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Avola tutti sanno nessuno parla

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C’è chi tace come ha sempre fatto,e chi strumentalizza la posizione presa dalla prefettura che ha inviato,ad Avola,una commissione per esaminare eventuali “infiltrazioni mafiose”,già denunciate nel 2017 dal senatore 5S Giarrusso.

C’è un limite a tutto,anche all’omertà,paura e clientelismo che attanaglia Avola da moltissimi anni,questo limite si chiama coraggio.

Ci furono certamente delle denunce nel periodo delle elezioni amministrative 2017 che raggiunsero alti vertici dello Stato e della magistratura,questo è un dato di fatto che nessuno può negare,ma di certo oggi nessuno vuole evidenziare.

Certamente non ci furono condanne e per noi risultano tutti incensurati,ma la cronaca ha il dovere di raccontare i fatti e il susseguirsi delle vicende,perché come sta accadendo,quando si parla di “infiltrazioni mafiose”,si analizza tutto il tessuto sociale.

E’ la relazione della Commissione di inchiesta Antimafia del 7 febbraio 2018 a chiarire la situazione:

“Cosa Nostra si infiltra inoltre nell’economia pubblica e privata grazie alla complicità dell’”area grigia” di professionisti, imprenditori etc, laddove vi sia la possibilità di ottenere ritorni economici, come ad esempio gioco e scommesse, turismo ed energie alternative; dedica particolare attenzione alla ricerca di contatti, diretti o indiretti, con interlocutori istituzionali per condizionare le scelte delle Amministrazioni locali ed accedere alle risorse degli appalti pubblici (di recente anche nel settore dell’accoglienza dei migranti) come testimoniato dagli scioglimenti dei comuni siciliani e dalle amministrazioni giudiziarie in applicazione dell’art 34 del codice antimafia.”

Sembra strano quindi che nessuno ricordi quanto successo nelle scorse elezioni!

Ci sembra doveroso documentare la vicenda,sperando di ricevere “risposte” su quanto avvenuto sia dalla magistratura che dalla Commissione antimafia dell’ARS,in modo da mettere la parola fine a tutta una serie di vicende che lasciano solo “dubbi e perplessità”.

Se ben ricordate,il 10 giugno 2017,due giorni prima delle votazioni che portò a vincere l’attuale sindaco dott.Giovanni Luca Cannata,il senatore Mario Giarrusso del M5S denunciò pubblicamente – tramite la sua pagina facebook – che la campagna elettorale ad Avola stava procedendo con “infiltrazioni mafiose”,e che un candidato della lista del M5S aveva denunciato la situazione.Ricordate? (qui per leggere)

Affinchè possiate verificate con i vostri occhi quanto riportato,inseriamo le foto pubbliche.

Cosa scrisse precisamente il senatore Giarrusso,indirizzando il tutto al sindaco Cannata?

Il candidato sindaco collegato a questa lista prenda le distanze da questo candidato e da questa lista e la faccia ritirare. 

Oppure si ritiri.

Subito.

Adesso.

O dovremo considerarlo complice.

Sen.Giarrusso e Paolo Borrometi (foto Michele Pantano)

E’ un dato di fatto che il senatore indirizzo e denunciò il Clan Crapula senza mezzi termini.

 

Come se non bastasse,sempre per dovere di cronaca,seguì un articolo della testata giornalistica La Spia,a firma di Paolo Borrometi,che riportava quanto segue:

Sulle votazioni di Avola la minaccia del figlio del boss Crapula: Votate Guastella! Il Sen. Giarrusso denuncia: “cosche mettono mani sul Comune”.

Naturalmente riportammo anche noi la vicenda,senza mai essere creduti e citati nelle interrogazioni parlamentari,per questo ci chiediamo:

  • perché nessuno parla di questa storia in sospeso?
  • Forse mancano elementi che solo noi possediamo,oppure le nostre inchieste furono davvero riprese da altri e quindi riportarle all’onor di cronoca metterebbe qualcuno in disagio?

Con quest’ultimo passaggio vorremmo solo conoscere la verità su “fatti e misfatti”,e capire perché tanto silenzio.

Sempre per essere veritieri e non illusionisti,riportiamo il comunicato stampa del senatore Giarrusso,sperando che gli attivisti del M5S dimostrino coerenza col loro leader antimafia,e che il regolamento del M5S sia applicato senza disuguaglianze.

IL COMUNICATO STAMPA DEL SENATORE GIARRUSSO

Mafia: Giarrusso a Minniti, cosche stanno influenzando voto nel siracusano

“La tracotanza delle cosche di Avola, nel siracusano, non ha limiti. Chiediamo l’immediato intervento della Prefettura di Siracusa e del Ministero dell’Interno per garantire la serenità e la sicurezza dei cittadini elettori e per impedire alle cosche di mettere le mani sul comune”.

E’ quanto afferma il Senatore del Movimento 5 Stelle, Mario Michele Giarrusso, componente della commissione Antimafia, annunciando una interrogazione urgente al ministro dell’Interno, Marco Minniti.

Ad Avola da un anno c’è un attacco frontale, fatto di minacce ed intimidazioni, ad un giornalista libero, Paolo Borrometi, che ha fatto nomi e cognomi e spiegato gli affari del clan Crapula. Borrometi ha la ‘colpa’, per i Crapula ed i sodali del clan, di non rimanere in silenzio e di denunciare. Dalle sue denunce anche il tentativo della ‘par condicio’ mafia-antimafia, sventata con una nostra interrogazione in Senato. In questa campagna elettorale è accaduto di tutto: macchine bruciate di nostri candidati, minacce ad altri candidati, un pacco bomba (poi per fortuna rivelatosi finto), ad un dirigente del Comune e ieri, nel giorno del silenzio elettorale, il figlio del capomafia di Avola, Michele Crapula, che minaccia i suoi concittadini per imporre il voto al proprio candidato.

Il candidato sindaco – spiega Giarrusso – collegato a questa lista è il Sindaco uscente e riteniamo debba prendere le distanze da questo candidato e da questa lista, facendola ritirare immediatamente. Se non lo farà sarà complice di questi metodi mafiosi.

Ho già parlato con il Prefetto di Siracusa per chiedere l’immediato intervento dello Stato, stesso intervento che con forza deve assicurare il ministro dell’Interno, Marco Minniti. La lotta alle mafie non deve avere “se e ma”. Il voto nel siracusano, se non si interviene, sarà mortificato ed influenzato dal clan”.

Da quel giorno,per essere precisi,abbiamo ricevuto:minacce,intimidazioni, denunce e aggressioni,per aver riportato i fatti,eppure “il silenzio istituzionale” e i tanti che ci hanno seguito sono rimasti in silenzio,sarà un caso,ma la percezione che proviene dai social e non solo,non lascia spazio ad altro!

Siamo consapevoli che sarà un ritorno a minacce,aggressioni e denunce,ma ancora una volta dimostriamo di non avere padroni,e che l’informazione deve circolare liberamente.

Non dimentichiamo,infine,che Avola è stata sempre considerata la piccola Palermo,tant’è che ancora oggi parlare di criminalità organizzata e collaboratori di giustizia,è un tabù!

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