Il commercio delle armi e del carburante low cost

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Maurizio Inturri
Si occupa di mafia e criminalità organizzata. Ha collaboratorato con diverse testate giornaliste online e cartacee. Il suo percorso inizia nel lontano 2015 con ReteRegione, poi collabora con LaSpia, Diario1984, L'Attualità, Cisiamo e infine IlFormat. Nel gennaio 2020 si iscrive al sindacato WorKPress e gli viene attribuito il tesserino internazione di giornalista e reporter come da normativa europea e internazionale. Ha partecipato a diverse conferenze sul tema mafia e criminalità organizzata. Autore dei libri Cogito ergo sum..ma non troppo (2015) e L'Antistato vol.I° (2019)

DAL NOSTRO PICCOLO BLOG,cercheremo anche quest’anno di raccontare storie vissute e reali,ma anche di raccontare “ piccoli mondi sommersi in una terra di mezzo,dove l’impossibile può trasformarsi in possibile,ovvero in realtà!

Esiste un luogo,dove ogni storia raccontata può divenire realtà,è il palco della vita!

Se facessimo finta,solo per un attimo,di essere spettatori e tutto ciò che ci circonda un palco dove tutto può essere messo in atto,senza l’uso di effetti speciali,non sarebbe difficile immaginare che tutto ciò che avviene o è avvenuto in altri luoghi,potrebbe essere rimesso in atto in altri luoghi.

Non bisognerebbe ricreare lo stesso identico luogo o personaggi,ma solo lo stesso schema o spartito per gli attori in atto per ogni scena!

Facciamo finta per un attimo di essere seduti nella “Grande Sala del Potere” e di dover decidere di spostare delle armi da una Nazione ad un’altra,quale sarebbe la migliore strategia da utilizzare senza dare nell’occhio?

In questo schema di “risiko”,conoscendo le migliori strategie storiche,un buon generale d’armata proporrebbe di imbarcare armi corte e lunghe dentro le stive di navi cisterne..secondo voi,chi fermerebbe per una perquisizione,rischiando un incidente diplomatico,una nave del genere?

Immaginate,se in questo periodo incandescente, qualcuno fermasse una nave cisterna battente bandiera russa mentre percorre rotta verso la Sicilia..

D’altra parte,vista la situazione in Medio Oriente,le guerre interne e l’immigrazione sempre verso le coste siciliane, renderebbero verosimile questo spettacolo teatrale da noi raccontato!

Potrebbe risiedere nel porto di Augusta la sede prescelta per l’attracco per le navi cargo con a bordo le armi chimiche siriane,questa notizia – ad esempio – fu data anche tempo fa da Ignazio Messina – Italia dei Valori – . Ma se invece di armi chimiche,stessero arrivando armi da guerra (mitra,pistole,fucili) e carburante a basso costo per rifornire nuovamente Cosa Nostra e i suoi uomini sparsi in tutta la Sicilia,magari utilizzando uno dei tanti terreni abbandonati e isolati,come si metterebbero le cose?

fonte Arabpress

La nostra è solo un’ipotesi all’americana,vissuta già nei Balcani,come riportato da Marco Siragusa su Nenanews il 5 giugno 2018Mentre le milizie serbe si appropriarono degli arsenali militari appartenenti all’esercito jugoslavo, in Croazia e Albania il rifornimento era sostenuto soprattutto dai partner stranieri. Secondo alcuni studi condotti nella regione si stima che le armi in possesso dei civili nei Balcani siano tra le 3,5 e le 6,2 milioni di unità. Un quantitativo enorme che si trasforma spesso in una straordinaria fonte di finanziamento per i gruppi criminali che basano buona parte dei loro traffici proprio sul commercio illegale di armi, non di rado destinate anche alle cellule terroristiche islamiche presenti in Europa come dimostrato dall’utilizzo di kalashnikov “made in Bosnia” nell’attentato a Charlie Hebdo del 2015.”

Droga,armi e carburante low cost!

a cura di Maurizio Inturri

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