Vita da infami:Dichiarazioni shock e delinquenzialismo social!

Da una parte c’è chi racconta, dall’altra chi è attento a raccoglierne le sottigliezze, una vita raccontata in due,una vita da infami!

Fa parte della vita di un giornalista o di uno scrittore incontrare persone che hanno voglia di raccontare,l’invisibile,il vissuto, l’animo,quella percezione della realtà nascosta che “Non fa notizia”;eppure quell’incontro diventa realtà per tutti,una catarsi,vissuta e raccontata dai collaboratori e testimoni di giustizia,da una parte,e da chi scrive dall’altra!

Fabrizio Capecelatro,come me,parla con la penna,e intervistando persone vissute nel crimine organizzato,oggi collaboratori di giustizia,racconta degli arresti e dei sequestri,ma anche di recupero di milioni di euro che ‘ndrangheta, camorra o mafia sottraggono nelle casse dello Stato,grazie a questi “racconti invisibili“,in un rapporto di fiducia reciproca che si instaura tra chi scrive e chi si racconta!

In questo contesto, due vite si incrociano, collaboratori o denunciante da una parte e giornalista dall’altra,entrambi saranno segnati da un unico denominatore:infame!

I loro nomi sono tanti,lo Stato ne conta 1.319 tra collaboratori e testimoni di giustizia e quasi 5 mila i loro familiari (fonte Adnkronos),e per chi li osserva dall’esterno – cioè nella società –  meritano solo morte!

Irridono le forze dell’ordine, se ne fregano del rispetto e della giustizia,ma ciò che è peggio, è che tutto avviene sotto l’occhio del “grande fratello” senza che nessuno possa fermarli.

Il mondo dei social è una finestra, purtroppo,aperta contro i principi fondamentali stabiliti,tanto da Strasburgo quanto quelli dell’UE e dell’ONU.

Un delinquenzialismo nascosto che viaggia sul web,con citazioni degne dei famosi film e telefilm come Gomorra:

“Ti piscio in bocca”

È una minaccia? No,completamente, in Sicilia vuole significare solo essere:omminicchio, Qua qua ra qua..

Questo è Ivan,almeno così si fa chiamare, che da Siracusa contatta privatamente,imprenditori italiani in Germania e chissà in quale altro Stato.

Nessuno lo ferma,sembra che gli amministratori dei social network sia occupati ad altro,eppure fa meraviglia che la Germania si faccia beffare da questa gentaglia, ma cosa farà lo Stato italiano?

Chi ha interesse a non intervenire e far seminare odio,mafiosità e giustizialismo?

Il nostro dovere è informare, l’applicazione della legge non è di nostra competenza,noi continueremo ad occuparci dell’invisibile e della “non notizia”,per tale motivo abbiamo deciso di aggiungere la dichiarazione shock che Michelangelo Mazza,ex camorrista,ha rilasciato a Fabrizio Capecelatro durante una intervista telefonica!

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