Fa riflettere in Sicilia la scarcerazione dei detenuti rinchiusi al 41 bis e il mite silenzio dei molti.

La lista totale,dei detenuti pericolosi,ne conta ben 376 tutti al vaglio per deciderne se concedergli gli arresti domiciliari.

Nella lista mafiosi e trafficanti di droga inseriti nei reparti di Alta sicurezza 3,di cui sono esclusi i tre che erano al 41 bis: tra cui Pasquale Zagaria, Francesco Bonura e Vincenzo Iannazzo, senza dimenticare Cataldo Franco,oggi 85 enne e malato, condannato all’ergastolo per il sequestro e l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo.

Nella foto il piccolo Di MAtteo

La motivazione del rilascio per questi, ma anche altri, è:perché ritenuti a rischio Coronavirus o in alcuni casi per motivi di salute.

Al riguardo ha scritto Salvo Palazzolo su Repubblica:

“Ogni giorno, per le forze dell’ordine, è un lavoro complicato controllarli tutti nelle loro abitazioni. Più volte, anche di notte. Sono 376 fra mafiosi e trafficanti di droga. A Palermo, 61. A Napoli, 67. A Roma, 44. A Catanzaro, 41. A Milano, 38. A Torino, 16. Tutti mandati ai domiciliari per motivi di salute e rischio Covid, nell’ultimo mese e mezzo”.

Peccato che fra questi ultimi (se di diritto alla salute si tratta) mancano i nomi di quei detenuti in fase terminale, cioè affetti da neoplasie, e gli ultra ottantenni, senza considerare che sui braccialetti elettronici non si sa quanti ne lo Stato ne abbia di preciso e se sono all’avanguardia.

Raffaele Cutolo, fondatore dell’ormai inesistente NCO (Nuova criminalità organizzata),in gravi condizioni è ricoverato in passato per le sue condizioni,a quanto sembra è più pericoloso degli altri scarcerati è gli è stata negata la scarcerazione.

Cutolo condannato in regime di 41 bis, che ha ormai 79 anni di cui 42 trascorsi in diverse carceri italiane, durante una intervista alla Repubblica, nel 2015, disse:”I miei segreti fanno tremare tutti. Chi è al comando oggi è stato messo lì da chi veniva a pregarmi“.

Stamani si è appreso che il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede sta studiando un intervento normativo per consentire alla magistratura di sorveglianza di rivalutare le scarcerazioni,mentre le forze dell’ordine si sono trovate sovraccaricate anche di questo ulteriore incarico.

Dalla testata il Secolo di Italia, ecco la lista criminale e vergognosa che rimarrà nella storia:

“Le cinque pagine della lista riservata del Dap svelano che adesso si trova ai domiciliari uno dei boss più pericolosi di Palermo: Antonino Sacco, l’erede dei fratelli Graviano, gli uomini delle stragi del 1992-1993, per i magistrati faceva parte del triumvirato che ha retto di recente il potente mandamento di Brancaccio. Ai domiciliari è tornato anche Gino Bontempo, uno dei padrini della mafia dei pascoli che fino a gennaio dettava legge sui Nebrodi.Dopo aver finito di scontare un’ altra condanna aveva messo in piedi una rete di insospettabili professionisti per una maxi truffa all’ Unione Europea, così ha razziato finanziamenti per milioni di euro”.

Ed ancora:

“a casa anche Francesco Ventrici, uno dei principali broker del traffico internazionale di cocaina, il manager a servizio della ‘Ndrangheta, Fabio Costantino, della famiglia Mancuso di Limbadi;Ciro Quindici, del clan Mazzarella di Napoli, Emilio Pisano, il cognato del boss di Arena ora tornato in Calabria, Giosuè Fioretto, cassiere dei Casalesi, Rosalia Di Trapani, moglie del boss della Cupola Salvatore Lo Piccolo, Nicola Capriati, manager della droga inviato in missione dalla Sacra Corona Unita a Verona, Vito D’ Angelo, socio di Matteo Messina Denaro, latitante dal 1993″. Fonte Secoloditalia

Tra emergenza Covid,Fase 2,controlli del territorio e la detenzione domiciliare anche di questi pericolosi detenuti, nelle file delle forze dell’ordine si registra un collasso già annunciato da tempo per via della mancanza di mezzi, uomini e stipendio non adeguato.