Adesso gli occhi sono puntati su Bibbiano e su quegli abusi e trattamenti sui minori che hanno denominato “Angeli e demoni”,ma allora fino ad oggi nessuno si è accorto di cosa stava accadendo o qualcuno voleva incolpare solo la Chiesa?

Bisogna scavare bene e farlo al più presto per fermare questa nuova “criminalità organizzata” che insieme,ma distintamente (forse),alla “criminalità mafiosa” sta devastando l’Italia!

Una sfilza di articoli,inchieste,operazioni di forze dell’ordine e chi più ne ha più ne aggiunga,ma il web ne è pieno e le notizie premonitrici c’erano.

I minori,bambini,figli ecc,chiamiamoli come vogliamo,sono il futuro della nostra nazione,della nostra Italia,sono il ricambo generazionale che tutti insieme dobbiamo salvaguardare!

Ripassiamo alcuni eventi prima di Bibbiano…

Casa famiglia di Schiavonia d’Este (PD):

Un ex educatore,Giovanni Piovan,all’epoca dei fatti 54 enne,fini in carcere nel 2014 e con una pena fino al 2024,perché emersero dalle indagini “certosine” e anche in sede processuale “agghiaccianti testimonianze di alcuni adolescenti abusati”.

Il comando dei carabinieri di Padova,guidato dal cap.Luca Bordin (all’ora tenente), grazie ad una testimonianza,insieme ad alcuni uomini piazzarono delle cimici audio\visivi presso due comunità  – Schiavonia d’Este e Rivadolmo di Baone – il cui fondatore ed educatore era il Piovan,riprendendo immagini inverosimili.

Durante il processo,uno dei ragazzi,all’epoca ospite della comunità quando aveva 15 anni,ha dichiarato:

l’educatore mi toccava di continuo,poi mi portava a letto e per anni sono stato costretto a subire rapporti completi e vivevo sequestrato in casa”.

Giovanni Piovan, l’ex educatore, fondatore di due comunità a Schiavonia d’Este e Rivadolmo di Baone,fu accusato di violenze sessuali perpetrate per anni nei confronti di 5 piccoli ospiti dei suoi centri, mentre per un altro fu chiamato a rispondere di maltrattamenti peraltro non risparmiati ai compagni quando rifiutavano le sue avances sessuali.

Una seconda condanna,arrivata da una inchiesta – bis,gli fu inflitta dal pm Benedetto Roberto per analoghi reati su altri 3 bambini.

Dal 2018,Piovan condannato in via definita a 15 anni di reclusione per pedofilia,si trova agli arresti domiciliari perché ammalato!  da alcuni giorni è in detenzione domiciliare perchè ammalato nella sua casa di Ponso.

La sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Padova fu confermata presso la Corte d’appello di Venezia ma oggi “Piovan è ai domiciliari”.

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2018 Condanna per due educatori della Comunità Oberon di Taviano (LE)

Tra punizioni esemplari,botte, obbligo di vedere film dell’orrore e riti satanici, furono condannati a 8 anni e due mesi gli educatori:Taviano Luigi Fattizzo, 56 anni, e il 48enne Stefano Portaccio.
Ancora una volta,la testimonianza di una ragazzina che subì anche delle ferite di cui ancora oggi, a distanza di anni, porta i segni sul corpo,fece scattare le indagini e in seguito alla perquisizione degli alloggi dei due responsabili della struttura furono trovati mantelli con cappucci, libri esoterici, film dell’orrore, tre crocifissi in legno, pezzi di vetro con i quali sarebbero state inferte le lesioni nella “messa nera” celebrata in una chiesa sconsacrata.

Durante le indagini, furono ascoltati altri adolescenti che erano stati ospitati nella casa famiglia e il loro racconto fu simile con quello delle altre vittime.

Ed ancora..

2019 Comunità Domus Alba di Alice Castello (Vercelli):per fatti risalenti al periodo 2013\2014,finalmente furono emesse quattro condanne e un’assoluzione.

Si chiuse così presso il tribunale a Vercelli il procedimento a carico di Federico Botto Micca, Dario Rossin, Mohamed Touzi, Himcham Alaoi Kassimi e Denise Deriva. Botto Micca, direttore sanitario della comunità,condannato a 2 anni e 8 mesi, Rossin, educatore professionale e coordinatore della struttura, e Kassimi, educatore, a 3 anni.

