Desirè Crapula vince il ricorso al TAR.

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Le attività dei Crapula riapriranno,così hanno deciso i giudici amministrativi del TAR.

Avola. “Il legame familiare, da solo, non giustifica la chiusura delle attività lavorative per mezzo di provvedimenti interdittivi”: a dirlo sono i Giudici amministrativi del Tar, che qualche giorno fa hanno fatto giurisprudenza e ridato luce là dove i diritti fondamentali riconosciuti dalla nostra Costituzione e dalla stessa Convenzione Internazionale dei Diritti dell’Uomo sono stati violati.

Nelle ordinanze emanate dai giudici del Tar è stato sancito e ribadito il sacrosanto principio che “l’essere figlio di…” non è una colpa o indizio di infiltrazione mafiosa, il solo legame familiare non può giustificare la chiusura di un’attività lavorativa, nata attraverso il sudore ed il sacrificio di ragazzi totalmente incensurati e sconosciuti alla giustizia penale.

Il Tribunale Amministrativo ha accolto pienamente le istanze di sospensione cautelare, avanzate dall’avvocato Campisi Antonino e dal proprio collaboratore di studio avvocato Paolo Sirugo, quali difensori della signora Desirèe Crapula e della signora Roberta Di Maria, le quali oggi hanno avuto giustizia e sono legittimate a svolgere il loro lavoro presso le proprie attività.

Con le loro ordinanze i giudici hanno ordinato la riapertura delle attività commerciali Il Fiorista di Desirèe Crapula, il chiosco di fiori “Il Fiorista Srl” e il bar “Waikiki” di Roberta Di Maria.

Fonte Diario1984

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