e reporter come da normativa europea e internazionale. Ha partecipato a diverse conferenze sul tema mafia e criminalità organizzata. Autore dei libri Cogito ergo sum..ma non troppo (2015) e L'Antistato vol.I° (2019)

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