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Assassinato il famoso ultrà della Lazio “Diabolik”.

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Colpito alle spalle e a distanza ravvicinata nel parco degli Acquedotti,in zona Cinecittà a Roma, Fabrizio Piscitelli, capo ultras della Lazio, meglio noto come Diabolik, è stato ucciso, centrato da un proiettile alla testa all’altezza dell’orecchio sinistro.

Sull’omicidio indagano i poliziotti del commissariato Tuscolano,coordinati dalla Procura della Direzione distrettuale antimafia.

Al momento un fascicolo a carico di ignoti.

Chi era Diabolik

Fabrizio Piscitelli era il capo ultras della Lazio soprannominato Diabolik e per lui – come ha riferito la sorella a Adnkronos – si sta mobilitando il mondo,stanno venendo tutti.

Attimi di tensione quando sono arrivati giornalisti e media:

Levate ste telecamere, andate via, infami“,hanno detto alcuni amici della vittima, allontanando i cronisti.

I trascorsi di Diabolik

Fabrizio Piscitelli aveva 53 anni ed era una figura di spicco del tifo biancoceleste per il suo ruolo di storico capo degli Irriducibili della Lazio. Una grande passione, la Lazio, ma anche diversi problemi con la legge.

In passato Piscitelli è finito in manette per droga. Arrestato dalla Guardia di Finanza nell’ottobre del 2013, dopo una breve latitanza, con l’accusa di essere promotore e finanziatore di un traffico internazionale di sostanze stupefacenti, 3 anni fa ‘Diabolik’ si è visto confiscare dai finanzieri beni per due milioni di euro.

Piscitelli è stato coinvolto in diversi procedimenti penali, tra cui la vicenda di estorsione ai danni del presidente della Lazio Lotito per il quale è stata emessa nel febbraio del 2015 una sentenza di condanna per “tentata e reiterata estorsione aggravata”.

Fonte Adnkronos

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