Tanti argomenti saltano all’occhio vigile del lettore ma anche a quello della magistratura e delle forze dell’ordine, fatti gravissimi, come le: sentenze di prescrizione, inerzie, inefficienze, corruttele e giochi di potere “tra compagni”.

Questi fatti – che potete leggere nella relazione finale – sono un’offesa per tutti i “siciliani” che appaiono come atti di benevolenza e marcata “raccomandazione” per alcuni, una beffa per la meritocrazia e una forte benevolenza nei confronti di chi ha truffato lo Stato e lo ha tradito per scopi personali.

Come aveva sottolineato in passato l’On. Aricò, il quadro mostra l’inquietante velocità con la quale sono stati chiusi alcuni impianti pubblici, mentre proliferano quelli privati, spesso con legami poco chiari in un periodo dove “la trasparenza” dovrebbe essere la parola d’ordine in ogni gara d’appalto.

Non leggeremo nulla sulla “sanità” su questo documento, ma come i “rifiuti” così nella sanità sappiamo che alcuni servizi vengono gestiti in maniera quasi in regime di monopolio da società cooperative e da soggetti che agiscono in nome o per conto della Pubblica Amministrazione o della stessa politica.

In un passato non molto lontano qualcuno ha detto: “Ed allora, questa Commissione Antimafia o Commissione Antimafia e corruzione serve a ben poco, è solo qualcosa di facciata, perché la lotta antimafia spesso si fa di facciata o si fa sui giornali”.
In questa relazione si parla di giornalisti, mafia, corruzione, ma si ritorna anche a Calogero Montante e ai suoi legami.

Iniziamo a scrivere di questa relazione parlando dello scioglimento del Comune di Scicli e quell’intreccio sui rifiuti – petrolio che speriamo venga sviluppato più nel profondo dalla magistratura. La questione è complicata e intrecciata da interessi superiori che superano addirittura i limiti stabiliti dall’UNESCO.

Commissione prefettizia e avviso di garanzia al sindaco Francesco Susino. Ogni qualvolta si sente parlare di “commissione prefettizia” e “accesso agli atti del Comune” si pensa subito che in un modo o nell’altro l’amministrazione comunale sia in “combutta con la mafia”.

Di solito, in questi casi, i funzionari della prefettura rivedono tutte le gare d’appalto che il sindaco firma, in quanto dietro ci deve essere un interesse economico. Partendo da questo presupposto sappiamo che gli appalti del servizio rifiuti è uno dei servizi di maggior controllo…

Il 17 luglio 2014 il sindaco di Scicli, Francesco Susino, riceve un avviso di garanzia per concorso esterno in associazione mafiosa che lo porterà a dimettersi il 23 dicembre dello stesso anno.

Con decreto del Presidente della Repubblica, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n°116 del 21 maggio 2015, si legge quanto segue: 

Visto il decreto del Presidente della regione Siciliana in data 20 gennaio 2015, con il quale, a seguito delle dimissioni dalla carica rassegnate dal sindaco, presso l’ente locale è stato inviato un commissario straordinario con i poteri del sindaco e della giunta;

Considerato che, dall’esito di approfonditi accertamenti, sono emerse forme di ingerenza della criminalità organizzata che hanno esposto l’amministrazione a pressanti condizionamenti, compromettendo il buon andamento e l’imparzialità
dell’attività comunale;

Rilevato, altresì, che la permeabilità dell’ente ai condizionamenti esterni della criminalità organizzata ha arrecato grave pregiudizio agli interessi della collettività e ha determinato la perdita di credibilità dell’istituzione locale; Ritenuto che, al fine di porre rimedio alla situazione di grave inquinamento e deterioramento dell’amministrazione comunale di Scicli, si rende necessario far luogo allo scioglimento del consiglio comunale e disporre il conseguente commissariamento, per rimuovere tempestivamente gli effetti pregiudizievoli per l’interesse pubblico e per assicurare il risanamento dell’ente locale.

Sempre nel testo del decreto di scioglimento si legge che il sindaco di Scicli, durante le elezioni amministrative del 2012, si sia accordato con un esponente di spicco della locale consorteria ottenendone l’appoggio nella raccolta di voti per la competizione elettorale fornendo in cambio, già prima delle elezioni, l’impegno di affidare alla locale consorteria la gestione della campagna elettorale ed in particolare l’affissione dei manifesti elettorali e, una volta eletto, di attivarsi per far ottenere l’affidamento diretto, o in sub appalto, dell’esecuzione di lavori pubblici, contratti, licenze, posti di lavoro in favore dei partecipanti al sodalizio criminale o di persone ad esso contigue e imprese ad esso riconducibili.

Il sindaco, inoltre, avrebbe mantenuto l’impegno agevolando la consorteria criminale in seno alla società incaricata di effettuare il servizio di raccolta dei rifiuti per conto del comune al punto tale da consentirgli di esercitare un controllo sulla stessa imponendo anche assunzioni di parenti ed amici nonché il licenziamento nei confronti dei dipendenti che tentavano di opporsi alla gestione dell’azienda esercitata di fatto dal citato esponente mafioso.

