Napoli:arrestati i killer che hanno sparato a Noemi,ma quale segnale ha la lanciato lo Stato?

Arrestati i killer che hanno ferito e ridotto in fin di vita la piccola Noemi a Napoli,ed ora? Aspettiamo un’altra pallottola vagante per mettere fine a tutto ciò?

La notizia,pubblicata dall’agenzia Ansa,ha riempito le prime pagine delle famose testate giornalistiche e tutti ne parlano come se lo Stato o una città avesse vinto,ma cosa c’è da festeggiare veramente?

La notizia vera è che i “killer” sono sempre pronti a Napoli (e non solo) per uccidere chiunque,anche se di mezzo ci va una povera bimba!

Questa è la vera notizia!

A Napoli,sono stati tratti in arresto per la sparatoria che voleva morto Salvatore Nucaro,ma che sfortunatamente ha reso in fin di vita la piccola Noemi:Armando Del Re,con l’accusa di aver sparato e il fratello Antonio, quest’ultimo accusato di complicità.

Secondo quanto riportato dall’Ansa:

Armando Del Re sarebbe stato bloccato sulla Siena-Bettolle. All’operazione avrebbero partecipato agenti della polizia, finanzieri e carabinieri di Napoli.

Il fratello invece è stato fermato nell’hinterland napoletano, nei pressi di Nola: ha dato supporto logistico ad Armando. A entrambi viene contestata la premeditazione

Al ferimento di Noemi,ricorderemo,si sono susseguiti manifestazioni di solidarietà come “Disarmiamo Napoli” a cui hanno partecipato, sia Arturo Puoti,il giovane che fu aggredito e ferito da una baby gang ,sia il figlio di un noto camorrista, Antonio Piccirillo che si è dissociato dal padre (qui l’articolo) e subito dopo una veglia di preghiera davanti all’ospedale Santobono con centinaia di persone presenti e tante candele accese.

Ma sono le parole del procuratore di Napoli,Giovanni Melillo,a destare preoccupazione,in quanto avrebbe dichiarato che il tentato omicidio di Salvatore Nurcaro è maturato in pieno contesto camorristico.

Il ministro dell’interno,Matteo Salvini,ha subito dichiarato:

“Complimenti a forze dell’ordine, inquirenti e magistratura per la cattura del delinquente che ha sparato alla piccola Noemi. Nessuna tregua contro camorristi e criminali, lo Stato e i napoletani vinceranno la sfida. Lo stato risponde con i fatti e non con le parole”.

Mentre il Presidente della Camera,Roberto Fico,ha dichiarato su facebook:

“Il nostro pensiero va alla piccola, che da giorni combatte in un letto d’ospedale, e ai suoi cari. Siamo tutti con voi”.

Noi siamo convinti che tutto ciò si poteva evitare,continuando a portare avanti nel metodo e nella lotta gli insegnamenti di “Falcone e Borsellino”,ma qualcosa non ha funzionato!

L’indifferenza e la disuguaglianza che si è creata in questi anni è stata assoluta!

La cultura alla legalità non è stata profonda e radicale,soprattutto nelle scuole e in tutte quelle occasioni (conferenze,attività extra curriculari,ecc) in cui si sarebbe potuto creare un confronto reale ed onesto,con l’aiuto dei “collaboratori di giustizia” che conoscono verità assolute e inaccessibili,oltre al supporto degli inquirenti che trattano tale fenomeno e ne conoscono le dinamiche.

Cosa si è fatto per far capire ai giovani cosa sono veramente le parole: mafia,corruzione,collusione e come si può sconfiggerli tutti insieme?

Parlare di droghe,è bastato?

Infine,non dimentichiamo che la ‘ndrangheta stragista ed oscura sta continuamente dimostrando di essere come una “piovra del business mondiale”,che lega mafia,camorra,apparati dello Stato in un tutt’uno!

Abbiamo dimenticato in fretta le parole

 di Paolo Borsellino

“magistrato,uomo e padre”

(CLICCA QUI PER LEGGERLO)

Dopo la spinta di Falcone e Borsellino,iniziarono a passare dalla parte dello Stato tanti boss,oggi “collaboratori di giustizia” che tanto hanno fatto per aiutare gli inquirenti a sventrare ogni tipo di mafia e business,facendo recuperare anche ingenti somme di denaro..lo abbiamo dimenticato o vogliamo censurarlo?

Ma a quale prezzo questa collaborazione?

Se nessuno della società civile nel corso degli anni si è chiesto come facessero a studiare,curarsi e vivere più di 4.000 familiari di quest’ultimi,cosa è cambiato?

Basta considerare quanto segue:

Il 40% dei familiari dei pentiti sono bambini senza futuro e considerati diversi dagli altri,non possono vivere le loro vite e la loro età come i figli degli altri,perché non hanno stabilità nelle scuole che frequentano,sicurezza,non possono praticare sport e non possono curarsi..tutto ciò perché ancora lo Stato non ha trovato un posto sicuro per loro o perché non vuole rilasciargli i documenti e certificati per una nuova identità.

Sono tante le differenze e disuguaglianze legislative messe in atto,che preferiamo parlarne separatamente.

Ma quale segnale si sta lanciando, per chi osserva e vorrebbe seguire il percorso di “collaboratore di giustizia”?

Commenta l'articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: