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21 Settembre 2020
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    Assolto Angelo Niceta,cosa diranno i Pentastellati?

    Assolto Angelo Nocera dopo anni di inferno.

    Sono cadute le accuse per bancarotta fraudolenta,che viene assolto con formula piena,per Angelo Niceta.

    La sentenza è della quinta sezione del Tribunale presieduto da Donatella Puleo.

    Angelo Niceta per vent’anni ha gestito come direttore il punto vendita di via Roma dell’omonima catena di negozi per conto della Ditta Onofrio Niceta snc, la società fallita e finita al centro di una diatriba familiare.

    Il padre,Onofrio, è stato condannato in primo e in secondo grado, la difesa ha già presentato ricorso in Cassazione.

    Niceta, assistito dall’avvocato Ugo Forello,è ammesso al programma di protezione quale testimone di giustizia, per via delle sue dichiarazioni sulle frequentazioni mafiose della famiglia.
    La vicenda si inserisce all’interno di una serie di denunce e contro denunce in ambito familiare iniziata nel 2013.

    Angelo Niceta,ai magistrati della Procura di Palermo,aveva rivelato che lo zio Mario era in affari con il boss di Brancaccio,Giuseppe Guttadauro e che proprio i legami con Cosa nostra convinsero il padre a rompere con il fratello.

    Angelo Niceta aveva tirato in ballo anche i cugini Massimo, Piero e Olimpia che, dopo la morte del padre Mario, avevano ereditato il patrimonio finito sotto sequestro nel 2013.
    Il patrimonio fu loro restituito nel dicembre 2017 su decisione della Corte d’appello di Palermo.

    Per i 5S questi imprenditori avevano perso il diritto di parlare.

    Lo riporta Il dubbio in un articolo dell’ottobre 2018.

    In un incontro organizzato alla sala Piersanti Mattarella, a Palazzo dei Normanni, sede dell’Assemblea regionale siciliana dove il Partito Radicale organizzò un incontro per promuovere la raccolta firme sulle “Otto proposte di legge di iniziativa popolare contro il regime” per la riforma della giustizia.

    All’incontro furono chiamati tra i relatori di Pietro Cavalotti e Massimo Niceta a illustrare la proposta di riforma delle misure di prevenzione e le informazioni interdittive.

    I Pentastellati siciliani durante l’incontro polemizzarono dicendo:

    non è ammissibile che i due imprenditori raggiunti da misure di prevenzione prendano la parola in una sala dedicata al politico ucciso da Cosa Nostra.

    La risposta di Rita Bernardini, membro della presidenza del Partito Radicale,fu la seguente:

    Pietro Cavallotti e Massimo Niceta sono stati raggiunti da misure di prevenzione e non mi pare che qualcuno gli abbia negato diritto di parola.

    Aggiungendo:

    I 5 Stelle,che sono tanto per la democrazia diretta,dovrebbero sapere che è la nostra Costituzione a prevedere le proposte di legge di iniziativa popolare. Queste persone non hanno perso i diritti politici e quindi possono parlare e raccontare la loro esperienza.

    A meno che i 5 Stelle e altri, che vogliono polemizzare, ritengano che abbiano sempre ragione. Ricordo che in Italia si registrano mille errori giudiziari all’anno“.

    Già nel 2018,la Bernardini denunciava ciò che oggi leggiamo in vari fascicoli giudiziari:

    quei beni che vengono affidati dalle Misure di prevenzione agli amici degli amici che non sono imprenditori e alla fine i beni vanno in malora”,come accaduto ai cugini di Cavallotti che ci precisa chele loro aziende sono in liquidazione perché l’amministratore giudiziario ha accumulato 6 milioni di debiti”.

    Cavallotti aprì quello che oggi sono le problematiche dietro il sistema:

    il problema non è che oggi siamo presenti io e Niceta;il problema è che siamo presenti solo noi due perché gli imprenditori innocenti che hanno subito l’esproprio di tutto il patrimonio, sulla base di semplici sospetti sono davvero numerosi.

    Questi imprenditori non trovano il coraggio di venire allo scoperto perché vengono spesso sconsigliati dai loro avvocati.

    Altri hanno paura di avere problemi di carattere giudiziario“.

    Maurizio Inturrihttps://amattanza.it
    Si occupa di mafia e criminalità organizzata. Ha collaboratorato con diverse testate giornaliste online e cartacee. Il suo percorso inizia nel lontano 2015 con ReteRegione, poi collabora con LaSpia, Diario1984, L'Attualità, Cisiamo e infine IlFormat. Nel gennaio 2020 si iscrive al sindacato WorKPress e gli viene attribuito il tesserino internazione di giornalista e reporter come da normativa europea e internazionale. Ha partecipato a diverse conferenze sul tema mafia e criminalità organizzata. Autore dei libri Cogito ergo sum..ma non troppo (2015) e L'Antistato vol.I° (2019)

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