Di fatto si sta affermando che la ditta dei rifiuti è nelle mani della mafia. Ma qual è la ditta dei rifiuti?

Qui la trascrizione della Commissione Antimafia ARS che apre un varco a misteri e intrecci. Rientra in questo capitolo la novella che riporta il nome “ACIF s.r.l.” e che nelle cronache siciliane riempirà pagine di giornali, perché da questo momento in poi – scrive la commissione – iniziano “le fortune dell’ACIF s.r.l., impresa operante nel settore della raccolta rifiuti”.

Le fortune di cui in cui si parla nella relazione sono legate alla filiera del petrolio e precisamente a Edison ed ENI, a cui la ACIF s.r.l., – scrive la commissione ARS – che offre i propri servizi, peccato che l’argomento “petrolio” e rifiuti tossici e non tossici” non sia sfiorato più di tanto dalla commissione ARS anche se si parla di “patrimonio UNESCO”.

Scrive la commissione ARS: «L’ACIF servizi srl è una piccola impresa costituitasi nel 2004 con un capitale sociale di 12.000 euro. Quattro anni dopo, è il 2008, l’Acif viene incaricata dalla piattaforma petrolifera VEGA (la più grande piattaforma petrolifera fissa realizzata nell’off-shore italiano, di proprietà al 60% di Edison e al 40% dell’Eni, al centro di una vicenda giudiziaria per reati ambientali, conclusasi con la prescrizione) di trasportare i residui delle estrazioni presso un apposito impianto autorizzato al trattamento. Nello stesso anno, l’ACIF attrezza una propria struttura in contrada Cuturi riadattando un ex pollaio; l’attività primaria si estende: ai rifiuti “non pericolosi” si aggiungono anche quelli “pericolosi”. E’ il primo passo verso le autorizzazioni al nuovo impianto».

Da questo momento in poi si scoprirà ai danni degli abitanti di Scicli un intreccio degno dei migliori “misteri italiani”, dove risulteranno – addirittura – agenti dei servizi segreti dell’AISI, i quali avrebbero avuti gli accessi telematici “dalla banca dati del Ministero dell’Interno” che riguardavo il sindaco Susino, alcuni assessori e due dirigenti del servizio ecologia.

Di questi accessi, compiuti con gli user id di ‘foca 608’ e di ‘foca 606’, quindi due operatori diversi, in uso all’AISI di Roma (l’Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna ndr), non si avranno notizie per i seguenti motivi: “motivi di sicurezza.

Quali motivi di sicurezza nazionale si possono nascondere dietro il piccolo comune di Scicli e, come ha chiesto il presidente Fava al giornalista Borrometi – noto per le sue inchieste – come mai lo stesso giornalista non si accorse della vicenda “petrolio e dei rifiuti pericolosi”, visto che aveva sviluppato l’inchiesta che portò allo scioglimento del Comune di Scicli?

Inchiesta-ARS-Scicli-1

Scrive la commissione:

Il giornalista Paolo Borrometi ha seguito e documentato l’indagine che ha portato all’incriminazione del sindaco Susino e allo scioglimento del comune di Scicli. Abbiamo provato a ricostruire con lui quelle settimane, a partire dal significativo parallelismo che accompagna l’inchiesta sul sindaco Susino e il percorso autorizzato dall’ACIF, fino alla già citata interrogazione del senatore Lumia, che proprio agli scritti del Borrometi fa esplicito riferimento.

FAVA, presidente della Commissione. La vicenda del Comune e la vicenda Acif: in
che modo inquadra questi fatti?

BORROMETI, giornalista. In relazione allo scioglimento io inizio a trattare il tema
dei rifiuti con un’intervista fatta al sindaco Bartolomeo Falla. Non ho mai scritto
nello specifico della vicenda ACIF.

Qui qualcosa non torna e quel qualcosa sono: l’interrogazione del senatore Lumia, che proprio agli scritti del Borrometi fa esplicito riferimento; scritti che come sottolinea il giornalista, malgrado i continui movimenti di protesta contro l’utilizzo di una zona – patrimonio UNESCO – che ci ricordano la “Terra dei fuochi”, non presteranno la sua attenzione.

Ma guarda caso proprio in questo periodo 2014 – 2015 scattano le intimidazioni e le
minacce a carico del giornalista che a tutt’oggi vive sottoscorta.

Fonte IL FORMAT, autore Maurizio Inturri

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Si occupa di mafia e criminalità organizzata. Ha collaboratorato con diverse testate giornaliste online e cartacee. Il suo percorso inizia nel lontano 2015 con ReteRegione, poi collabora con LaSpia, Diario1984, L'Attualità, Cisiamo e infine IlFormat. Nel gennaio 2020 si iscrive al sindacato WorKPress e gli viene attribuito il tesserino internazione di giornalista e reporter come da normativa europea e internazionale. Ha partecipato a diverse conferenze sul tema mafia e criminalità organizzata. Autore dei libri Cogito ergo sum..ma non troppo (2015) e L'Antistato vol.I° (2019)