Cronaca Operazione Araneo: Smantellato traffico di stupefacenti

Operazione Araneo: Smantellato traffico di stupefacenti

Sgominata organizzazione mafiosa nel foggiano.

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L’Operazione antimafia Araneo, iniziata nella notte, a Foggia ha disarticolato un’associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, attiva su Foggia e provincia.

Sedici gli arresti eseguiti nel complesso, anche a carico di soggetti vicini alla Società Foggiana.

L’attività è stata messa a segno nel corso della nottata da parte dei carabinieri del Comando provinciale di Foggia, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari, con oltre cento militari in campo supportati dai reparti specializzati dell’Arma (squadrone eliportato carabinieri Cacciatori, Nucleo Cinofili e Nucleo Elicotteri).

Le indagini, svolte dai carabinieri del Nucleo Investigativo, hanno permesso di disarticolare un’associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti operante su Foggia e provincia, ma con proiezione anche in ambito extraregionale.

Narcotraffico

L’organizzazione criminale era dedita al narcotraffico in Capitanata, ma con proiezioni importanti e affari per complessive centinaia di migliaia di euro sulle piazze del vicino Abruzzo e Molise.

Il gruppo era strutturato come una vera e propria azienda; dalle indagini è emerso che l’organizzazione aveva stretto rapporti d’affari con i clan del Gargano e con la batteria avversa della ‘Società Foggiana’.

Delle 16 persone sottoposte a misura cautelare, 5 erano già sotto misura cautelare per altra causa.

L’attività investigativa è partita nel 2016, come costola di una indagine per tentata estorsione in danno di un noto imprenditore locale, e si è conclusa tre anni dopo, in seguito agli importanti riscontri operativi delle quali: sequestri di armi, munizioni e stupefacenti, permettendo agli investigatori anche riscontri con riprese video che hanno permesso di ricostruire l’organigramma ‘aziendale’.

Il capo del gruppo, secondo i riscontri, è Gianfranco Bruno, detto ‘Il Primitivo’, già noto nell’ambiente criminale in quanto contiguo alla Società e legato a Rodolfo Bruno, cassiere dell’organizzazione mafiosa, assassinato nel 2018.

Dalle indagini è emerso che la ‘base operativa’ del gruppo era proprio l’abitazione di Bruno, una casa frequentata dal resto dell’organizzazione, ma anche da esponenti di entrambe le batterie foggiane.

Il ‘covo’ era ritenuto difatti un luogo sicuro ed allo stesso tempo strategico per gli equilibri criminali del capoluogo, al punto tale da essere frequentato anche dai maggiori esponenti delle diverse batterie, tra cui spiccavano anche Roberto Sinesi, Giuseppe Spiritoso e il figlio Lorenzo, la cui presenza è stata cristallizzata grazie alle videoriprese registrate da un fitto sistema di telecamere predisposto in zona, nonché dalle intercettazioni ambientali che hanno permesso, a loro volta di acquisire numerosi elementi di colpevolezza sia per ciò che concerne il traffico degli stupefacenti, sia per ciò che riguarda le strategie criminali.

Il blitz al “covo”

Grazie all’operazione Araneo sono state sequestrare un pistola calibro 6.35 con matricola abrasa, centinaia di munizioni di vario calibro, 730 grammi di hashish, 4,5 kg di marijuana, 130 grammi di cocaina e denaro contante per 2.700 euro.

Nelle numerose conversazioni intercettate dagli inquirenti tra gli appartenenti al gruppo criminale emergeva non solo la conoscenza delle sostanze stupefacenti più richieste dal mercato dello spaccio, ma anche di quelle considerate più pregiate, come ad esempio la ‘Louis Vuitton’ e ‘SD’, particolari qualità di hashish, così chiamate convenzionalmente per il marchio impressovi sopra.

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