Cronaca Bombe carta, minacce ed estorsioni. Ecco cosa accade!

Bombe carta, minacce ed estorsioni. Ecco cosa accade!

Bomba in via Algeri e aggressione a Miceli. La nuova mala siracusana.

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Nella giornata di ieri a Siracusa e successo di tutto e di più, ma come al solito essendo in Sicilia tutto deve rimanere in “famiglia” e bisogna restare tra le righe, soprattutto quando si parla di “mafia e criminalità”, perché “informare è dovere” ma tutto ha un costo, si, il costo della vita (minacce, intimidazioni, aggressioni) che per due lire non vale la pena raccontare.

Ci affidiamo così ai comunicati delle forze dell’ordine, in tal modo nessuno può dirci che “scassiamo la minc***” ed evitiamo denunce, come nelle favole “…e tutti vissero felici e contenti”.

Riflettiamo sul senso del richiamo al “dovere” e del “ricordo delle vittime di mafia” e ci chiediamo “quei morti assassinati alle spalle o fatti esplodere in aria, si meritano la nostra presenza durante le commemorazioni o citazioni continue  quando non abbiamo neanche il coraggio di raccontare?”.

Abbiamo percorso molta strada in questi anni, aggrediti e minacciati senza assistere ad un solo processo nei confronti di questi personaggi, ma questo nessuno ve lo ha mai raccontato, Amattanza deve scomparire e per farlo bisogna censurarla!

E’ un sistema dietro il sistema dopo qualcuno decide cosa rendere pubblico e cosa nascondere, l’opinione pubblica è censurata prima ancora di essere informata!

La premessa a quest’articolo era obbligatoria per comprendere quanto stiamo per scrivere a proposito di Siracusa, nell’attesa che ci arrivi qualche proposta di acquisto per il nostro sito.

Nella nottata un ordigno artigianale è stato fatto esplodere in un’abitazione all’interno di una palazzina di via Algeri e a essere ferito è risultato un uomo, per alcuni già conosciuto alle forze dell’ordine e per altri una persona qualunque.

L’uomo è rimasto ferito a causa dei detriti, o meglio del materiale della detonazione, che l’ha raggiunto al volto ed è stato costretto a recarsi al Pronto soccorso dell’ospedale Umberto I di Siracusa per le cure.

Per la cronaca via Algeri è una delle “piazze di spaccio” di Siracusa dove: nel mese di giugno le forze dell’ordine hanno compiuto un blitz sequestrando: 300 grammi di marijuana che sul mercato, suddivisa in dosi, avrebbero fruttato di 5.000 euro e 15 grammi di cocaina per un valore di circa mille euro, sempre se suddivisa in dosi; nel mese di luglio, sempre gli agenti della P.S., sequestrano quarantacinque dosi di cocaina e diciotto involucri di marijuana per un valore complessivo di oltre 1.000 euro.

In poche parole che la bomba carta sia stata piazzata proprio in via Algeri non sembra un caso, considerato, come abbiamo scritto in due diversi articoli (qui e qui), il metodo intimidatorio, simile se non uguale, è quello utilizzato dal clan Bottaro-Attanasio.

Peccato che del clan Bottaro-Attanasio non è rimasto nessuno (s’intende vivo o fuori dal carcere), capace e con la caricatura di poter compiere “atti intimidatori” di tale portata, eccetto qualche compare che ormai è contro Alessio Attanasio.

A pagarne le conseguenze saranno i “collaboratori di giustizia e i loro familiari”, senza dimenticare gli onesti!

Non tutti sono a conoscenza del fatto che, sempre qualche settimana fa, a subire minacce e un’aggressione è stato anche Sebastiano Miceli, già coinvolto nell’operazione antimafia denominata “Terra bruciata”.

Sebastiano Miceli (per chi avesse memoria corta) è il figlio di Luigi Miceli, quest’ultimo suocero di Giuseppe Calabrese condannato per l’omicidio di Liberante Romano, storici membri del clan Bottaro-Attanasio.

Il Miceli, di mestiere “paninaro”, è stato malmenato da un giovane della giudecca presso la sua panineria alla presenza di un noto personaggio.

Secondo nostre fonti circa un mese fa Sebastiano Miceli e il giovane ebbero un battibecco, ma purtroppo per lui ormai senza nessun componente del clan Bottaro-Attanasio a piede libero, si è visto arrivare il nuovo boss di Siracusa con il giovane, a quel punto ha dovuto tacere e rimanere fermo mentre il boss della nuova mala ordinava al giovane della judeca di pestarlo per riprendersi la rivincita… ma non è finita lì.

L’indomani il boss è andato anche da Luigi Miceli con la richiesta di estorsione di 50.000 euro (come anticipo), seguiranno i pagamenti mensili se non desidera ritorsioni.

Questo è il racket, questa è la mafia, questo è il volto nascosto della cronaca nera di Siracusa.

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Maurizio Inturri
Si occupa di mafia e criminalità organizzata. Ha collaboratorato con diverse testate giornaliste online e cartacee. Il suo percorso inizia nel lontano 2015 con ReteRegione, poi collabora con LaSpia, Diario1984, L'Attualità, Cisiamo e infine IlFormat. Nel gennaio 2020 si iscrive al sindacato WorKPress e gli viene attribuito il tesserino internazione di giornalista e reporter come da normativa europea e internazionale. Ha partecipato a diverse conferenze sul tema mafia e criminalità organizzata. Autore dei libri Cogito ergo sum..ma non troppo (2015) e L'Antistato vol.I° (2019)

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