Archivio Attualità L'antimafia si risvegli:Falcone e Borsellino non sono morti inultimente!

L’antimafia si risvegli:Falcone e Borsellino non sono morti inultimente!

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Quelle parole del giudice Paolo Borsellino,pronunciate quel 23 giugno 1992,per ricordare l’amico e collega giudice Falcone,rimbombano nelle nostre orecchie,ma che fine hanno fatto?

Quel compromesso che le “future generazioni” non dovevano accettare e quel debito fatto da quella strage di  “Capaci”,che fine hanno fatto?

Ci volle poco a costituire associazioni “antimafia” per portare avanti quelle parole e quella ideologia,comune tanto a Falcone,quanto a Borsellino”,ma oggi sembra essere ritornati in quegli anni ’90!

La lotta alla mafia,il primo problema da risolvere,con cultura e morale,questa era la linea che voleva e desiderava Paolo Borsellino,quel Paolo che poi fu pugnalato alle spalle!

L’antimafia vera deve risvegliarsi e lottare,deve rimanere vicino a tutti i magistrati e agli uomini delle forze dell’ordine,deve cacciare la corruzione e la collusione denunciandola,questo deve fare in ogni città!

Come abbiamo potuto dimenticare tutto ciò,continuando con la corruzione politica,compravendita di voti,omicidi di militari e agenti delle forze dell’ordine,e permettendo ancora oggi la vendita di droga e pensando a “legalizzarla”, arrivando fino al “narcotraffico”,ma chi ci sta guadagnando in tutto ciò?

Non è possibile conciliare l’evolversi della criminalità organizzata con pezzi dello Stato,con le parole di Paolo Borsellino!

..e poi a meno di un mese da questo discorso,successe l’incredibile,lo uccisero,uccisero Paolo e nulla si seppe – ancora oggi – dei motivi reali di quelle due stragi,nessuno ha osato pulirsi la coscienza e raccontare la verità o le verità nascoste,perchè non tutto può essere raccontato!

Quella notizia terribile della strage di Capaci,quel massacro e attacco al nostro Stato,non è mai stata una ferita ricucita,ma è ancora più doloroso – ancora oggi – sentire che molti si sono arricchiti e collusi in nome di Falcone e Borsellino;questa è una vergogna che merita un corteo in tutta l’Italia,da nord a sud,per dire no a queste carriere facili,politiche o istituzionali,dobbiamo risvegliare le coscienze “culturali e morali”.

Abbiamo un debito,è arrivato il momento di pagarlo,perchè Falcone e Borsellino non erano eroi,erano uomini di fede e alta moralità,credevano nella legge e nella giustizia,credevano in quella scritta che leggiamo nelle aule giudiziarie:

La legge è uguale per tutti

li hanno massacrati insieme alle loro scorte,sono diventati “martiri”,e un martire è qualcosa di più un eroe.

Solo dopo le stragi,sia di Falcone che di Borsellino,in tanti si sono accorti del loro impegno non solo dell’impegno incondizionato nella lotta alla mafia ma soprattutto dell’immagine positiva dello Stato: una specie di Stato ideale.

Sono diventati referenti morali, in un periodo in cui mancano figure esemplari a livello nazionale e il crollo del sistema politico ha fatto scomparire i punti di riferimento che hanno strutturato la società per mezzo secolo,per questo oggi abbiamo riscoperto la loro umanità e quindi esempio da imitare.

Le loro immagini e ricordi,ci fanno ritornare in mente quegli “uomini traditi dallo Stato per il quale hanno sacrificato la vita” .

Avevano capito che la morte e fine era vicina,ma hanno continuato a combattere andando oltre quel pensiero di una morte ineluttabile, diventando così figure eccezionali, martiri della lotta alla mafia.

Attorno a loro,si è creato un culto civile che li colloca in una dimensione quasi sacra,al punto di estendersi per comprendere tutte le vittime di mafia, uccise per il loro impegno.

Sono figure di spicco che appaiono ancora,di più,oggi:come martiri.

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