La guerra mediatica tra pentiti e testimoni di giustizia

È in atto una guerra mediatica, realizzata anche trasversalmente con alcune personalità della politica - è un fatto inconfutabile – tra alcuni “pentiti” e alcuni “testimoni di giustizia” che sta agevolando quella rottura tanto desiderata dal sistema criminale più ampio delle mafie, e che va oltre, forse molto distante, dalla riforma delle norma voluta dal dott. Giovanni Falcone.

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Maurizio Inturri
Si occupa di mafia e criminalità organizzata. Ha collaboratorato con diverse testate giornaliste online e cartacee. Il suo percorso inizia nel lontano 2015 con ReteRegione, poi collabora con LaSpia, Diario1984, L'Attualità, Cisiamo e infine IlFormat. Nel gennaio 2020 si iscrive al sindacato WorKPress e gli viene attribuito il tesserino internazione di giornalista e reporter come da normativa europea e internazionale. Ha partecipato a diverse conferenze sul tema mafia e criminalità organizzata. Autore dei libri Cogito ergo sum..ma non troppo (2015) e L'Antistato vol.I° (2019)

Da diversi anni, non solo in Italia, sono nate diverse organizzazioni e associazioni a tutela “distinta” di due famose categorie che collaborano con la giustizia italiana, da una parte quella che desidera proteggere i “collaboratori di giustizia” e dall’altra quella che chiede certezze nei confronti di chi denuncia l’estorsione, i “testimoni di giustizia”. Abbiamo appositamente…

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