Il Covid19 svuota i carceri

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Maurizio Inturri
Si occupa di mafia e criminalità organizzata. Ha collaboratorato con diverse testate giornaliste online e cartacee. Il suo percorso inizia nel lontano 2015 con ReteRegione, poi collabora con LaSpia, Diario1984, L'Attualità, Cisiamo e infine IlFormat. Nel gennaio 2020 si iscrive al sindacato WorKPress e gli viene attribuito il tesserino internazione di giornalista e reporter come da normativa europea e internazionale. Ha partecipato a diverse conferenze sul tema mafia e criminalità organizzata. Autore dei libri Cogito ergo sum..ma non troppo (2015) e L'Antistato vol.I° (2019)

Sarà che l’Italia è troppo generosa per i pregiudicati e ostile nei confronti delle forze dell’ordine,oppure qualcosa non torna!

In Sicilia,dove la mafia e i colletti bianchi stringono da decenni patti scellerati,il carcere è diventato un optional.

Da due settimane,tra pseudo delinquenti e accertati pregiudicati,si è perso il conto di quanti,da dietro le sbarre,sono finiti agli arresti domiciliari.

Ecco i nomi: Agostino Urso, Massimiliano Midolo, Gianfranco Bottaro, Salvatore Catania e Andrea Abdoush.

Tutti finirono nella rete dell’operazione denominata Aretusa.

Questi tutti di Siracusa e appartenenti al clan Bottaro -Attanasio. (Qui l’articolo)

Questa settimana sono stati scarcerati:

Giuseppe Capozio, 34 anni, e Paolo Zuppardo, 43 anni, entrambi furono condannati insieme ad altri, in quanto presero parte con ruoli diversi alla tentata estorsione ai danni di un noto imprenditore siracusano che all’epoca stava realizzando lo stabile per una clinica sanitaria privata alla periferia di Avola.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti,l’imprenditore Giuseppe Ramondetta ricevette una telefonata con la quale veniva invitato a cercarsi un amico.

A seguito degli accertamenti,ma quasi nell’immediatezza dei fatti,vennero tratti in arresto Paolo Zuppardo e Giuseppe Capozio per esplosione di alcuni colpi di pistola contro il container per il deposito degli attrezzi e dopo l’attentato incendiario delle porte del cantiere edile dell’imprenditore.

Entrambi sono attualmente imputati a piede libero nel processo iscritto a carico di altre sei persone nell’ambito dell’operazione dei carabinieri di Noto denominata “ Eclipse”.

L’operazione Eclipse fu eseguita dai Carabinieri della Compagnia di Noto e della Stazione di Avola che, nella mattinata del 18 gennaio 2019, notificarono agli indagati l’ordinanza di applicazione della misura in carcere firmata dal Gip Cannella.

Gli indagati coinvolti nell’operazione furono accusati di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e alcuni di loro sono indagati Ad alcuni anche per i reati di danneggiamento seguito da incendio, estorsione, porto e cessione di armi clandestine.

Arrestati Operazione Eclipse – fonte Diario1984

Tutte le imputazioni dei reati sono aggravati dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare l’associazione mafiosa denominata Crapula.

I carabinieri fornirono al pm della DdA di Catania, dott.Sorrentino, intercettazioni telefoniche che riguardavano gli indagati e che hanno consentito di accertare che i componenti del gruppo erano dediti all’attività di spaccio di sostanze stupefacenti,di cui il rifornimento avveniva attraverso trafficanti di Siracusa, Catania e Palermo.

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