Cronaca Visicale e la sua banda restano in carcere, continuano...

Visicale e la sua banda restano in carcere, continuano le minacce

Rigettate le poche richieste di scarcerazione, tranne per Salerno, all'orizzonte si affaccia il "narcotraffico" e le minacce continuano.

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A Catania, il Tribunale del Riesame, ha confermato la misura cautelare in carcere per gli arrestati durante il blitz, nella via Italia 103 e via Immordini 12, nell’ambito dell’operazione antidroga Demetra, portata a termine dagli agenti della Questura di Siracusa supportati dai militari del Comando Provinciale dei Carabinieri.

Il collegio del Riesame di Catania ha confermato la misura cautelare della custodia in carcere disposta dal Gip Mirabella nei confronti di Tullio Caia, Francesco Salemi, Gianfranco Bottaro, Enzo Fabio Vinci, Mirco Vaccarella, Luigi Cacciatore e Giuseppe Serino, assistiti dall’avvocato Giorgio D’Angelo.

Sempre il collegio ha accolto, invece, l’istanza dell’avvocato Puccio Forestiere che assiste Pasquale Salerno, 24 anni; l’avvocato Forestiere, durante la discussione, ha fatto perno sul fatto che il suo cliente non era più residente presso le Case Parcheggio ma domiciliato e residente a Floridia, dove manteneva lecitamente la sua famiglia, e che quindi la DdA avrebbe preso un abbaglio nel ritenerlo un affiliato delle piazze di spaccio.

Considerate le motivazioni dell’avvocato Forestiere e l’opposizione del dottor La Rosa, PM della DdA di Catania, il collegio del Riesame ha deciso di scarcerare il Salerno ma applicandogli due misure cautelari: obbligo di dimora nel comune di Floridia e obbligo di presentazione presso la Tenenza dei Carabinieri.

In poche parole, per il collegio del Riesame, sussistono i gravi indizi di reità per le ipotesi delittuose contestate ai sette indagati a titolo di associazione finalizzata al traffico delle sostanze stupefacenti e per detenzione e spaccio di droga.

La via del narcotraffico

Ne abbiamo parlato nel precedente articolo con l’intervista esclusiva al collaboratore di giustizia Luigi Bonaventura, ex boss della ‘ndrina militare Vrenna-Bonaventura-Corigliano (qui l’articolo), per far comprendere il fenomeno dello spaccio degli stupefacenti nelle “piazze di spaccio”, in questo caso nella provincia di Siracusa, tutto acquistato tra Catania e Palermo.

Già qualche settimana fa, a Siracusa, era andata in porto un’altra operazione antidroga effettuata dai militari del Comando Provinciale dei Carabinieri con il supporto del dodicesimo Elinucleo Carabinieri di Catania e di unità cinofile antidroga del Nucleo Carabinieri Cinofili di Nicolosi.

Nell’operazione, in particolare, si è data esecuzione a dodici provvedimenti cautelari (10 in carcere e 2 divieti di dimora nella provincia di Siracusa) emessi dal Gip Andrea Migneco su richiesta del Procuratore Aggiunto Fabio Scavone e del Sostituto Procuratore Marco Dragonetti, nei confronti di soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di concorso continuato in detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

Le indagini furono avviate nel mese di agosto 2018 dai militari dell’arma dei Carabinieri della Sezione Operativa del N.O.R. della Compagnia di Siracusa ed hanno consentito, mediante servizi di osservazione, controllo e pedinamento, oltre che attraverso l’istallazione di videocamere e l’attivazione di intercettazioni telefoniche, di disarticolare un nutrito gruppo dedito a una fiorente attività di spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, marijuana e hashish, operante a Siracusa e che trovava i suoi canali di approvvigionamento nelle città di Catania e Palermo.

Si da il caso che la conclusa indagine della DdA di Catanzaro Karaburun ha individuato proprio nella Sicilia due cellure, legate alle cosche calabresi, dedite al narcotraffico (qui l’articolo).

Fatti oggettivi

L’indagine condotta scrupolosamente dai militari ha preso il via nel 2018 a seguito dall’arresto in flagranza del siracusano Salvatore Di Fede trovato in possesso di circa 9 kg. di hashish.

Di Fede, ex membro del Clan Santa Panagia, è stato condannato a due anni e otto mesi per l’ingente possesso di marijuana, inoltre è stato processato dalla Corte d’Assise di Siracusa “nell’ambito dell’operazione Tauro”.

Gli inquirenti, durante le indagini, hanno scoperto che Salvatore Di Fede, nonostante fosse agli arresti domiciliari, continuava la sua attività di acquisto e rivendita di grosse partite di hashish e cocaina, coadiuvato da Claudio Barone e Massimo Toromosca.

I canali della droga

Dalle indagini condotte dagli inquirenti è emerso che il “Di Fede era solito utilizzare due canali per l’approvvigionamento dello stupefacente: il primo facente capo al palermitano Giovanni Pasqua ed un secondo attraverso soggetti catanesi, tra cui Rosario Sicurella, proveniente dalla Calabria.

