Mafia & Antimafia Dal Sistema Siracusa al Caso Palamara.Ombre oscure e Terzo...

Dal Sistema Siracusa al Caso Palamara.Ombre oscure e Terzo Livello!

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Una grande cupola e fitti misteri tra magistrati,giornalisti,massmedia e GdF quella sta venendo dal “caso Palamara”.

Una nuova “tangentopoli” del potere,dove i soldi facevano – o meglio fanno – da padrone,beffando etica,morale e giustizia.

Ora dubbi e incertezze si celano su “processi e sentenze”,ed è questa,forse,la parte rognosa di un sistema marcio e ben nascosto,insomma un tutt’uno!

Emerge tutto dall’inchiesta – racchiusa in un cd – che la Procura di Perugia ha trasmesso al Consiglio superiore della magistratura, con i risultati di un anno di intercettazioni,da quella di Luca Palamara, ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati,al materiale delle “schifezze” fatto di:rete dei favori,faide politiche, giornalisti e massmedia.

Una inchiesta ancora aperta e che i militari della Guardia di finanza stanno vagliando a lungo raggio a “caccia di soldi”.

Il tutto ruota intorno all’avvocato Pietro Amara, che aveva a libro paga magistrati amministrativi,pm e giudici,ma anche attorno a quel “Sistema Siracusa” che spostò l’attenzione mediatica dell’ “Inchiesta di Potenza” giunta nel siracusano per scoprire chi voleva mettere mano ai porti,come quello di Augusta.

Un giro troppo grande e che lascia dubbi sulla indagine a carico del nativo avolese Giovanni Magro,forse intrappolato da quel giro di affari di “Confindustria Sicilia”.

Nel cd consegnato al Csm vengono fuori i nomi dei giornalisti Marco Lillo, Ilfattoquotidiano e Giacomo Amadori,La Verità,con le registrazioni dei contatti ravvicinati tra il pm romano Stefano Rocco Fava;sarebbe Fava a passare ai due giornalisti il testo del velenoso esposto contro il procuratore uscente di Roma, Giuseppe Pignatone e il suo vice Paolo Ielo, che secondo l’inchiesta costituì un tassello fondamentale della strategia per conquistare la Procura di Roma.

E’ l’ Adnkronos a riportare le dichiarazioni del Pm Fava:

“Non ho mai rivelato ciò che non conoscevo e non ho favorito in alcun modo Palamara, che ha scoperto dell’esposto che avevo presentato al Csm su Ielo e Pignatone nel mese di maggio. Io avevo presentato l’esposto a marzo e a quel punto non era più un segreto perché a conoscenza di tanti togati”. Lo ha detto il pm di Roma Stefano Rocco Fava respingendo tutte le accuse davanti ai pm di Perugia ieri ascoltato per cinque ore nell’ambito della vicenda che vede indagato per corruzione il magistrato ed ex presidente dell’Anm Luca Palamara. Fava è indagato per favoreggiamento e rivelazione del segreto di ufficio in concorso. E’ stato Fava a fare un esposto al Csm contro l’ex procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone e l’aggiunto Paolo Ielo per presunte irregolarità nella gestione delle inchieste sull’avvocato Piero Amara.

“Che io ricordi, Palamara era venuto da me già sapendo dell’esposto – ha detto Fava – In merito all’accusa di violazione del segreto istruttorio – ha continuato il pm romano – posso affermare con ragionevole certezza di non aver rivelato ciò che non conoscevo. Infatti dell’inchiesta su Palamara io non sapevo nulla, perché pur partendo dall’indagine sull’imprenditore Fabrizio Centofanti, procedimento condiviso tra me e alcuni procuratori aggiunti, io non ero a conoscenza di quegli atti, nei quali si parlava dei rapporti tra Centofanti e Palamara, mandati a Perugia”.

Fonte Adnkronos

La “tangentopoli dei magistrati” ha trasformato in un libero mercato la nomina dei capi degli uffici giudiziari,oltre a inquinare quel meccanismo profondo dei meccanismi posti a tutela dell’indipendenza della magistratura,il tutto per soldi!

Le ipotesi lasciano l’amaro in bocca su ciò che si potrebbe celare dietro:grandi gruppi imprenditoriali decisi a difendere i loro interessi in questa sorta di tangentopoli.

Se tutto ciò non bastasse (e qui la base delle nostre ipotesi) dall’inchiesta della Procura di Perugia è emerso il lato oscuro del Csm in carica fino all’anno scorso.

«Il caso Palamara sembrerebbe solo la punta dell’iceberg» della melma che uscirà fuori prossimamente,e così al sistema Montante e al Sistema Siracusa si legano “oscure vicende”.

Maurizio Inturri
Si occupa di mafia e criminalità organizzata. Ha collaboratorato con diverse testate giornaliste online e cartacee. Il suo percorso inizia nel lontano 2015 con ReteRegione, poi collabora con LaSpia, Diario1984, L'Attualità, Cisiamo e infine IlFormat. Nel gennaio 2020 si iscrive al sindacato WorKPress e gli viene attribuito il tesserino internazione di giornalista e reporter come da normativa europea e internazionale. Ha partecipato a diverse conferenze sul tema mafia e criminalità organizzata. Autore dei libri Cogito ergo sum..ma non troppo (2015) e L'Antistato vol.I° (2019)

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