Si tinge di giallo la morte del carabiniere assassinato,ancora discordanze!

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Maurizio Inturri
Si occupa di mafia e criminalità organizzata. Ha collaboratorato con diverse testate giornaliste online e cartacee. Il suo percorso inizia nel lontano 2015 con ReteRegione, poi collabora con LaSpia, Diario1984, L'Attualità, Cisiamo e infine IlFormat. Nel gennaio 2020 si iscrive al sindacato WorKPress e gli viene attribuito il tesserino internazione di giornalista e reporter come da normativa europea e internazionale. Ha partecipato a diverse conferenze sul tema mafia e criminalità organizzata. Autore dei libri Cogito ergo sum..ma non troppo (2015) e L'Antistato vol.I° (2019)

La ricostruzione dei fatti che ieri hanno riportato varie fonti giornalistiche e che oggi quasi quasi viene smentita e quella del “cavallo di ritorno”.Ma non solo..

Stamane,l’ANSA,ha battuto questa notizia:

Lee Elder Finnegan di 19 anni e Gabriel Christian Natale Hjorth di 18 anni, entrambi californiani e in vacanza a Roma, sono stati sottoposti a fermo di indiziato di delitto per tentata estorsione e omicidio aggravato in concorso per l’uccisione del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega nella notte tra giovedì e venerdì”.

La stessa,aggiunge:

Trovati nella stanza dell’albergo dove sono stati rintracciati i due ragazzi americani di 19 anni fermati per la morte del vice brigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega un coltello di notevoli dimensioni sporco di sangue, nascosto dietro a un pannello del soffitto, e i vestiti indossati durante l’aggressione.

Uno dei due americani ha ammesso le proprie responsabilità affermando di essere lui l’autore materiale dell’accoltellamento. Si tratta della persona con i capelli con meches apparso in una foto e ripreso da alcune telecamere”.

Ed ancora:

I due giovani erano in cerca di droga a Trastevere ma la sostanza acquistata era semplice aspirina: dopo essersi resi conto di essere stati ingannati hanno rubato la borsa del pusher che conteneva il suo cellulare. L’uomo ha quindi contattato i due chiamando il suo numero di telefono per avere indietro la borsa. Il pusher avrebbe poi chiamato il 112 per comunicare che era stato scippato e che si era accordato con i due americani per la restituzione della borsa“. [..]

A questo punto, all’orario stabilito, i due carabinieri in borghese si sono recati in via Pietro Cossa, nel quartiere Prati, una zona centrale piena di studi di avvocati e famiglie borghesi. Lì hanno incontrato i due ragazzi con i quali è scoppiata una violenta colluttazione durante la quale il vicebrigadiere è stato colpito con otto coltellate.

Quando ho sentito Mario urlare ho lasciato quell’uomo e ho provato a salvarlo, perdeva molto sangue“. E’ quanto avrebbe raccontato il collega del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega, ucciso in servizio la scorsa notte a Roma.

Elder Finnegan Lee,uno dei due giovani americani arrestati,ha dichiarato:

“Non pensavo fosse un carabiniere, avevo paura di essere nuovamente ingannato”

Fonte e articolo completo su ANSA

Sempre ieri,Ilfattoquotidiano,scriveva in base alla ricostruzione messa insieme dai magistrati inquirenti sulla morte di Mario Cerciello Rega, il vicebrigadiere di 35 anni ucciso a Roma nella notte fra giovedì e venerdì, con otto coltellate di cui una mortale al cuore,quanto segue:

Cercavano droga, hanno derubato un pusher. A cui poi hanno chiesto dei soldi per restituirgli la borsa. Ma lui è andato all’appuntamento accompagnato dai carabinieri in borghese, ai quali aveva raccontato di essere stato scippato. Poi è scoppiata la colluttazione, nella quale ad avere la peggio è stato uno dei militari.

Riporta ancora ilfattoquotidiano:

Dalla ricostruzione pare che i due ragazzi fossero in cerca di droga nel rione Trastevere. Accortisi di essere stati truffati dallo spacciatore, che gli aveva rifilato una semplice aspirina, lo hanno a loro volta derubato della borsa in cui era contenuto il telefonino, per poi fuggire verso il Lungotevere.

A quel punto il pusher ha chiamato i carabinieri per raccontare la dinamica del furto, omettendo della droga, e nel frattempo si è accordato con gli americani per la restituzione della borsa”.

Ma ecco,nell’articolo de ilfattoquotidiano,che spuntano le lacune sul caso:

La versione del collega del vicebrigadiere – Si tratta ovviamente di una versione che dovrà essere verificata attentamente, per chiarire alcune lacune a partire dal perché uno spacciatore decida di denunciare di essere stato derubato. Anche perché il puzzle che si sta definendo non collima perfettamente con la prima versione dei fatti fornita dai carabinieri ed in particolare dal collega di Cerciello Rega,Andrea Varriale, anch’egli rimasto ferito nella colluttazione.

