Cronaca Siracusa:Francesco Ferrari accusato di omicidio nel caso Licia Gioia

Siracusa:Francesco Ferrari accusato di omicidio nel caso Licia Gioia

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Finalmente la Procura di Siracusa ha emesso il decreto di chiusura indagine sul caso, “dubbio”,per suicidio del maresciallo dei Carabinieri, Licia Gioia.

La Procura di Siracusa, guidata dal facente funzione, dottor Scavone, sulla scorta della perizia medico scientifica del dottor Coco, ha imputato di omicidio volontario, il marito poliziotto, Francesco Ferrari, in servizio attivo presso la Questura di Siracusa.

Per quanto precede, facciamo appello al Questore di Siracusa, dottoressa Gabriella Ioppolo, di sospendere dal servizio attivo il sovrintendente Ferrari Francesco.

Ripartiamo dal 10 marzo 2018, in cui ricostruivamo lo scenario certificato dall’avviso di conclusione indagine della Procura di Siracusa.

Tra le 00.25 e 00.50 del 28 febbraio 2017, veniva stroncata la vita di Licia Gioia, 31 anni da compiere, Maresciallo dei Carabinieri

Licia Gioia, ha perso la vita, non durante una rapina o affrontando dei malviventi che rapinavano una banca, ma è stata uccisa, o comunque è morta, in un luogo dove solitamente ci si sente al sicuro e per questo si abbassa il livello delle difese, anche chi per mestiere tiene quasi sempre le antenne tese.

Licia Gioia, era proprio in questa condizione, con le difese al minimo senza lontanamente pensare di essere prossima alla fine della sua vita.

Licia Gioia muore nella sua camera da letto e non per mano di un rapinatore introdottosi in casa,ma Muore, probabilmente per mano del marito poliziotto, Francesco Ferrari.

Secondo il medico legale, Licia muore intorno alle 00.30 del 28 febbraio 2017.

Il marito poliziotto chiamerà il 113, dopo ben venti minuti, alle 00.50.

Intorno all’una del mattino o della notte, comunque del 28 febbraio 2017, arrivano nella villetta residenziale due pantere. Le due volanti trovano al cancello della villetta teatro della tragica vicenda, un auto con due donne dentro l’abitacolo.

Chi sono le due donne?

Che cosa ha fatto, il marito poliziotto di Licia tra le 00.30 e le 00.50?

Sono venti minuti cruciali nei quali succede quanto, da manuale, è escluso che possa accadere: Francesco Ferrari, INQUINA LA SCENA DEL CRIMINE.

Il Ferrari, con il corpo di Licia già cadavere, con estrema cinica lucidità, prima di avvertire le autorità, telefona alla prima moglie, anche lei poliziotta, per prelevare il loro figlio 15enne, che viveva insieme a lui e a Licia.

L’ex moglie, accorre, ma probabilmente per cautelarsi, conoscendo l’ex marito, si fa scortare dalle due donne che i poliziotti intervenuti trovano nell’abitacolo dell’auto in sosta al cancello della villetta.

Il Ferrari darà tre versioni della strana morte di Licia, la prima, la più inverosimile, quella del suicidio e costretto a cambiarla, per la ferita mortale, “ innaturale” per un suicidio, secondo il perito dottor Coco, perché dietro la nuca.

“L’innaturale” ferita mortale alla nuca di Licia, farebbe pensare ad una violenta colluttazione col Ferrari che blocca da dietro la moglie, piegandole il braccio destro fin quasi dietro la spalla…

Strano suicidio..

Le altre due versioni le addomestica il Ferrari, per il secondo colpo sparato, che ferisce lui e la stessa Licia, che è già morta per il primo colpo di pistola.

Non si era mai sentito di un suicidio con due colpi di pistola e con una scena del crimine più frequentata di Corso Gelone nell’ora di punta.

Eppure per mesi, la tesi del suicidio sarà accreditata perfino dalla Procura di Siracusa, con l’accusa al Ferrari di istigazione al suicidio, che poi verrà “aggravata” in omicidio colposo.

