Cronaca Omicidio Sparatore.Un mistero lungo 20 anni e un gruppo...

Omicidio Sparatore.Un mistero lungo 20 anni e un gruppo di fuoco ridotto a due

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Uno dei tanti misteri irrisolti l’assassinio di Angelo Sparatore, fratello di Concetto che passò a collaborare con la giustizia, avvenuto a Siracusa il 4 maggio 2001 per mano di un gruppo di quattro persone,”affiliati o picciotti” e che oggi vede solo due killer!

Già allora, per l’appunto in quei giorni di maggio, si scriveva a proposito del “pentito”: «il più spietato accusatore di quello che un tempo era il clan che aveva pure retto, gli Urso-Bottaro», tra l’altro i nemici storici di Sebastiano Nardo, legato in modo inscindibile con il capomafia catanese Nitto Santapaola.

Una scelta ritenuta dalla mafia siciliana “infame” al punto di assassinargli il fratello, quest’ultimo – Angelo – fra l’altro si era pure vestito di lutto per rappresentare il disprezzo e la rottura per il fratello passato nelle fila dello Stato e aveva rinunciato allo speciale programma di protezione per i familiari dei collaboratori di giustizia.

Ma a 46 anni Angelo Sparatore è morto, alle prime luci del giorno fu ucciso, non di un giorno qualunque, ma due giorni dopo che il fratello Concetto era andato in tribunale per accusare nuovamente boss e picciotti di mafia.

Angelo Sparatore - Fonte Diario1984
Angelo Sparatore – Fonte Diario1984

L’allora procuratore aggiunto della Dda di Catania, Ugo Rossi, disse: «Non possiamo non cogliere la casualità temporale tra la deposizione in aula e l’omicidio…», privilegiando così la pista di una vendetta trasversale.

Tante le accuse ricostruite fino ad ora, accuse giuste ma che mancano ancora di dettagli come due uomini: uno in carcere,ergastolano,non accusato per tale omicidio e un altro a piede libero,sempre mafioso e pregiudicato.

Secondo l’opinione di alcuni “collaboratori di giustizia” di Siracusa sarebbero tanti gli omicidi, ancora irrisolti, commessi dal clan Bottaro-Attanasio.

Le nostri fonti ci riveleranno alcuni dei nomi in seguito.

Al processo per tale omicidio, nell’ottobre del 2019, il Gup del tribunale di Catania, Giovanni Coriolo, ha rigettato la richiesta dei legali difensori dei due imputati, Alessio Attanasio e Luciano De Carolis, di ricorrere al rito abbreviato condizionato, mentre gli avvocati Sebastiano Troia e Teresa Pintus, avevano chiesto al giudice l’esecuzione dell’esame del Dna su alcuni peli di capelli riscontrati e sequestrati dagli investigatori all’interno del furgone Fiat Fiorino, rubato alle Poste, dentro il quale si erano nascosti gli esecutori materiali dell’omicidio Sparatore, avvenuto la mattina del 4 maggio 2001 sotto la sua abitazione, in via Barresi.

Possiamo dire con certezza che l’omicidio di Angelo Sparatore non è avvenuto solo per mano di Lombardo e De Carolis, ma a loro se ne uniscono altri due che facevano da “palo”.

Il perché questi nomi non siano stati fatti o che non si abbiano dichiarazioni di questi due pregiudicati rimane un mistero che cercheremo di capire per potervi informare.

Il processo che proseguirà con il rito abbreviato all’udienza del 25 marzo di questo nuovo anno, potrebbe avere dei risvolti eclatanti!

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Maurizio Inturri
Si occupa di mafia e criminalità organizzata. Ha collaboratorato con diverse testate giornaliste online e cartacee. Il suo percorso inizia nel lontano 2015 con ReteRegione, poi collabora con LaSpia, Diario1984, L'Attualità, Cisiamo e infine IlFormat. Nel gennaio 2020 si iscrive al sindacato WorKPress e gli viene attribuito il tesserino internazione di giornalista e reporter come da normativa europea e internazionale. Ha partecipato a diverse conferenze sul tema mafia e criminalità organizzata. Autore dei libri Cogito ergo sum..ma non troppo (2015) e L'Antistato vol.I° (2019)

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