Cronaca Operazione Aretusa: la DdA batte cassa e chiede il...

Operazione Aretusa: la DdA batte cassa e chiede il massimo delle pene

Le indagini documentarono lo svolgimento di un vero e proprio “summit”, organizzato da Cavarra e G. Urso con esponenti dei gruppi di spaccio della città.

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Siamo giunti alla fase finale del processo scaturito dall’ operazione Aretusa che vede tra gli imputati molti personaggi di spicco.

Ricordiamo che nella precedenza udienza (qui l’articolo) il pm dottor Alessandro La Rosa, della Procura della DdA, aveva chiesto al Collegio penale di irrogare le seguenti condanne: 30 anni di reclusione per Gianfranco Urso; 22 anni di reclusione per Luigi Urso; 15 anni di carcere per Andrea Abdoush; 19 anni di reclusione per Salvatore Catania; 11 anni di reclusione ciascuno per Agostino Urso e Gianfranco Bottaro; 12 anni di reclusione per Daniele Romeo; 19 anni di reclusione per Lorenzo Vasile; 15 anni di reclusione per Massimiliano Midolo; 12 anni di carcere per Maria Christian Terranova; 11 anni di reclusione per Lorenzo Giarratana; 3 anni e 6 mesi per Francesco Fontana; 3 anni di reclusione per Massimiliano Romano; 2 anni e 6 mesi per Sebastiano Recupero; 2 anni per Angelica Midolo; 5 anni di reclusione ciascuno per Salvatore Quattrocchi e Umberto Montoneri; 3 anni e 6 mesi di reclusione per Concetto Anthony Magnano; 7 anni di carcere per Salvatore Silone e 9 anni di reclusione per Franco Satornino (diventato collaboratore dopo l’arresto).

La fase dibattimentale, qualche giorno fa, è toccata agli avvocati degli imputati che hanno discusso le loro arringhe finali: avvocato Junio Celesti, avvocato Giuseppe Gurrieri, avvocato Sebastiano Troia e l’avvocato Giorgio D’Angelo, ma il dottor Alessandro La Rosa, sostituto procuratore alla DdA di Catania, ha annunciato che desiderava replicare alle considerazioni espresse dai difensori degli imputati, per tale motivo l’ultima udienza è stata rinviata al prossimo 5 ottobre e forse il Collegio Penale emetterà il verdetto finale.

Importante sottolineare che nell’eventualità fossero confermate le condanne richieste dalla Procura della DdA, in totale sarebbero emessi 216 anni di carcere per i 20 imputati accusati di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.

L’Operazione Aretusa, scattata nell’aprile del 2017, condotta dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Siracusa e dai militari del Comando Provinciale Carabinieri di Siracusa, aveva documentato tra l’altro anche lo svolgimento di un vero e proprio “summit”, organizzato da Luigi Cavarra e Gianfranco Urso (figlio del defunto “boss” Agostino Urso, dell’omonima organizzazione mafiosa, inizialmente denominata Urso-Bottaro) con esponenti di vertice dei principali gruppi di spaccio della città, volto alla definizione di talune problematiche sorte in merito alla gestione del traffico di stupefacente, da cui sono scaturite anche vere e proprie aggressioni fisiche attuate ai danni dei soggetti che non si attenevano alle disposizioni stabilite dai vertici del citato clan mafioso.

La complessa attività investigativa, svolta sia con i metodi tradizionali che con supporti tecnici, oltre che dell’apporto di collaboratori di giustizia, ha disvelato la perdurante operatività del sodalizio mafioso denominato “Bottaro-Attanasio”, storicamente operante nel capoluogo aretuseo.

Le tre organizzazioni individuate nel corso delle indagini facevano riferimento a Cavarra, Urso e Satornino, per i quali è stato riconosciuto il ruolo direttivo nell’ambito dei citati sodalizi.

In relazione all’organizzazione diretta da Cavarra il Gip riconobbe anche la sussistenza dell’aggravante di aver agito con metodo mafioso ed al fine di agevolare il clan Bottaro/Attanasio, cui era destinata parte dei proventi illeciti.

Sempre nel corso delle indagini è emerso che lo stupefacente veniva acquistato a Catania (attraverso appartenenti al “clan Cappello”), ovvero nella zona di Adrano o nel palermitano, per poi essere immesso nel mercato aretuseo.

Le attività investigative consentirono il sequestro di stupefacenti, di armi, nonché l’arresto di taluni degli indagati colti in flagranza del reato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Nella documentazione della DdA sono finite intercettazioni di 23 utenze telefoniche, 5 di intercettazioni ambientali e 8 video filmati.

I destinatari del provvedimento applicativo della custodia cautelare in carcere furono Luigi Cavarra (classe 1975); Salvatore Catania (classe 1984); Agostino Urso (classe 1996); Gianfranco Bottaro (classe 1995); Daniele Romeo (classe 1989); Francesco Satornino (classe 1954); Lorenzo Vasile (classe 1963); Francesco Cannata (classe 1983); Francesco Calì (classe 1963); Andrea Abdoush (classe 1979); Emanuele Scattamagna (classe 1987); Gaetano Urso (classe 1978); Luigi Urso (classe1980)

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