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21 Settembre 2020
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    L’OMS si difende e offende

    La verità è un bene prezioso e queste morti,contagi e quarantene devono essere chiarite.

    Stupefacente la dichiarazione, che stamane riporta l’Adnkronos,del direttore generale dell’organizzazione mondiale della sanità,Tedros Adhanom Ghebreyesus,che nella conferenza stampa a Ginevra ha voluto ripercorrere le tappe di quanto fatto.

    Peccato che in tutta la dichiarazione,riportata da Adnkronos,non si soffermi a dichiare “quando hanno lanciato l’emergenza per pandemia”.

    Durante la conferenza il direttore dell’OMS ha dichiarato:

    “Il 5 gennaio, l’Oms ha notificato ufficialmente a tutti gli Stati membri questo nuovo focolaio e pubblicato una notizia sull’epidemia sul nostro sito web”.

    “Il 10 gennaio abbiamo pubblicato un pacchetto completo di linee guida per i paesi su come rilevare, testare e gestire potenziali casi e proteggere gli operatori sanitari. Lo stesso giorno, abbiamo convocato il nostro gruppo consultivo strategico e tecnico sui pericoli infettivi per esaminare la situazione. Abbiamo collaborato con i giornalisti sin dall’inizio, rispondendo alle richieste dei media 24 ore su 24.

    Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) – Foto AFP

    Abbiamo convocato il comitato di emergenza il 22 gennaio e ancora una settimana dopo, dopo che i primi casi di trasmissione da uomo a uomo erano stati segnalati fuori dalla Cina e dopo aver dichiarato emergenza di rilevanza internazionale.

    A febbraio un team internazionale di nostri esperti ha visitato le province colpite in Cina per saperne di più sul coronavirus e per trarre lezioni per il resto del mondo”.

    Scrive ancora l’Adnkronos:

    Il Dg ha voluto oggi ripercorrere tutte le iniziative messe in campo dall’Oms in questi 100 giorni, evidenziando che

    “il 1° gennaio, poche ore dopo la notifica dei primi casi, l’Oms ha attivato il suo team di gestione delle emergenze, per coordinare la risposta a livello di sede centrale, regionale e nazionale” e l’impegno profuso per “preparare i Paesi” al meglio nei confronti di questa pandemia, anche con la collaborazione di media e social network, “raccogliendo fondi e distribuendo materiale protettivo” a centinaia di Paesi.

    Se analizziamo questa parte finale,sembrerebbe che il 1 gennaio l’OMS era a conoscenza della “pandemia” e che anche l’Italia, come tutti i Paesi,lo erano.

    A voi le opinioni,ma vi preghiamo di leggere il nostro interessante articolo di ieri qui!

    Redazione Amattanza
    La redazione di Amattanza

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