Piera Aiello si rivolge alla magistratura per i nostri articoli quando la stessa sfida la legge?

Stamane su Facebook,luogo tanto amato da politici e personaggi pubblici,una facebookiana ha rivolto alla deputata  Piera Aiello (nel profilo social) di fare chiarezza sugli articoli che la vedono protagonista, in quanto tante persone vorrebbero conoscerne la verità.

In effetti negli articoli di TP24,ILFORMAT,ILFOGLIO esistono anche documenti!!!

Non esiste più il diritto di replica e nessuno ha pensato di comunicarlo alle varie sigle sindacali dei giornalisti e all’Ordine dei Giornalisti,come hanno anche dimenticato di abolire l’art.21 della Costituzione(perchè grazie a questo articolo si può condividere e opinare).

Naturalmente chi si iscriverebbe più all’albo dei giornalisti e pagare 500 o 400 euro per fare il “patentato giornalista” sapendo che non esiste il diritto di replica e che l’OdG dorme davanti a queste minacce,un tempo additate solo a mafiosi,e perdere così 500 euro… in Sicilia?

Sapete che rivolgersi ad un avvocato per difendersi da una denuncia costa quasi 2.500 euro? E sapete che stanno vagliando una nuova legge che fissa il diritto di risarcimento ai giornalisti di soli 2.000 euro?

Ma di questo ne parleremo prossimamente!

Piera Aiello ha dribblato il “Servizio Centrale di Protezione” pur di candidarsi con il suo vero nome,è STATA LEI STESSA A DICHIARLO (leggi qui)…cioè non ha rispettato i termini dell’accordo previsto per chiunque entri nel programma di protezione ed è lei a chiedere ai magistrati di far luce, quando centinaia di testimoni e collaboratori di giustizia stanno aspettando giustizia?

Ma allora siamo alla frutta visto che i documenti che abbiamo pubblicato e che alleghiamo sotto hanno un numero di protocollo!

Dal profilo Piera Piera (questo il profilo della Aiello) ha risposto:lo farò nelle sedi opportune;a questo punto sono intervenuto (tipo come fanno LeIene) ed ho informato personalmente la deputata Aiello che esiste il diritto di replica anziché procedere legalmente,ma l’Aiello non ne ha voluto sentire ed ha addotto che per lei la trasparenza è anche rispetto per rispetto per le “istituzioni” e quindi solo nei luoghi opportuni si può chiarire tutto.

Ma l’Aiello non si ferma e vuole affondare il colpo,dichiara che sono tutte falsità  e che questi articoli sono diffamazione e quindi (implicitamente)aggiunge che qualcuno risponderà per ciò che è stato scritto e pubblicato.

Insisto,e chiedo alla deputata Aiello di comfermare o smentire la sua affermazione di “aver dribblato il servizio di protezione centrale”,ma niente da fare,la risposta rimarrà:lo farò nelle opportune sedi!

Niente da fare,visto che certe informazioni sono coperte da “censura di Stato” per l’Aiello,dobbiamo aspettarci assieme a tanti editoriali una denuncia,ma chi informerà voi? E poi:se tutto è segreto per l’Aiello,perché si è candidata?Possibile che la stessa deputata non fosse a conoscenza dei criteri PER LEGGE previsti per candidarsi?

Il mondo va al rovescio,è proprio vero!

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