Siracusa.Via Immordini e il quartetto di Pablo Escobar

Siamo a Siracusa, dove la quarantena per il CoronaVirus, è il minimo dei problemi per i condomini dei palazzi di via Immordini costretti a cedere, anche i loro appartamenti e luoghi comuni, alla mafiosità di un gruppo criminale.

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Maurizio Inturri
Si occupa di mafia e criminalità organizzata. Ha collaboratorato con diverse testate giornaliste online e cartacee. Il suo percorso inizia nel lontano 2015 con ReteRegione, poi collabora con LaSpia, Diario1984, L'Attualità, Cisiamo e infine IlFormat. Nel gennaio 2020 si iscrive al sindacato WorKPress e gli viene attribuito il tesserino internazione di giornalista e reporter come da normativa europea e internazionale. Ha partecipato a diverse conferenze sul tema mafia e criminalità organizzata. Autore dei libri Cogito ergo sum..ma non troppo (2015) e L'Antistato vol.I° (2019)

Quattro fratelli, un Pablo Escobar e qualche adulto irresponsabile tengono in pugno una “comunità”, grazie all’aiuto di qualche cane da guardia che sia dall’alto che dal basso fanno scattare l’allarme all’arrivo di estranei o forze dell’ordine.

Citofoni scollegati, una porta d’ingresso con la chiave della serratura solo nelle mani del gruppo criminale e un container speciale abusivo.

L’umiliazione da parte del gruppo ha creato uno stato di isolamento, quasi una quarantena in alcuni giorni e quando scende la sera.

Lì,in via Immordini 12 e via Italia 103 ,non decide lo Stato chi ha dei diritti o dei doveri ma “Genny Pablo Escobar”,una carogna di italiano.

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La “carogna“, per mantenere un po’ di tranquillità, paga qualche bolletta e fa un po’ di spesa a qualche condomino in difficoltà sfruttando il fattore “povertà” e se a qualcuno non gli sta bene gli offre due lire per l’appartamento e lo caccia!

Questa è la carogna!

Ma via Italia 103 e via Immordini è una comunità anche di persone oneste, costretta a vivere nella desolazione, paura e vergogna che col trascorrere degli anni tende a trasformarsi sempre di più in una zona tipica del film “Gomorra.

Scappano le bestie dal terrazzo o da qualche appartamento del terzo o quarto piano che hanno acquistato, si nascondono come conigli quando i “cani da guardia” abbaiano, ma rimangono pur sempre dei “criminali” con un conto in sospeso con la giustizia e allora si che avranno paura come bestie bastonate dalla “bilancia della giustizia”.

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