Cronaca Lo pseudo Gruppo Criminale ascoltato dai GIP.Viaggio in cerca...

Lo pseudo Gruppo Criminale ascoltato dai GIP.Viaggio in cerca di posto per le due donne.

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Ascoltati questa settimana i componenti dello pseudo “gruppo criminale” di Avola,in provincia di Siracusa,che avrebbero affiancato i clan Trigila di Noto e Crapula di Avola,anche se di quest’ultimo non si è potuto capire ancora chi ne governa le retini.

Gli avolesi,in tutto dieci, arrestati nella nottata del 18 gennaio (leggi qui l’articolo) dal Nucleo dei Carabinieri su ordine del Pubblico Ministero Alessandro Sorrentino, sono stati contestati i reati di estorsione, danneggiamento ed incendio a carico di una impresa, associazione finalizzata al commercio, trasporto, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti nonché detenzione, porto e cessione di armi clandestine, tutti aggravati dal metodo mafioso e della finalità di agevolare l’associazione mafiosa denominata “clan Trigila e Crapula” attiva nel territorio di Avola,infatti,durante la retata i militari rinvennero circa 2 chili di sostanze stupefacenti, tra marijuana, hashish e cocaina, oltre che un fucile da caccia calibro 12 e una pistola calibro 7,65.

Presso il tribunale di Siracusa,dinanzi al G.I.P. (Giudice delle indagini preliminari) Carla Frau sono comparsi gli avolesi Giuseppe Bianca, difeso dall’avvocata Simona Vaccarisi in sostituzione dell’avvocato Natale Vaccarisi; Paolo Nastasi, difeso dall’avvocata Anna Maria Campisi e Giuseppe Tiralongo, anche lui difeso dall’avvocata Simona Vaccarisi in sostituzione del collega avvocato Natale Vaccarisi.
Bianca e Nastasi si sono avvalsi della facoltà di non rispondere,declinando comunque le loro generalità;Tiralongo, pur avalendosi,anche lui,della facoltà di non rispondere,ha voluto rendere una dichiarazione spontanea in cui si è dichiarato stupefatto del motivo del suo arresto,in quanto è estraneo ai fatti narrati nell’ordinanza cautelare.

Giuseppe Bianca, Paolo Nastasi e Giuseppe Tiralongo sono stati ascoltati a Siracusa poichè sono rinchiusi nella Casa Circondariale di Cavadonna.

Nel frattempo,a Catania,presso il Palazzo di Giustizia di Catania venivano sottoposti ad interrogatorio di garanzia, dal Gip Cannella, gli altri avolesi: Corrado Lazzaro, Giovanni Di Maria, entrambi assistiti dall’avvocato Antonino Campisi ed il secondo anche dall’avvocato Natale Vaccarisi;Corrado Vaccarella e Gianluca Vaccarisi, difesi entrambi dell’avvocato Natale Vaccarisi. Tutti gli imputati in queste sede si sono avvalsi della facoltà di non rispondere,tranne Lazzaro e Di Maria che hanno reso una dichiarazione spontanea. Lazzaro ha affermato di non essere amico con alcuno dei nove arrestati,ma solo rapporti di conoscenza con alcuni di loro; Di Maria,  ha rigettato tutte le accuse che gli vengono rivolte nell’ordinanza,in quanto – secondo lo stesso – non corrisponderebbero a verità.

L’interrogatorio di Monica Campisi e di Concetta Cavarra, entrambe assistite dall’avvocato Antonino Campisi, ha avuto luogo al carcere Gazzi di Messina,davanti al Gip Cannella.

Nessun istituto penitenziario aveva spazio per accogliere le due donne che sono state sballottate dal carcere di Piazza Lanza,al carcere di Messina e meno male,altrimenti sarebbero finite a Palermo lontane dai figli!

Monica Campisi e Concetta Cavarra, sposate con Paolo Zuppardo e Giuseppe Capozio rispettivamente in carcere con le condanne:a tre anni e quattro mesi e a tre anni e otto mesi di reclusione per la tentata estorsione ai danni del titolare del cantiere che stava costruendo una clinica alla periferia di Avola,secondo la DDA andando a colloquio dai mariti, prendevano ordini e “pizzini” da consegnare agli affiliati in libertà.

Monica Campisi e Concetta Cavarra,innanzi al Giudice delle indagini preliminari di Messina,si sono avvalse della facoltà di non rispondere.

a cura di Maurizio Inturri

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