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Siracusa

Avola.Un giovane tenta il suicidio,ma la notizia viene censurata!

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Maurizio Inturri
Si occupa di mafia e criminalità organizzata. Ha collaboratorato con diverse testate giornaliste online e cartacee. Il suo percorso inizia nel lontano 2015 con ReteRegione, poi collabora con LaSpia, Diario1984, L'Attualità, Cisiamo e infine IlFormat. Nel gennaio 2020 si iscrive al sindacato WorKPress e gli viene attribuito il tesserino internazione di giornalista e reporter come da normativa europea e internazionale. Ha partecipato a diverse conferenze sul tema mafia e criminalità organizzata. Autore dei libri Cogito ergo sum..ma non troppo (2015) e L'Antistato vol.I° (2019)

Su segnalazione di un utente,specifichiamo che la censura di cui parliamo riguarda i quotidiani on line!

Mercoledì in tarda serata, un 26enne ha tentato il suicidio,tragico secondo alcune notizie apprese,ma la stampa è rimasta e rimane in silenzio perché è il figlio di un noto boss locale.

C.A.C. mercoledì notte si è tuffato a mare nei pressi della sua attività lavorativa,un chiosco conosciuto e frequentato,cercando di nuotare verso le acque più profonde.
Alcuni giovani vedendo quell’uomo in acqua,hanno subito allertato il locale commissariato,da dove in pochi minuti,facevano giungere le volanti,il 118 e altre pattuglie in soccorso.
Alcuni agenti,arrivati subito con la prima volante,si sono subito diretti verso la spiaggia,spogliati e tuffati nelle acque gelide,riportando – così – sano e salvo il giovane alla riva.
Il 26enne trasferito in ambulanza al Pronto soccorso dell’ospedale “G.Di Maria”,ha ricevuto le prime cure dei medici di turno che dopo i dovuti accertamenti e una notte in osservazione,sembra essere ritornato a casa.I medici sembra abbiano riscontrato,fortunatamente,uno stato confusionale e assideramento al momento dell’arrivo nel nosocomio.
Non è un film,è la realtà taciuta da quasi tutti gli organi stampa locali on line,eccetto una,come mai?
Se fosse stato il figlio di un noto politico o personaggio pubblico,gli organi preposti, avrebbero censurato la notizia?
Pensiamo che la notizia non sia stata trattata perché il giovane incensurato si chiama Christian Aurelio Crapula ed è il figlio del noto boss Michele Crapula attualmente in carcere,mentre la struttura – un bar – è il WAIKIKI,sito in contrada Pantanello ad Avola.
Ma se consideriamo che l’informazione deve essere equa e garantista,noi desideriamo parlarne per rispetto dei lettori,e soprattutto per far conoscere a chi ci segue ciò che accade nella realtà quotidiana.
Nonostante,il comunicato delle forze dell’ordine venisse diffuso giorno 20 giovedì,nessuno scriverà nulla, ma di quella notte di mercoledì,il trambusto di polizia, carabinieri e ambulanza del 118 con lampeggianti e sirene accese,in quel tratto del lungomare e in una località dove nulla rimane inosservato, rimarrà un fatto non censurabile!
Ad oggi,gli inquirenti stanno cercando di capire cosa ha portato il giovane a compiere quel gesto per notiziarne la procura.
Ma il caso scoppia,la stampa è coinvolta e nessuno sembra prenderne posizione!
In passato,il tema del suicidio è stato ampiamente trattato sia da varie ODG regionali che dall’OMS,che rimarcano l’importanza di promuovere un atteggiamento responsabile dei mass media ma non la censura!
In una lettera aperta e pubblica sul suo profilo facebook,la sorella del giovane ha chiesto che si smettesse la persecuzione mediatica nei loro confronti,e soprattutto che la giustizia sia fatta nelle sede opportune,sempre se le accuse a loro rivolte siano reali e ritenute valide dai magistrati.
Purtroppo,con tale lettera,si è scatenato l’inferno in alcuni articoli pubblicati sulla Pagina Facebook dalla testata giornalistica “LASPIA” e nella PAGINA UFFICIALE FACEBOOK del famoso giornalista Paolo Borrometi,dove sono piovuti numerosi commenti dopo che lo stesso giornalista ha replicato con un post (sempre nella sua Pagina Facebook) alla lunga lettera della sorella del giovane.
Al di là dei commenti piovuti,nei vari profili e pagine facebook,crediamo che il compito dell’informazione sia informare senza censura alcuna,lasciando il compito della giustizia ai magistrati e quello del libero arbitrio all’opinione pubblica!
Naturalmente,prendiamo le distanze da qualsiasi commento fin’ora pubblicato da tutti gli utenti,crediamo che ognuno di noi debba farsi carico delle proprie azioni e parole,ma in questo tragico momento per il giovane – dove tutto ruota – gioverebbe un po’ di sana tranquillità!

a cura di Maurizio Inturri

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