Inizialmente, infatti, era stato riferito semplicemente del furto di un borsello e di un “cavallo di ritorno”. Secondo la ricostruzione, sul luogo fissato per l’incontro erano intervenute due pattuglie, una del 112 e una in borghese.[..]

Continua l’altro carabiniere Andrea Varriale:

Quando li abbiamo visti ci siamo avvicinati, ci siamo qualificati e dopo pochi istanti ne è nata una colluttazione tra i due carabinieri e i due aggressori”.

Ilfattoquotidiano che conosciamo bene per le inchieste accurate,aggiunge quanto segue:

Il primo identikit fornito parlava di “un uomo probabilmente nordafricano, alto circa 1 metro e 80 con indosso jeans e camicia a scacchi” e di “un altro con un tatuaggio sul braccio destro”, non esattamente la descrizione dei due ragazzi. Non solo. Si parla di due pattuglie a supporto del blitz, ma il dettaglio non è stato confermato dall’Arma. Inoltre uno dei due carabinieri sarebbe stato disarmato.”

Aggiunge,ancora,la famosa testata:

La dinamica potrebbe essere differente da quella descritta”, avevano detto i magistrati in una pausa dell’interrogatorio.

Le indagini si sono quindi sviluppate subito su due filoni. Per il primo, sono state ascoltate in caserma 12 persone e identificate quattro, tre marocchini e un franco-algerino, sospettati di ricettazione. Sull’altro fronte, nel frattempo, gli uomini dell’Arma erano già all’hotel Le Meridien Visconti, nei pressi di Piazza Cavour, il prestigioso albergo dove i due ragazzi alloggiavano per una vacanza-studio nella Capitale. Fonti inquirenti avevano parlato di “studenti della John Cabot University”, la cui sede si trova proprio a Trastevere, ma il rettore dell’Ateneo ha successivamente smentito. Sarebbero dovuti ripartire per gli Usa in serata.

Li hanno svegliati, hanno perquisito la stanza, sequestrato lo zainetto e poi li hanno portati in caserma per un primo interrogatorio, ma senza prendere alcun provvedimento. Solo nel pomeriggio, dopo aver analizzato le videocamere presenti nel rione Trastevere, aver esaminato i tabulati telefonici e attivato il consolato degli Stati Uniti a Roma, i 19enni sono stati riportati in caserma per l’interrogatorio alla presenza del procuratore aggiunto Nunzia D’Elia e al pm Maria SabinaCalabretta. Fino alla confessione che ha iniziato a sciogliere il mistero”.

In data odierna,sempre ilfattoquotidiano,riporta quanto segue:

Sono Christian Gabriel Natale Hjorth ed Elder Finnegan Lee i presunti assassini del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, il carabiniere di 35 anni ucciso a Roma nella notte fra giovedì e venerdì, con otto coltellate di cui una mortale al cuore.

I due hanno confessato e si trovano ora in isolamento nel carcere di Regina Coeli. Nell’albergo in cui alloggiavano è stato trovato, nascosto in un controsoffitto, il coltello utilizzato per il delitto. I giovani fermati sono entrambi cittadini americani e hanno, rispettivamente, 19 e 20 anni. Sono stati loro, come si legge anche nel decreto di fermo firmato dal pubblico ministero Maria Sabina Calabretta e dal procuratore aggiunto Nunzia D’Elia, a sferrare le coltellate che hanno ucciso il vicebrigadiere. Nel corso dell’interrogatorio che si è tenuto questa notte in Procura, Natale Hjorth ed Elder Lee hanno infatti ammesso le loro responsabilità nell’accaduto “pur a fronte di parziali discordanze”.

Fonte e articolo completo su ilfattoquotidiano

I funerali di Cerciello Rega – I funerali si svolgeranno lunedì mattina 29 luglio alle ore 12 presso la chiesa di Santa Croce a Somma Vesuviana, in provincia di Napoli, la stessa dove un mese e mezzo fa il carabiniere si era sposato. Hanno annunciato la loro presenza alle esequie il vicepremier Luigi Di Maio, il presidente della Camera, Roberto Fico e, forse, l’altro vicepremier Matteo Salvini, che in mattinata, dopo le prime informazioni, aveva auspicato “lavori forzati” per i responsabili. Cordoglio anche del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e del ministro della Difesa, Elisabetta Trenta. Nel pomeriggio si è svolta una messa in suffragio alla chiesa Santissima Trinità dei Pellegrini, in piazza Farnese, alla quale hanno partecipato la moglie di Cerciello Rega, Maria Rosa, la madre Silvia e la sorella Lucia.

Fonte Ilfattoquotidiano

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