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Siracusa: La nuova lotta alla criminalità alle “imbarcazioni fantasma”

La tratta degli esseri umani, l'immigrazione clandestina e il narcotraffico attraverso la costa.

Un altro colpo che farà discutere quello messo a segno dagli agenti della Polizia di Stato in servizio presso la Questura di Siracusa, a seguito dei numerosi “sbarchi fantasma” che avvengono nella provincia aretusea.

Questo il nuovo dramma per l’intera provincia e che soffocherà di una ulteriore mole di lavoro le forze dell’ordine già impegnati negli intensificati controlli sia nelle “piazze di spaccio” che nelle “coste”.

Un dibattitto che la politica locale, regionale e nazionale dovrà affrontare a 360°.

Da un lato la pressione del Covid-19, dall’altro l’immigrazione e infine la lotta al narcotraffico che sembra vana senza “pena certa” per chiunque delinque.

Proprio quest’anno gli innumerevoli arresti per spaccio, detenzione e associazione mafiosa dedita allo spaccio degli stupefacenti ha aperto un nuovo scenario nella città aretusea.

Con l’ultima operazione, dei giorni 29 e 30 dicembre scorso, gli agenti della Questura di Siracusa hanno rintracciato, in due diversi momenti, nei pressi della caserma dell’Aeronautica Militare di Siracusa, 20 stranieri in possesso di documenti falsi e per tale 12 di essi arrestati e trasferiti nel “carcere di Cavadonna” e i restanti posti in quarantena e in attesa di essere trasferiti nei centri che verranno individuati.

Il natante con il quale sono sbarcati, continua nel comunicato la Questura, “non è stato ancora identificato ed evidentemente è sfuggito alle maglie dei controlli alla frontiera, riuscendo ad entrare nelle acque territoriali italiane”.

Già in passato avevamo denunciato che con lo stesso metodo, cioè avvicinandosi alle coste nascoste, avvenivano le consegne di droga, eludendo così i controlli su strada.

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