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Antimafia ARS su Scicli: A quello scioglimento abbiano concorso, consapevolmente o meno, molte azioni ed omissioni istituzionali, giornalistiche e politiche

Gravi le affermazioni della Commissione Antimafia Ars: documenti che scompaiono, verbali delle conferenze di servizio che vengono trasmessi altrove, pareri negativi che diventano positivi, incursioni dei servizi segreti, interferenze politiche, presunte “cupole mafiose” che si rivelano malandrinate di paese, fatti dirimenti non presi in considerazione dalla commissione d’accesso, assenza totale degli organi commissariali.

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Ieri è stata pubblicata la relazione finale, da parte della Commissione Antimafia ARS presieduta dall’on. Claudio Fava, riguardante lo scioglimento del Comune di Scicli per infiltrazione mafiose.

Nella relazione, pubblicata da diverse testate stampa, si affermano concetti – che secondo la nostra opinione – dovrebbero essere discussi sia nell’Assemblea Regionale Siciliana che nella Commissione Antimafia Nazionale.

E’ grave che la democrazia di un paese, o meglio della Regione Sicilia già martoriata da “ombre oscure” dietro le imponenti “stragi di Stato”, sia macchiata da una semplice frase – fra l’altro poco alla luce nel testo che segue – in cui si scrive:

a quello scioglimento abbiano concorso, consapevolmente o meno, molte azioni ed omissioni istituzionali, giornalistiche e politiche”.

Siamo certi che tale frase sia stata percepita dai “professionisti dell’antimafia” e da chi giornalmente lotta con la propria vita senza se o ma.

Nella relazione conclusiva della commissione regionale Antimafia, approvata da tutti membri, si riafferma ciò che era emerso nella precedente inchiesta sul ciclo dei rifiuti in Sicilia, in particolare quella parte riguardante il progetto di ampliamento dell’impianto della ditta A.Ci.F.

Un fattore che la Commissione Antimafia ARS continua a sottolineare è il seguente:  “nel corso dell’indagine sui rifiuti è emerso, da una serie di audizioni, il sospetto che in taluni casi lo scioglimento dei consigli comunali per infiltrazione mafiosa potesse essere funzionale alla “rimozione” di amministrazioni che avevano assunto posizioni “scomode” rispetto a progetti di realizzazione o ampliamento di discariche o di piattaforme di trattamento dei rifiuti”.

La questione non è di poco conto se si considera che non si sta parlando di “mafia”, il concetto è ben diverso, la commissione afferma implicitamente che “ci siano state forzature di corruzione che non sono andate a buon fine” a causa di quell’amministrazione di Scicli eletta dai propri cittadini (democraticamente).

Se si considera e si aggiunge, a quanto appena affermato dalla Commisione, quanto segue: “il cambio di rotta radicale e immediato nei confronti della gigantesca piattaforma di smaltimento progettata a Scicli: prima fermamente negativo, poi – a comune sciolto – decisamente favorevole”.

Nel testo della relazione conclusiva si legge integralmente:

“Questa Commissione – si legge nella nota stampa di presentazione della relazione – ha provato a dare una risposta, ricostruendo – attraverso un ciclo di trentasette audizioni – passaggi amministrativi ed istituzionali, ravvisando una serie di circostanze che destano non poche perplessità: «documenti che scompaiono, verbali delle conferenze di servizio che vengono trasmessi altrove, pareri negativi che diventano positivi, incursioni dei servizi segreti, interferenze politiche, presunte “cupole mafiose” che si rivelano malandrinate di paese, fatti dirimenti non presi in considerazione dalla commissione d’accesso, assenza totale degli organi commissariali nei momenti più critici della vicenda A.CI.F. e soprattutto il cambio di rotta radicale e immediato nei confronti della gigantesca piattaforma di smaltimento progettata a Scicli: prima fermamente negativo, poi – a comune sciolto – decisamente favorevole».

Tanto basta per chiedere al Governatore Nello Musumeci che il “problema migranti” diventa marginale in una Sicilia dove, ed è questa la tesi della commissione antimafia ARS, la corruzione e il potere ha scavalcato la sovranità del popolo siciliano.

Qualsiasi riforma l’attuale Commissione vorrà proporre, come la stessa conclude nel corso della relazione: “Sarà impegno di questa Commissione proporre in un approfondimento specifico una valutazione critica ed organica sul testo del TUEL relativo allo scioglimento dei comuni”, non restituirà quel diritto esercitato e negato al Comune di Scicli.

Giusto per sottolienare

A febbraio, tramite un comunicato, Alessia Gambuzza, presidente del Circolo Legambiente Scicli Kiafura, ha ringraziato Legambiente nazionale e regionale “senza i quali – ha aggiunto – non avremmo raggiunto questo risultato, che rappresenta una vittoria storica per Scicli.

La stessa Gambuzza ha dichiarato: “apprezzo il lavoro svolto dal Dipartimento Acque e Rifiuti che ha ripristinato la legalità in una questione alquanto controversa. L’avvio del procedimento di annullamento era stato avviato dalla Regione Sicilia ad agosto 2019 su istanza di Legambiente, e dopo una serie di azioni tra le quali ricordiamo un ricorso al Tar del 9/5/2016 a firma di Legambiente Sicilia, l’esposto di Legambiente Scicli del 29 marzo 2018 al Genio civile di Ragusa e l’esposto del 4 aprile 2018 al comune di Scicli.

Dopo mesi di attesa, viene premiato il lavoro scientifico e di mobilitazione di Legambiente e del Comitato Tutela Salute e Ambiente. La Regione Sicilia con questo atto ripristina la legalità su una questione sotto tanti punto di vista opaca”. (fonte QdS)

Sembra strano citare la legalità dopo quanto ha concluso la Commissione Antimafia ARS sul caso Scicli, e ci viene da chiedere: “come mai nessuna citazione è stata fatta a quell’amministrazione estromessa per «presunte infiltrazioni mafiose» che già aveva detto no alla discarica?

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Maurizio Inturri
Si occupa di mafia e criminalità organizzata. Ha collaboratorato con diverse testate giornaliste online e cartacee. Il suo percorso inizia nel lontano 2015 con ReteRegione, poi collabora con LaSpia, Diario1984, L'Attualità, Cisiamo e infine IlFormat. Nel gennaio 2020 si iscrive al sindacato WorKPress e gli viene attribuito il tesserino internazione di giornalista e reporter come da normativa europea e internazionale. Ha partecipato a diverse conferenze sul tema mafia e criminalità organizzata. Autore dei libri Cogito ergo sum..ma non troppo (2015) e L'Antistato vol.I° (2019)

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