Assassinio Orazio Pino:ora è bufera tra pentiti e Stato!

L’assassinio dell’ennesimo “pentito” Orazio Pino,ex killer di Cosa Nostra catanese,ha creato uno strappo di “fiducia” tra lo Stato,da parte, e i collaboratori di giustizia ed ex,dall’altra. Ma,in passato,anche il ministro dell’interno Salvini ci aveva messo di suo con le seguenti parole:”sono tanti i collaboratori di giustizia e i loro familiari“,ma cosa intendeva dire veramente con tale dichiarazione?

Non c’è voluto molto tempo per far traboccare un bicchiere già stracolmo di sangue;in pochi mesi, tra familiari di collaboratori di giustizia minacciati e assassinati,pentiti costretti a farsi le valigie più volte durante l’anno per essere trasferiti altrove,ed ex collaboratori costretti a fuggire all’estero per evitare di essere uccisi,il bicchiere si è versato!

Quello di Orazio Pino,malgrado non fosse conosciuto nella città in cui viveva come pentito (sic),ma come commerciante onesto,e timbrato per legge  solo nel 2016 da una interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura di Genova in quanto “mafioso” –  un marchio indelebile – ,segue la strada di tante morti strane, come quelle che seguono:

  1. 13 aprile 2019,Domenico Cera, il cui cadavere era stata trovato in auto nella campagne di Ripoli di Mosciano (Teramo),causa:stroncato da un infarto;
  2. 26 dicembre 2018,Marcello Bruzzese, fratello di un pentito di ‘ndrangheta, ucciso in pieno centro a Pesaro il giorno di Natale, con decine di colpi di pistola,sotto protezione dal 2008!
  3. Gerardo D’Urzo, 51 anni, di Sant’Onofrio, che avrebbe dovuto testimoniare in video-conferenza da una località protetta nell’ambito di un processo Libra a Vibo, ma i magistrati egli avvocati hanno scoperto dopo 4 mesi che  era deceduto,come mai?
  4. Maria Concetta Cacciola, figlia del boss della ‘ndrangheta Gregorio Bellocco, madre di tre figli,fu trovata morta e successivamente si scoprì che la causa non era suicidio,ma era stata uccisa dai suoi familiari,perchè?
  5. 29 gennaio 1998,Anna Sodano,camorrista,voleva diventare collaboratore di giustizia e ne nacque un “cold case“;
  6. 3 dicembre 1994,Mario Scala,camorrista,voleva collaborare con lo Stato,spariti misteriosamente,chi sapeva?
  7. 18 marzo 2000,Gennaro Busiello,come Sodano e Scala,epurati è stato dichiarato,ma come è possibile che camorristi cantino al vento il pentimento?
  8. 18 marzo 2002,Giuseppe Schisa,come Sodano e Scala,epurato!

Potremmo continuare ma preferiamo fermarci,la scia di sangue è lunga quanto gli arresti e le condanne che hanno fatto emettere,per gli ultimi 4 della lista,invece,non scopriremo mai il loro contributo,purtroppo…

Ma l’aria di paura e insicurezza era nata dopo la seguente dichiarazione del ministro dell’interno Matteo Salvini:

All’ora,il ministro Salvini,quasi a giustificare l’accaduto (come si leggerà in alcune testate),sembrò sottolineare la richiesta del protetto, fatta anni prima,di fuoriuscire dal programma di protezione,ma anche l’ipotesi di non poter offrire a tutti sicurezza adeguata vista la mole dei “collaboratori di giustizia” e dei loro familiari.

Sarebbe d’obbligo chiedersi:se fosse vivo Giovanni Falcone,cosa ne penserebbe di tutto ciò?

Naturalmente lasciamo a voi le riflessioni del caso e naturalmente del video con le dichiarazioni del ministro!

Le paure,sempre messe in evidenza da varie testate e mass media che hanno intervistato diversi “collaboratori di giustizia”,e le varie richieste dell’aumento della protezione,sono state prese forse a cuor leggero?

Eppure lo sappiamo in tanti:

La mafia non dimentica!

Questa è una delle tante storie di mafia e ‘ndrangheta per cui collaboratori giornalistici e giornalisti sono tanti massacrati,questa è una delle tante storie di resistenza contro ogni forma di mafia!

Voi,cosa ne pensate?

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