Per Touzi, anche lui educatore, la pena è stata di 6 anni: a differenza degli altri imputati oltre ai maltrattamenti gli si contestava anche la violenza sessuale. Denise Deriva è stata invece assolta.

All’epoca dei fatti la struttura era gestita dalla Sereni Orizzonti Spa.

La Domus Alba era una comunità terapeutica per minori: la procura di Vercelli iniziò a indagare dopo che una ragazza si confidò con una professoressa,l’intervento delle forze dell’ordine fece chiudere la struttura in cui i ragazzi subivano maltrattamenti.

Anche in questo caso,oltre alla testimonanza della ragazza,gli inquirenti esibirono anche un file audio in cui uno degli ospiti della comunità veniva colpito con una cinghiata.

La ragazza che con le sua testimonianza aveva dato il via all’indagine parlò anche di una relazione sessuale con Touzi,per quest’ultimo scattò,quindi,anche l’accusa di violenza sessuale.

Non è finita,continua senza sosta la ricerca e l’ “enciclopedia degli abusi” sui minori!
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2019 Condannato a 3 anni e 4 mesi assistente sociale di Firenze

In questo caso,l’assistente sociale arrestato nel 2018 per detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico,aveva già patteggiato per lo stesso reato due anni di reclusione nel 2014.

Dalle indagini emerse che l’uomo avrebbe scambiato su una piattaforma di file sharing video e immagini pedopornografiche, rinvenute dalla polizia postale anche all’interno del suo computer.

Giro d’affari da due milioni di euro. Tre le comunità per minori stranieri coinvolte nell’inchiesta.

2019 Maltrattamenti e giro d’affari per tre comunità, tra Giarre, Mascali e Sant’Alfio, tutte riconducibili a Giovanni Pellizzeri,

Questa volta siamo in Sicilia,CATANIA,in una udienza ancora da definire e fissata per il 6 febbraio 2020,davanti ai giudici della terza sezione penale del tribunale di Catania.

“Inchiesta Camaleonte” per sgominare tre comunità destinate all’accoglienza di minori stranieri non accompagnati.

La procura contesta i reati di corruzione, maltrattamento di minori, falso e rivelazione di segreti d’ufficio,così alla prima udienza ,il gup di Catania Marina Rizza ha disposto il rinvio a giudizio,come chiesto dal pubblico ministero Marco Bisogni, per Giovanni Pellizzeri, nel passato candidato sindaco di Mascali, Mario Pellizzeri, Rita Brischetto, Maria Concetta Currenti, Maria Grazia Cinzia Emmi, Giuseppe Ioghà, Domenico Neglia e Rosaria Anna Pellizzeri. L’unica ad optare per il rito abbreviato, fissato per il prossimo 2 luglio, è stata Isabella Vitale.

Nell’inchiesta un “business dell’accoglienza dei migranti” scaturito dalle indagini dei carabinieri della Compagnia di Giarre.

Le comunità, tra Giarre, Mascali e Sant’Alfio, sarebbero tutte riconducibili a Giovanni Pellizzeri, fra l’altro, gestiti con l’ausilio del figlio Mario Pellizzeri e di Isabella Vitale,con un giro di minori di circa 200,pari ad un business di 2 milioni di euro complessivo.

Le strutture rinvenute in più di un’occasione sporche e prive di cibo, riscaldamenti e coperte. A svolgere un ruolo primario, secondo l’accusa, sarebbe stata Rita Brischetto, ex funzionaria dell’ufficio Famiglia e Politiche sociali del Comune di Catania. Sarebbe stata lei ad indirizzare quei minori, sotto compenso, verso le strutture di Pellizzeri, pur essendo consapevole dell’assenza delle necessarie autorizzazioni. In un’occasione, sempre secondo l’accusa, avrebbe perfino preferito uno dei centri di Pellizzeri nonostante la disponibilità di una struttura accreditata.

Siamo ancora sicuri che solo Bibbiano sia “Angeli e demoni”?

Noi abbiamo i nostri dubbi e qui ci sembra che ci siano i presupposti per una “tratta di esseri umani” e “violazioni dei diritti umanitari” che a Strasburgo saprebbero bene come punire!

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