Le misure cautelari, in quell’occasione, emesse dal Gip Andrea Migneco furono notificate a: Salvatore Di Fede, 46 anni; Claudio Barone, 37 anni; Massimo Toromosca, 46 anni; Francesco Paolo Zuccarello, 49 anni; Daniele Alì, 34 anni; Sebastiano Galeota 42 anni; Giuseppe Bronzo, 41 anni; Giuseppe Greco, 52 anni; Francesco Campanella, 32 anni, tutti rinchiusi in carcere; veniva applicato, invece, il divieto di dimora in provincia di Siracusa ai trafficanti di droga: Giovanni Pasqua, 52 anni, residente nel carcere di Palermo e Rosario Sicurella, 42 anni.

Fatti e indagini

Da Giorgio Pasqua deriva anche l’indagine “Varenne” (come noto il nome di un importante cavallo da corsa), in quanto il palermitano ufficialmente lavorava nel mondo dell’ippica, professione che gli consentiva muoversi tra gli ippodromi della Sicilia, permettendogli così di consegnare ingenti quantità di sostanza stupefacente in tutta l’isola.

Gli inquirenti, tramite intercettazioni telefoniche, hanno scoperto che il Pasqua e tutti i suoi interlocutori erano soliti utilizzare un linguaggio convenzionale mutuato dal mondo dell’ippica per riferirsi alle varie tipologie di sostanza stupefacente, denominati in base al loro colore, associato a quello del mantello dei cavalli: per riferirsi all’hashish, sostanza dal tipico colore marrone, gli spacciatori usavano il termine convenzionale “sauro”, un cavallo dal tipico manto castano.

Per verificare le intercettazioni, e quindi supportare che nelle conversazioni si parlasse effettivamente di droga, i militari dell’arma dei Carabinieri di Siracusa hanno eseguito vari riscontri sequestrando complessivamente 73 kg. di hashish e 171 grammi di cocaina e procedendo all’arresto in flagranza di reato di 16 persone.

I guadagni della droga

Secondo la stima degli investigatori, grazie all’indagine iniziata a marzo 2018 e conclusasi a novembre dello stesso anno, gli introiti per la vendita dello stupefacente sarebbero ammontati, se fossero andati in porto, a circa 350.000 euro.

“Fai bene a non uscire, lo sai che ti aspettano per farti la pelle”

Le minacce da Siracusa per il nostro lavoro di cronaca

Durante i nostri articoli sul caso delle “piazze di spaccio” di Siracusa, in particolare per aver toccato Alessio Visicale, i Cassia e De Simone, abbiamo ricevuto diverse minacce; una delle ultime mette in risalto i contatti che alcuni accoliti di Via Italia 103 di Siracusa hanno con referenti dei clan di Avola e Noto, tant’è che la minaccia è chiara e non lascia nessun minimo dubbio.

Gli arrestati nel blitz Demetra

Nell’operazione “Demetra”, effettuata dagli agenti della Polizia di Stato e dai militari dell’arma dei Carabinieri, sono imputati: Manolito Aimone, 44 anni; Gianfranco Bottaro, 25 anni; Faical Baisari, 31 anni; Luigi Cacciatore, 26 anni; Tullio Caia, 36 anni; Daniele Cassia, 33 anni; Nicolas Cassia, 29 anni; Steven De Simone, 28 anni; Angelo Drago, 45 anni; Stefano Fazio, 37 anni; Mirko Giardina, 23 anni; Corrado Greco, 37 anni; Alessio Inturri, 31 anni; Angioletto Latina, 26 anni; Damiano Lentini, 32 anni; Rosario Roberto Lentini, 34 anni; Tommaso Liotta, 26 anni; Adriano Pirrone, 21 anni; Francesco Salemi, 52 anni; Pasquale Salerno, 24 anni; Giuseppe Serino, 25 anni; Danny Urbino, 25 anni; Mirko Vaccarella, 27 anni; Enzo Fabio Vinci, 26 anni e Alessio Visicale, 23 anni.

La procura della DdA di Catania ha contestato a tutti le accuse di: associazione finalizzata al traffico degli stupefacenti, l’aggravante è stata contestata, quali promotori a: Alessio Visicale, Corrado Greco, Daniele Cassia e Angelo Drago, tutti componenti del gruppo di Via Italia 103 e a Nicolas Cassia, leader del gruppo delle Case Parcheggio di Via Immordini; inoltre a una parte del gruppo di Via Italia 103 viene anche contestato il reato di estorsione con l’aggravante del metodo mafioso per avere sottoposto alla pratica dei pizzo gli ambulanti della Fiera del Mercoledì di Piazza S. Metodio, ai quali imponevano di pagare la somma di trenta euro a settimana a titolo di indennizzo per i mancati introiti della vendita di cocaina in quanto quando c’era la fiera i tossici se la facevano alla larga dalla Via Italia.

Rimaniamo fiduciosi nella magistratura e nelle forze dell’ordine, speriamo che l’indifferenza di molti si plachi per il bene di tutti e si soffermi sulle minacce di intimidazioni che abbiamo subito.

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Maurizio Inturri
Si occupa di mafia e criminalità organizzata. Ha collaboratorato con diverse testate giornaliste online e cartacee. Il suo percorso inizia nel lontano 2015 con ReteRegione, poi collabora con LaSpia, Diario1984, L'Attualità, Cisiamo e infine IlFormat. Nel gennaio 2020 si iscrive al sindacato WorKPress e gli viene attribuito il tesserino internazione di giornalista e reporter come da normativa europea e internazionale. Ha partecipato a diverse conferenze sul tema mafia e criminalità organizzata. Autore dei libri Cogito ergo sum..ma non troppo (2015) e L'Antistato vol.I° (2019)

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