25 Settembre 2020
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    Il collaboratore di giustizia Rosario Piccione a difesa del Servizio Centrale di Protezione

    Rosario Piccione,collaboratore di giustizia da oltre 17 anni,difende l’operato del SCP (servizio di protezione centrale).

    Rosario Piccione,ex appartenente al clan Bottaro – Attanasio,da anni collaboratore di giustizia (anche se già ha terminato il programma di collaborazione ufficiale e di reinserimento) continua a collaborare – se richiestogli – spontaneamente con le forze dell’ordine e la procura distrettuale antimafia di Catania.

    Era considerato il “ragioniere” del clan malavitoso,ma da parecchi anni ha una nuova vita e un nuovo traguardo:trasmettere l’appartenenza allo Stato con i fatti e non con le parole.

    A voi la lettera:

    “Chi rispetta le norme comportamentali non viene mai abbandonato nè dal SCP nè dalle forze dell’ordine”, iniza così la lunga lettera di Rosario Piccione che intende sottolineare da una parte il rispetto reciproco delle norme previste nel contratto che si viene a firmare come “collaboratore di giustizia con lo Stato”,dall’altra i motivi per cui si viene cacciati dal programma di protezione se vengono accertati motivi che portano all’espulsione.

    Da 17 anni collaboro con lo Stato e fino al 15 ottobre,anche se non ero impegnato per testimonianze dirette contro la mafia,sono stato scortato e tutelato anche se ufficialmente il mio contratto è terminato nel 2009.

    Le forze dell’ordine di Siracusa,siano essi Carabinieri o Polizia di Stato,mi hanno sempre dato massima tutela e sicurezza,e non mi vergogno a dire che mi hanno sostenuto psicologicamente,prima di ogni processo,anche rimanendo dove alloggiavo fino al giorno della mia ripartenza nella località protetta…praticamente h24 come angeli custodi.

    Nella località in cui mi trovo il mio sistema di video sorveglianza è collegato al comando della stazione dei CC ed ho sempre qualcuno reperibile per le qualsiasi esigenza”.

    Durante le due conferenze dove sono stato relatore,Schio (VI) e Bussolengo (VR),sono stato tutelato e non stiamo parlando di anni fa ma degli ultimi due mesi.

    Quindi voglio sottolineare il mio disappunto con quei collaboratori di giustizia o ex che criticano senza argomentare il Servizio di Protezione;generalizzare è un errore e non fa bene a chi come me ha deciso di percorrere questa strada di legalità e condurre nuove persone alla collaborazione con la giustizia.

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    Maurizio Inturrihttps://amattanza.it
    Si occupa di mafia e criminalità organizzata. Ha collaboratorato con diverse testate giornaliste online e cartacee. Il suo percorso inizia nel lontano 2015 con ReteRegione, poi collabora con LaSpia, Diario1984, L'Attualità, Cisiamo e infine IlFormat. Nel gennaio 2020 si iscrive al sindacato WorKPress e gli viene attribuito il tesserino internazione di giornalista e reporter come da normativa europea e internazionale. Ha partecipato a diverse conferenze sul tema mafia e criminalità organizzata. Autore dei libri Cogito ergo sum..ma non troppo (2015) e L'Antistato vol.I° (2019)

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