Cronaca Davide Cassia attacca con insulti

Davide Cassia attacca con insulti

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Pubblichiamo il secondo articolo delle parole che Davide Cassia ci ha rivolto. Questa volta potrete ascoltare direttamente le sue parole, e delle persone con cui era in compagnia, al momento delle vili espressioni.

L’audio che udirete è chiaro e inequivocabile, nessuno potrà negare l’evidenza dei fatti e quella “malapianta” che si nasconde dietro le piazze di spaccio di Siracusa.

Il perchè delle ripercussioni su Amattanza è chiaro; abbiamo smascherato il gruppetto “criminale” finito nel blitz “Demetra” e i restanti affiliati che si fanno scudo dietro al nome di “Andrea Cassia” (mantenuto dal gruppetto criminale) continuano a gestire le piazze di spaccio di via Italia 103 e via Immordini 12.

Nell’articolo precedente (qui per leggere) avevamo accennato una parte delle minacce del Cassia che voleva una rettifica, a modo suo, dell’articolo (qui per leggere); adesso ascoltate bene.

Davide Cassia & CO.

Proprio qualche giorno fa a finire agli arresti è stato Omar Alì, 30 anni, arrestato dalla Squadra Mobile della Questura di Siracusa; l’Alì, già noto alle forze di polizia, è stato notato notato dagli agenti della P.S. durante un controllo nei complessi abitativi di via Immordini (una delle piazza dello spaccio) hanno notato Omar Alì all’interno di un androne che, alla vista degli agenti fuggiva, salendo le scale dello stabile, portando con sé un vistoso zaino.

Strafottente degli agenti, Omar Alì fuggiva sui tetti dei palazzi ma gli agenti della Squadra mobile lo hanno preso e arrestato; nello zaino, che poco prima aveva tentato di disfarsi, la polizia rinveniva: i documenti di identità dell’arrestato, 50 grammi di marijuana, 4 grammi di hashish, 8 grammi di cocaina, nonché la somma di 245 euro, in banconote di vario taglio.

Secondo gli investigatori, che oramai conoscono bene gli usi della piazza di spaccio, in considerazione della droga sequestrata, hanno calcolato che lo stupefacente era idoneo a confezionare almeno 85 dosi di cocaina, 96 dosi di marijuana e 9 di hashish, che avrebbe fruttato circa 3000 euro ai gestori della “mala” delle piazza di spaccio.

Il Giudice delle indagini preliminari Andrea Migneco ha applicato la misura cautelare degli arresti domiciliari all’Alì.

E’ evidente che stiamo infastidendo questi malati di “gomorra” e per questo stiamo subendo pressioni, ma lasciamo la giustizia alla magistratura e la prevenzione alle forze dell’ordine, noi continueremo a denunciare.

Se in tanti fanno finta di non leggerci e censurare ciò che denunciamo o le minacce che riceviamo, è altrettanto vero che la politica e la giustizia non possono permettersi di girarci le spalle.

Questa volta la posta in gioco è alta e chi rimane in silenzio è solo un codardo che sfila (come sempre abbiamo scritto) in commemorazioni che non gli appartengono.

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Maurizio Inturri
Si occupa di mafia e criminalità organizzata. Ha collaboratorato con diverse testate giornaliste online e cartacee. Il suo percorso inizia nel lontano 2015 con ReteRegione, poi collabora con LaSpia, Diario1984, L'Attualità, Cisiamo e infine IlFormat. Nel gennaio 2020 si iscrive al sindacato WorKPress e gli viene attribuito il tesserino internazione di giornalista e reporter come da normativa europea e internazionale. Ha partecipato a diverse conferenze sul tema mafia e criminalità organizzata. Autore dei libri Cogito ergo sum..ma non troppo (2015) e L'Antistato vol.I° (2019)

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