Rosolini.Marcia della legalità senza nomi

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Maurizio Inturri
Si occupa di mafia e criminalità organizzata. Ha collaboratorato con diverse testate giornaliste online e cartacee. Il suo percorso inizia nel lontano 2015 con ReteRegione, poi collabora con LaSpia, Diario1984, L'Attualità, Cisiamo e infine IlFormat. Nel gennaio 2020 si iscrive al sindacato WorKPress e gli viene attribuito il tesserino internazione di giornalista e reporter come da normativa europea e internazionale. Ha partecipato a diverse conferenze sul tema mafia e criminalità organizzata. Autore dei libri Cogito ergo sum..ma non troppo (2015) e L'Antistato vol.I° (2019)

Si è svolta ieri, 10 gennaio, una marcia della legalità per dare sostegno e solidarietà a Piergiorgio Gerratana.

Ma cosa è successo di così grave?

Piergiorgio Gerratana, di anni 37, è il Presidente del Consiglio Comunale di Rosolini e alcuni giorni fa la sua auto è stata completamente distrutta dalle fiamme, era la notte tra il 2 e il 3 gennaio.

L’accaduto è un fatto che porta dispiacere e la solidarietà di questi tempi è ben accetta.

Ma come è possibile che già giorno 3, senza fare riferimento a relazioni dei Vigili del Fuoco e delle Forze dell’ordine, si gridi ad un ” atto intimidatorio ” ?

Nel nostro lavoro di cronaca e inchiesta, prima di accusare con nomi e cognomi, abbiamo seguito sempre la prassi della verifica della notizia, in questo caso la relazione dei Vigili del fuoco e quella delle forze dell’ordine.

Eppure da giorno 3 a ieri si è arrivati a puntare il dito sulla ” pista mafiosa ” senza se,ma,forse o mostrare documenti o riportare dichiarazioni degli organi competenti.

È possibile gridare subito ad una intimidazione mafiosa?

Eppure tutta la Politica è scesa in campo con video e comunicati gridando ” mafia “.

La mafia è un’organizzazione, che soprattutto in Sicilia, ha mantenuto stretti legami con persone del mondo politico come quello imprenditoriale grazie a ” personaggi ” ben definiti e riconoscibili, basta leggere le varie relazioni delle Commissioni Antimafia per capirne intrecci e ramificazioni.

Che su tutta la provincia di Siracusa e Ragusa si estende una criminalità organizzata è già scontato, ma come si può chiedere aiuto,verità e certezza della pena quando il compito viene lasciato nelle sole mani degli inquirenti?

Chiediamo a nome di tutti i cittadini di Rosolini che il sindaco chiarisca con prove, se l’auto del Presidente del Consiglio è stato compiuto da mafiosi o meno.

La nostra solidarietà al sig. Piergiorgio Gerratana, Presidente del Consiglio comunale di Rosolini, al quale sin da ora esprimiamo sostegno e denuncia se i fatti sopra riportati, anche dal Corriere Elorino, risultassero provate dagli inquirenti.

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