In ogni caso, in questa tragica vicenda, la Procura passa indietro alle accomodanti versioni usa e getta del Ferrari.

Una scena del crimine inquinata dal Ferrari, in lungo e in largo, con l’arrivo dell’ex moglie e delle sue accompagnatrici, due colpi di pistola, di cui il secondo con Licia già morta, il cadavere spostato almeno un paio di volte e non è finita…

Il capolavoro di pressappochismo investigativo del Piemme Di Mauro è l’avallo tecnico dell’inquinamento della scena del crimine.

Chiariamo anche che allora la Procura era guidata dal dottor Giordano,quindi per dovere di cronaca,diamo atto e merito della svolta sia al Procuratore facente funzione Scavone che allo stesso Piemme Di Mauro che ha modificato radicalmente la precedente e poco convincente tesi investigativa.NdA)

Infatti il Piemme Di Mauro tollera che il figlio 15enne del Ferrari, che viveva nella stessa villetta al primo piano, certamente vigile e ben sveglio alle 00.30 del 28 febbraio e dunque un testimone oculare preziosissimo, sia stato portato via dalla madre poliziotta, estraniandolo dalla scena del crimine.

Il ragazzo, che non è un bambino, “deportato” dalla scena del crimine, unico testimone oculare, certamente consapevole di tutto quanto accaduto, tra il padre e Licia, in quella drammatica sera del 27 febbraio 2017, sarà ascoltato, non nell’immediatezza della tragedia, al massimo qualche ora dopo.

No. Il figlio del Ferrari, l’unico che avrebbe potuto dire la sua, confermando perfino le farlocche versioni del padre, sarà sentito settimane dopo. Quando anche i suoi ricordi, saranno stati se non inquinati, almeno annacquati.

Qualche spunto di questo editoriale sulle modalità con le quali il Ferrari ha elaborato il lutto per la morte della moglie Licia.

Non ha partecipato ai funerali e nemmeno alla Messa del 28 marzo 2017.

È stato un fulmine di guerra a chiudere la pratica burocratica relativa alla pensione e al trattamento di fine servizio per gli undici anni di carriera nell’Arma dei Carabinieri, del Maresciallo Licia Gioia.

Sei mesi di matrimonio con Licia, hanno fruttato al Ferrari un vero e proprio gruzzolo, meglio di un jack pot.

Decine di migliaia di euro di liquidazione per gli undici anni di servizio di Licia nell’Arma e la reversibilità di una pensione che percepirà per decenni, meglio di un gratta e vinci ventennale.

Con tempistica certamente casuale, il jack pot per la morte di Licia, arriva giusto in tempo per la gioia del figlio del Ferrari, che il 16 luglio 2017, a soli cinque mesi della morte di Licia, aggiorna la sua immagine del profilo FB, ricevendo per il suo compleanno una moto nuova e fiammante.

Insomma ci sembra che il cupido Francesco, che aveva fulminato il cuore di Licia, dopo la sua morte, sia stato sopraffatto dalla cupidigia del Ferrari, che solo per l’opposizione dei genitori e del fratello di Licia, ha dovuto accantonare la pretesa di avere anche la liquidazione di altre migliaia di euro per la quota a lui spettante, come erede, del fondo di investimento sottoscritto a suo tempo da Licia.

Infine senza alcun giudizio di valore, ma solo come fatto di cronaca, registriamo che per il Ferrari, lo stereotipo di vedovo inconsolabile è più che fuori dalla portata di cupido Francesco, considerato che già ha un altro legame sentimentale che siamo sicuri, sia questo attuale che altri futuri, non saranno mai resi ufficiali, per non perdere… la reversibilità.

Infine, per tutto quanto sopra, ci sembra assurdo che il signor Questore di Siracusa, non sia imbarazzato che un suo poliziotto, Francesco Ferrari, sotto inchiesta per omicidio colposo, presti servizio nella stessa Siracusa, come se una vita non fosse stata stroncata in circostanze tutte da chiarire.

Non c’è conflitto né incompatibilità ambientale?

È certamente un affronto alla memoria di Licia e uno squarcio impietoso al dolore dei genitori e del fratello.

Fonte Laspiapress

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