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Processo “Tutti a tavola”: è già confusione.

Seconda udienza del processo “Tutti a tavola” ed è già confusione tra dichiarazioni pubbliche e quelle rese al Gup.

Seconda udienza del processo “Tutti a tavola” ed è già confusione tra dichiarazioni pubbliche e quelle rese ieri davanti al Giudice dell’udienza preliminare Francesco Alligo.

“Tutti a tavola”, l’operazione coadiuvata dal pm Tommaso Pagano e operata dagli agenti del Commissariato di Avola è arrivata alla seconda udienza preliminare, ne mancano altre due.

Ma andiamo con calma e cerchiamo di ricostruire la vicenda.

Nella giornata di ieri, presso il Tribunale di Siracusa, davanti al Gup Francesco Alligo è ripreso il processo scaturito dall’operazione denominata “Tutti a tavola”, condotta dagli agenti del Commissariato di Avola guidati, a quel tempo, dal dirigente dottor Fabio Aurilio.

Gli imputati finiti nel banco degli imputati sono: il sindaco di Avola dottor Giovanni Luca Cannata; Corrado Di Stefano; Pierantonio La Bruna; il geom. Pietro Argentino, dipendente comunale (vittima di reiterate intimidazioni); il dipendente comunale geom. Sebastiano Anselmo; Francesca Buscemi; Vincenzo Drovetti; Santo Gionfriddo; Stefano Gugliotta; Giuseppe Leone; l’ingegnere (ex assessore) Simona Loreto; Enrico Nastasi; Giovanna Zocco; l’ing. Natale Zuccarello, dirigente dell’Ufficio genio civile di Siracusa; Sebastiano Buscemi; Salvatore Galioto e il geom. Umberto Masuzzo, dipendente comunale.

Gli imputati, tra dipendenti comunali di Avola, funzionari del Genio Civile, amministratori, imprenditori, sono accusati a vario titolo di truffa, turbativa d’asta, turbata libertà degli incanti e falso ideologico.

Nell’udienza di ieri si sono sottoposti ad interrogatorio l’ingegnere Zuccarello il quale ha chiarito la sua posizione dicendo: “per il tipo di lavori da effettuare non è prevista la relazione geologica, tant’è vero che anche il Genio Civile di Siracusa non l’ha richiesta in quanto l’opera da effettuare non rientra tra quelle delle grandi dimensioni”; da parte sua il Sindaco di Avola dottor Cannata, in sintonia con quanto dichiarato dall’ingegnere Zuccarello, ha dichiarato che nessuno gli ha mai chiesto di fare effettuare la perizia geologica ed ha ribadito anche lui che la perizia non è stata chiesta nemmeno dal Genio Civile, in quanto era a conoscenza dell’opera che si doveva realizzare; per finire il sig. Pierantonio La Bruna, gioielliere, ha chiarito di non aver regalato nulla al geom. Umberto Masuzzo, e l’anello contestato è stato acquistato e regolarmente pagato con un assegno, smentendo gli fosse stato dato in dono per fini corruttivi o per ottenere dei favori.

L’udienza riprenderà il 4 novembre per le arringhe dei difensori di alcuni imputati che sono: gli avvocati Ezechia Paolo Reale, Fabio Iacono e Antonino Campisi; gli altri difensori faranno le loro arringhe giorno 18 novembre e quindi il Gup Francesco Alligo deciderà se accogliere la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal Pubblico Ministero Tommaso Pagano oppure prosciogliere tutti gli imputati dell’operazione “Tutti a tavola”.

Ma qualcosa non torna e altre cose (per diritto di cronaca) non sono state esplicitate.

Iniziamo dalla conclusione delle indagini e da quel fatidico comizio del18 maggio 2019 che vedeva impegnato il dottor Luca Cannata nelle lezioni Europee.

Durante il comizio tenutosi nella piazza centrale di Avola, il sindaco di Avola, comunicavo di aver saputo a Palermo di una conclusione indagine nei suoi confronti.

Qui riteniamo che qualcosa non quadra, come può un’indagine in corso, ancora non chiusa, essere già uscita dall’uffici delle procura?

Sia chiaro che ci stiamo attenendo alle affermazioni gravi di un rappresentante del governo, il sindaco, che speriamo abbiamo denunciato la fuoriuscita di tale secreto ancora istruttorio!

Sempre proseguendo, però, il dottor Cannata fa delle affermazioni in riferimento a quegli avvisi di garanzia un po’ lontane da quelle che saranno pubblicate successivamente, infatti affermerà:

primo: che le indagini risalgono a fatti risalenti dal 2013 al 2019 e legati al Borgo Marinaro; per la cronaca ci sembra corretto mettere a conoscenza l’opinione pubblica che il sindaco Luca Cannata assieme a due soci è nel 2015 aveva costituito una società e, sempre per la stessa, avevano richiesto alla Regione una “Concessione per la realizzazione di uno stabilimento balneare stagionale in contrada Marina Vecchia “Borgata Marina”;

secondo: di essere stato accusato per una telefonata e un messaggio, che lo stesso sindaco dirà che si trattava di auguri di natale all’ingegnere del genio civile, ingegner Zuccarello.

