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Caso Borrometi.Deputati ARS firmano senza leggere?In quali mani è la Sicilia?

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E’ strano ciò che accade in Sicilia,ma è più strano il “come” accade.

Ieri su un post,non in un articolo,il giornalista Paolo Borrometi annuncia che alcuni deputati regionali firmatari di una richiesta per approfondire il “suo caso”,quello che riguarda le sue inchieste e minacce,sia verificato dalla “Commissione Antimafia ARS”,abbiano ritirato la sottoscrizione.

Inizialmente a firmare la sottoscrizione erano:Pippo Gennuso,Luigi Genovese,Gaetano Galvagno,Riccardo Gallo,Tony Rizzotto,Riccardo Savona,Michele Mancuso.

I deputati regionali in questione sarebbero:Riccardo Gallo, Michele Mancuso e Riccardo Savona che in una nota spiegano di “avere apposto la firma per errore, tra tanti altri documenti e mozioni che ritualmente si firmano nel corso dell’attività parlamentare. A seguito di successiva attenta lettura del documento“,aggiunge la nota, “non condividono affatto contenuti e finalità“.

In molti,lo stesso Borrometi,si sono soffermati sul motivo della sottoscrizione della richiesta,al contrario,noi vorremmo soffermarci sulla questione “apporre la firma senza leggere”.

La gravità non è cosa da poco conto, visto e considerato che la sottoscrizione poteva riguardare un “atto contro tutti siciliani”,pensate a quelle clausole e avvertenze che vengono scritte in piccolo.

Cosa sarebbe successo?

Ecco il punto e la gravità della situazione che dovrebbe essere attenzionata da chi di dovere.

Ma chi ha il potere e il dovere di farlo?

Su questo nessuno si pronuncia,nemmeno i deputati Claudio Fava o il presidente Musumeci,eppure quest’ultimo la situazione e la verità dovrebbe conoscerla oppure dobbiamo dubitare sulla lettura che lo stesso concede alle sue pec istituzionali?

pec a Musumesi

Insomma,i nostri parlamentari ARS potrebbero chiarire i loro rapporti con i lettori?

Il caso Borrometi è un “caso” che per democrazia e rispetto dei diritti si dovrebbe chiarire senza bisogno di richieste.

Ricordiamo che Paolo Borrometi non ha mai chiarito le vicende che riguardano il suo libro;è opportuno ricordare a tal proposito che non ha mai scritto e ringraziato pubblicamente (come fa giornalmente con i suoi post su facebook) il collaboratore di giustizia Rosario Piccione che gli ha raccontato del funzionamento delle piazze di spaccio di Siracusa;non ha chiarito né ringraziato il sottoscritto per le vicende di Avola,al contrario,il presidente Musumeci e il Presidente della Commissione Antimafia Morra già nel 2017 e nel 2018 avevano ampia relazione sui fatti.

Ma no,queste cose non si possono raccontare,si deve parlare di Peppino Impastato e in modo erroneo in quanto nessuno ebbe il coraggio di scrivere che fu ricostruita una messa in scena sulla sua morte (fu accusato di tentata strage),solo dopo molti anni fu scoperto – per modo di dire – che fu ucciso dalla mafia che combatteva.

Tre sentenze per definire il caso Impastato,leggete qui,perché fino al 1984 il G.I. scriveva:

«Con sentenza emessa il 19.5.1984 ed acquisita all’udienza del 20.2.2001, il Giudice Istruttore di questo Tribunale dichiarava non doversi procedere in ordine all’omicidio premeditato di Giuseppe Impastato ed ai connessi delitti di porto e detenzione illegale di esplosivo, per essere rimasti ignoti gli autori di detti reati».Qui l’intero articolo!

La mafia è una brutta bestia,ma almeno cerchiamo di rimanere coerenti con i fatti accertati e documentati.

Borrometi l’ultima volta chiamo il presidente della Commissione Antimafia Morra per difenderlo con un video,lo stesso Presidente ha valutato i fatti e la documentazione?

Riaffermo di essere pronto a chiarire pubblicamente e in ogni sede “con prove” che oltre a Vittoria,e solo riportando fatti di cronaca e non inchieste,Paolo Borrometi non è mai andato.

Le minacce che ha ricevuto solo le stesse che ricevono tutti i giornalisti e lo stesso ne ha ammesso i trattamenti riservati riportando ciò che è successo a Malta durante la conferenza di Muscat.

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