Archivio Cultura e società Il culto avolese a Santa Venera

Il culto avolese a Santa Venera

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Le notizie legate al culto di “Santa Venera” risalgono al Medioevo, quando ancora la città di Avola era situata sul Monte Aquilone (sopra cui sorge oggigiorno la frazione di Avola Antica).

Più volte gli avolesi pregavano la “Martire Acese” per far si che le pestilenze e le guerre non toccassero la città.

La devozione fece si che venisse scolpita una statua lignea adorata e portata i Processone per l’antica città di Avola.

Il terremoto del 1693 distrusse l’antica Avola facendo crollare l’antica Chiesa consacrata a “Santa Venera” distruggendo così anche quella che viene definita la “Prima Statua di Santa Venera“.

Dopo aver ricostruito l’attuale città, in città sorse la nuova Chiesa consacrata alla “Vergine Acese” (ritenuta ancor più grande di quella originaria situata anticamente sotto il Cozzo Tirone) e venne scolpita una nuova statua probabilmente da maestranza catanesi; questa era la “Seconda Statua di Santa Venera“, che nella seconda metà del 1800 scomparì misteriosamente.

Dopo poco tempo a Napoli venne scolpita l’attuale “Terza Statua di Santa Venera“, che venne dorata a Catania dai maestri orafi Raffaele Abbate e Emanuele Puglisi – Caudullo con l’oro e l’argento proveniente dalle offerte e dagli Ex – voto dei fedeli.

Nei primi anni del 900, secondo lo studioso avolese Gaetano Apollo Gubernale (1887 – 1953) la festa raggiunse il suo culmine in fatto di fasto e religiosità; difatti per la festa patronale l’amministrazione comunale di allora non badava a spese..

Avola veniva addobbata con luci multicolori, festoni colorati e venivano persino costituiti dei treni specali con cui i vicini abitanti di Siracusa e Noto potevano agevolmente andare ad Avola (a quei tempi le strade asfaltate non esistevano) per partecipare alla festa.

La Statua era portata in Processione da un sontuoso carro trionfale chiamato “U Casteddu” (“Il Castello”) per la sua imponenza e gli spettacoli pirotecnici erano considerati tra i più fastosi della Provincia di Siracusa.

Con il fascismo e la II guerra mondiale la festa venne ridimensionata tanto che non si aveva più l’intenzione di festeggiarla.

Dalla metà degli anni 50 in poi la festa, seppur non ritornando ai fasti di un tempo, in un certo modo riacquistò il fasto religioso e popolare di un tempo.

Oggigiorno si sta cercando di migliorare i festeggiamenti di anno in anno per ridare quel fasto alla “Festa della Patrona” i cui riti sono stati trascurati per tanti anni.

I festeggiamenti in onore di SantaVenera

Il mese di Luglio, considerato come “U Misi i Santa Vennira” (“Il Mese di Santa Venera”), è contraddistinto da una serie di riti religiosi in memoria della “Santa Patrona” che si tengono nella Chiesa consacrata alla “Martire Acese”.

Nell’ultimo fine settimana di Luglio inzia il “Triduo” in onore della “Patrona” che viene celebrato con Messe e Veglie di Preghiera,vi sono anche numerose manifestazioni sportive in onore della “Santa Patrona”; la più importante di esse, il “Palio ippico di Santa Venera”, non viene più organizzata a causa del divieto della LAV (Lega Anti Vivisezione) che ha giustamente fermato una manifestazione sportiva che di “sportivo ormai non aveva più niente”.

La “Svelata di “Santa Venera”

La sera dell’ultimo Venerdì di Luglio, dopo una solenne Messa, nella Chiesa consacrata alla “Patrona di Avola viene aperta la nicchia dove vi sono conservate sia la Statua della “Santa”, sia la “Reliquia”; il tutto avviene tra gli applausi della gente che aspettava la “Patrona” da un anno intero.

La stessa sera, per le vie dell’ “Esagono”, vi si tiene la “Notturna”, una tradizionale gara ciclistica che si tiene fino a tarda notte e che vede molta gente ai cigli delle strade che assiste a questa spettacolare corsa ciclistica.

Dopo la corsa, nella notte che precede il Sabato vengono montate le bancarelle presso le Piazze Teatro e Regina Elena.

Il Sabato prima della festa, presso la Chiesa di Santa Venera vi sarò una bella Celebrazione Eucaristica in onore della “Patrona” a cui presenzieranno alcune illustri personalità ecclesiastiche.

La Domenica della Festa;la Processione di “Santa Venera”

La mattina della festa, la cittadinanza si sveglia al rumore dello scoppio di una serie di salve sparate in aria fanno capire a tutti che il giorno consacrato alla “Patrona” dopo tanta attesa è finalmente arrivato.

Alle nove vi è la Messa solenne nella Chiesa consacrata alla “Santa Martire”,con la presenza delle maggiori autorità cittadine; in questa Celebazione Eucaristica come da tradizione, il Primo Cittadino di Avola accende simbolicamente un Cero alla “Santa” affinchè lo aiuti a governare la città.

Dopo un pomeriggio abbastanza festoso , la sera alle 19 e 30 vi è una bella Celebrazione eucaristica in onore della Patrona di Avola,e successivamente dopo la Messa, alle 20 un forte scampanio e uno sparo di fuochi artificali saluta l’uscita del Simulacro argenteo di “Santa Venera”, che girerà per le vie del centro storico avolese posto su di un maestoso Carro Trionfale, che sarà accompagnato dalla Banda musicale e dalle autorità cittadine.

A conclusione il Sacerdote e i fedeli fanno l’atto di affidamento della città alla Santa.I festeggiamenti in onore della Santa si concludono il lunedì successivo.

Abbiamo cercato di ricostruire “un ricordo storico” della Patrona di Avola.

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