Cronaca KO in via Italia ma nessuna notizia sulle aggressioni

KO in via Italia ma nessuna notizia sulle aggressioni

Il boss Attanasio autorizzato alle videochiamate mentre a Siracusa resta l'incognita si chi comanda.

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Siracusa. Stamane la città di Siracusa si è risvegliata con tre notizie di cronaca che riguardano l’attività criminale della città, ma nessuna che concerne il pestaggio di Seby Miceli, l’estorsione al padre Luigi Miceli e alla palestra che viene ricondotta a Franco Toscano, tutti personaggi riconducibili al clan Bottaro-Attanasio.

Inutile parlare del pestaggio e l’allontanamento da una nota zona di Ortigia del “pseudo Escobar”.

Nella nota della Questura di Siracusa, la prima notizia, riguarda il fermo di due individui, C.P. classe 1997 e B.S., classe 1990, denunciati per possesso di stupefacenti per fini di spaccio nel complesso abitativo sito in via Italia 103.

Sempre gli agenti della Questura di Siracusa, dopo il blocco dei due, facevano scattare un blitz, al quale partecipava anche personale della squadra cinofili della Questura di Catania e del Reparto Prevenzione Crimine della Sicilia Orientale, che permetteva di rinvenire, grazie al cane “App”, 2 grammi di cocaina, 2,5 grammi di marijuana e 5 grammi di hascisc, oltre a circa 140 euro, indosso ad uno dei pusher, frutto dell’attività di spaccio.

La seconda notizia riguarda l’arresto di Mazzara Mario, di anni 63, sempre ad opera degli agenti della P.S. che nel corso dei servizi di contrasto alla diffusione di armi e materie esplodenti, e a seguito di indagini di polizia giudiziaria, hanno effettuato la perquisizione nell’appartamento del Mazzara, sito in via Algeri, dove grazie al fiuto del cane poliziotto “Ultimo” rinvenivano 2 fucili, di cui uno a canne mozze con i congegni di scatto e carica funzionanti e numeroso munizionamento, oltre a materiale pirotecnico che, seppur di libera vendita, era in quantità superiore a quello per cui viene consentita la detenzione senza la preventiva denuncia all’Autorità competente.

L’ultima notizia riguarda i “pochi accoliti del boss Alessio Attanasio” –  pubblicata dalla testata giornalistica il Diario1984 – che grazie ad una modifica delle legge per i sottoposti al regime del 41 bis  ha vinto parzialmente il ricorso presso il Tribunale di Sorveglianza di Trieste e potrà effettuare videochiamate tramite Skype business, come disposto Direzione Generale Detenuti e Trattamento numero 0031246.U del 30 gennaio 2019 sia nell’articolo 162 della Circolare nr. 3676/6126 del 2.10.2017.

E’ il terzo KO per il Ministero della Giustizia che dopo i noti casi dei boss scarcerati con la circolare DAP del 21 marzo ha incassato, grazie al Ministro Alfonso Bonafede, una prima sentenza della Cassazione che in pratica dava torto al Guardasigilli e ragione invece al boss Salvatore Madonia sul tema delle chiamate ai 41bis e adesso questa del boss Alessio Attanasio.

E pensare che il 41bis venne introdotto nel 1986 dalla cosiddetta “legge Gozzini”, dal nome del suo promotore e inasprito invece al 1992, dopo la strage di Capaci in cui perdono la vita Giovanni Falcone, la moglie e gli uomini della scorta.

Quell’anno, il decreto legge cosiddetto “Decreto antimafia Martelli-Scotti” viene approvato dal Consiglio dei Ministri ed estende l’articolo 41 bis (secondo comma), riservandolo ai detenuti di mafia o agli indagati-imputati di criminalità organizzata.  

Il decreto, nonostante dubbi di costituzionalità, mira a impedire ai boss in stato di detenzione di avere contatti con la famiglia, continuando a comandare e impartire ordini, ma il vero obiettivo è quello di spingere i mafiosi a collaborare con la giustizia.

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