Ma sul BlogSicilia, nella giornata di ieri, è riportato un articolo (qui per leggerlo) in cui dalle indagini del Commissariato di Avola emerse che “il funzionario responsabile del procedimento dell’Ufficio del Genio civile, Giuseppe D’Urso, non avrebbe voluto concedere l’autorizzazione ai lavori senza una consulenza di un geologo. E lo avrebbe fatto presente, in una telefonata, avvenuta il 5 aprile del 2016 all’assessore comunale di Avola, Simona Loreto, che poi informò il sindaco, Luca Cannata.

Si deduce che già in quella data erano sorti problemi, ma nel continuo dell’articolo il sindaco Cannata afferma: “Quando l’assessore mi ha riferito di questa richiesta, sono rimasto sorpreso, ed a quel punto ho sentito Natale Zuccarello per dirgli di attenzionare i suoi uffici per capire cosa stesse accadendo all’interno della sua struttura”.

A questo punto le telefonate diventano due, una in entrata e una in uscita, ma non è tutto…

Scrive Gaetano Scariolo, a fine articolo, quanto segue: “Ma nella relazione della polizia di Avola, inviata alla Procura di Siracusa, è indicato che il 15 aprile del 2016, Zuccarello dopo aver avocato a se la pratica esautorando il dottor D’Urso firmerà l’autorizzazione sismica consentendo così l’avvio dei lavori di riqualificazione della zona di Mare Vecchio”.

Come si evidenzia, a questo punto, qualcosa non torna e durante il comizio elettorale questa “faccenda” non è stata riferita al pubblico che ascoltava e rideva sulle accuse che il sindaco Cannata lanciava alle forze dell’ordine.

Vi lasciamo alle intercettazioni telefoniche

Telefonata del 5.04.2016 ore 08,51

D’Urso: Senta, io la chiamo per questo, ieri ho visto la pratica, quella che era preparata dal geometra Galioto…. Avevo già parlato con lui prima di una cosa, però è sfuggita ed io non vorrei trovarmi in difficoltà con.. dei geologi, perché per noi questa struttura di geologico non abbiamo niente… ed a me servirebbe per questa che è una struttura… che non è una struttura precaria”.

Loreto: “Siccome ne avevamo parlato anche… anche in sua presenza se non ricordo male, che non serviva perché alla fine sono… nemmeno un metro di dislivello che dobbiamo andare a riprendere…”

D’Urso: “No..no, eravamo restati che in una prima fase davamo… davamo l’autorizzazione, però l’avevamo rinviata alla fase esecutiva, a me servirebbe avere almeno una sezione.. una… che ci sia una sezione geologica, che si sia un minimo di reazione geologica che oltretutto è prevista per legge, io non vorrei trovarmi in difficoltà”.

Loreto: “…e no, dobbiamo fare la nomina del geologo, perché come ben sa non c’è un geologo all’interno del Comune, quindi si prolungano ancora di più i tempi ed il lavoro non lo finiremo mai alla data prefissata.

D’Urso: “…per forza bisogna fare una nomina? Non c’è un modo di poterlo fare?”

Loreto: “E no”

D’Urso: “Che la ditta, che ne se occupi la ditta, in modo che danno una cosa”.

Poco dopo questa conversazione, Simona Loreto ed il sindaco Luca Cannata si sentono al telefono

Telefonata del 5.04.2016 ore 15,36 

Cannata: “Me lo dici poi cosa ti ha detto questo…come si chiama qua… di questo D’Urso?”

Loreto: “… e mi fa “mi mettete in contatto con la ditta ed io ne parlo con loro…”

Cannata: “Aspetta che chiamo a Zuccarello… aspetta un attimo… Lo chiamo e ti faccio sapere”.

Ci sarebbe piaciuto porre direttamente alcune domande al sindaco di Avola sulla questione, ma considerato che più di una volta abbiamo cercato di raggiungerlo telefonicamente e non abbiamo avuto il piacere, rimaniamo in attesa di una sua, ecco l’email: redazionemattanza@gmail.com

Maurizio Inturri
Si occupa di mafia e criminalità organizzata. Ha collaboratorato con diverse testate giornaliste online e cartacee. Il suo percorso inizia nel lontano 2015 con ReteRegione, poi collabora con LaSpia, Diario1984, L'Attualità, Cisiamo e infine IlFormat. Nel gennaio 2020 si iscrive al sindacato WorKPress e gli viene attribuito il tesserino internazione di giornalista e reporter come da normativa europea e internazionale. Ha partecipato a diverse conferenze sul tema mafia e criminalità organizzata. Autore dei libri Cogito ergo sum..ma non troppo (2015) e L'Antistato vol.I° (2019)

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