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Operazione Grande Carro: I Ros tra la Puglia e la Campania

Divisi in batterie dalla Puglia all'estero la fiorente organizzazione si era evoluta dagli anni '80.

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È stata denominata Grande Carro l’operazione antimafia eseguita stamattina, su richiesta della procura distrettuale di Bari, a carico di 48 soggetti tra le province di Avellino, Bari, Brescia, Brindisi, Chieti, Foggia, Forlì, Cesena, Imperia, LecceNapoli, RiminiSalerno e Teramo.

Al centro il nome della batteria “Delli Carri” contigua alla Società Foggiana.

L’ordinanza applicativa delle misure cautelari emessa nei confronti degli indagati sono: associazione di tipo mafioso, riciclaggio, estorsione, illecita concorrenza con minaccia o violenza, sequestro di persona a scopo di estorsione, detenzione illegale di armi e esplosivi, truffe per il conseguimento di erogazioni pubbliche (anche con riferimento a quelle Ue) ed altri delitti.

L’operazione “Grande Carro” scuote tutta la Puglia in quanto sia organizzazioni criminali che funzionari regionali.

Spicca il nome dello studio Cassandro, “re” del Psr, specializzato nei finanziamenti europei. In carcere anche due funzionari regionali, Cosimo Specchia e Giovanni Bozza che rispondono di associazione a delinquere per i finanziamenti ad alcune società agricole che avrebbero truffato la Regione, li segue anche Luigi Cianci, funzionario dell’ufficio di Foggia.

Il nome di Manlio Cassandro, agronomo, 61 anni, titolare dell’omonimo studio di Barletta – riporta la Gazzetta del Mezzogiorno – facevano capo il maggior numero di domande presentate in Regione (oltre mille) sul Piano di sviluppo rurale. In anni passati fu protagonista di un aspro scontro con Coldiretti. Più recentemente, nel corso dell’estate, è stato (con una lettera a sua firma) uno degli ispiratori delle modifiche al Psr.

Cassandro accusato di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai fondi comunitari secondo la Procura di Bari avrebbe sottoscritto una relazione che avallava le sovrafatturazioni presentate dagli imprenditori arrestati.

I dettagli sono stati illustrati nel corso della videoconferenza stampa delle 11 a cui hanno partecipato il procuratore nazionale antimafia Cafiero de Raho, il procuratore di Bari Roberto Rossi, il comandante del Ros Pasquale Angelosanto, il comandante del reparto tutela agroalimentare di Salerno Giorgio Borrelli, il vicepresidente di Eurojust Filippo Spiezia e il vice direttore generale di Olaf (ufficio europeo per la lotta antifrode) Ernesto Bianchi.

I provvedimenti scaturiscono da un’indagine avviata dal Ros dopo la cattura del latitante Francesco Russo in Romania, in particolare gli investigatori si sono concentrati sulle dinamiche criminali riconducibili alla batteria “Sinesi-Francavilla”, organizzazione mafiosa sviluppatasi alla fine degli anni ’80 nella Provincia di Foggia, la cui esistenza è stata giudiziariamente accertata da numerose sentenze passate in giudicato.

Strutturato in ”batterie”, nel corso degli anni, il sodalizio ha subito un fenomeno di modernizzazione criminale che lo ha portato ad orientarsi verso un più evoluto modello di mafia degli affari.

Le indagini hanno consentito di documentare l’esistenza di una articolazione della batteria attiva a Foggia, Orta Nova (Fg), Ascoli Satriano (Fg) e Cerignola (Fg), con interessi su Rimini e l’Alta Irpinia, nonché in Bulgaria, Romania e Repubblica Ceca.

Tutti rispondevano a Francesco Delli Carri, storico esponente della Società foggiana e a suo fratello Donato.

Nell’ordinanza sono finiti soggetti impegnati nel reinvestimento dei proventi illeciti nel settore immobiliare e nelle truffe per l’indebita percezione di contributi per l’agricoltura erogati dall’UE e dalla Regione Puglia.

Dalle indagini sono emersi inoltre rapporti dei Delli Carri con esponenti della criminalità garganica e di Canosa di Puglia (Bt), grazie ai quali hanno potuto esercitare le proprie attività illecite in quelle aree.

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