CoronaVirus. Fare la spesa fuori dal Comune

In questo periodo di quarantena in tanti ci chiedono se è possibile andare a fare la spesa fuori dal proprio Comune.

Il presupposto che limita la circolazione è quello di limitare i contagi, visto e considerato che si può essere anche asintomatici.

Ma, a chiarire le necessità, lo stesso ministero spiega che in presenza di particolari esigenze alimentari (allergie, intolleranze, malattia celiaca) è possibile rifornirsi anche in un Comune diverso da quello in cui si abita, ma solo in caso di assoluta urgenza e necessità.

La stessa eccezione vale per chi vive in piccoli centri isolati: in tal caso è doveroso uscire dai confini del Comune per fare la spesa o andare in farmacia.

Si ricorda che ogni spostamento, a piedi, in automobile o con i mezzi pubblici, deve essere giustificato tramite il modulo di autocertificazione del Ministero dell’Interno, da stampare a casa oppure da compilare direttamente alla presenza di Polizia e Carabinieri.

Vi ricordiamo, inoltre, che qualsiasi violazione ai divieti comporta una sanzione amministrativa da 400 euro a 3000 euro, multa che è aumentata di un terzo se la violazione avviene in automobile o della metà in caso di recidiva.

Infine, se si falsica l’autocertificazione scatta il penale con la reclusione da uno a sei anni (ex articolo 495 del Codice penale).

Il ministero della salute consiglia, per evitare ogni rischio, di fare spesa nel negozio al dettaglio o nel supermercato più vicino al luogo di abitazione, nel rispetto della distanza di sicurezza di almeno un metro dalle altre persone sia durante la fila che all’interno dell’esercizio commerciale.

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