Omicidio Zappulla: il pm ha chiesto trent’anni per i killer

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Il PM dottor La Rosa, della DdA di Catania, nel processo che vede come imputati Pasqualino Mazzarella e Vito Fiorino, accusati da diversi collaboratori di giustizia come i famosi killer che uccisero Gaetano Zappulla, ha chiesto alla Corte la pena di trent’anni di carcere per ciascuno.

Ad accusare i due pregiudicati e risolvere una volta per tutte quest’altro omicidio, fra i tanti non ancora risolti, sono stati i collaboratori di giustizia: Salvatore Lombardo, detto Puddisinu; Giuseppe Curcio, fondatore del clan della Borgata; Attilio Pandolfino, sopranominato “Farfalla” e Gabriele Scarrozza, inteso ‘U Topu”.

Dalle testimonianze è emerso che i due, Fiorino e Mazzarella, sarebbero arrivato a bordo di un motociclo, alla guida dello stesso ci sarebbe stato il Fiorino, mentre Mazzarella, come passeggero, sarebbe stato l’esecutore materiale del delitto.

Gaetano Zappulla, la vittima, come consuetudine, si trovava all’interno di una sala giochi quando fu travolto dai colpi del Mazzarella.

Zappulla morí all’età di ventisei anni il 3 settembre 2002, mentre a Siracusa regnavano diversi clan, il più famoso ancora oggi il clan Bottaro-Attanasio.

Questo processo evidenzia le spedizioni punitive, a colpi d’arma da fuoco e ferocità, che le consorterie mafiose di Siracusa hanno sempre effettuato, come quella compiuta ai danni di Steven Barberi, ucciso a 18 anni, nel luglio 2002.

La mafia siracusana è stata sempre estremista ed è per questo che ancora oggi: estorsioni, atti intimidatori e spaccio, continuano a compromettere la libertà di tanti siracusani.

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