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Avola.La commissione antimafia va via e si accendono i motori?Come è possibile?

Avola.La commissione antimafia va via e si accendono i motori?Come è possibile?

Avola.Apprendiamo,da alcune testate giornalistiche locali,la nascita del nuovo comitato politico Italia Viva ad Avola presentato (ndr),durante una conferenza stampa,dal consigliere di opposizione Antonino Amato.

Anche se ci sfugge il “comunicato stampa”, visto che una testata riporta che la conferenza è stata ieri 17 novembre e un’altra il 16 novembre,oltre al consigliere comunale e capogruppo del Pd Antonino Amato,ad annunciare il neo comitato sono stati gli altri componenti Saviotto, Caruso, Fratantonio,Artale e Sessa.

Ben venga un nuovo comitato politico nello scenario politico avolese,il pluralismo è democrazia,ma l’annuncio alla candidatura di sindaco – come si legge – ci sembra azzardata e contraddittoria visto che ancora abbiamo un amministrazione comunale in carica,ufficialmente fino al 2022,e una commissione antimafia prefettizia che ha appena finito di svolgere il suo lavoro ispettivo nel Comune di Avola!

A questo punto la domanda sorge spontanea a tutti:qualcuno ha già l’esito del Viminale?

La domanda è lecita come è lecito che l’informazione deve svolgere il ruolo,appunto informare degli avvenimenti del come e cosa accadrà nel caso il “Comune di Avola” fosse sciolto per infiltrazioni mafiose,questa è la parte che interessa sviluppare per la cittadinanza avolese e non…

Innanzitutto abbiamo due circostanze da considerare,in quanto è l’art.143 del TUEL a disciplinare lo scioglimento o meno di un Comune.

Prima Ipotesi

Scioglimento immediato

Nei casi in cui emergano elementi certi nel corso delle indagini dell’autorità giudiziaria, come avvenuto in diverse circostanze:ad esempio, per lo scioglimento dei Comuni di Scalea, Nardodipace e Delianuova,si applica il comma 2 e quindi non c’è bisogno di aspettare lo scioglimento disposto con decreto del Presidente della Repubblica,su proposta del Ministro dell’Interno. (fonte Avvisopubblico)

Seconda Ipotesi

Scioglimento da parte del Presidente della Repubblica

Lo scioglimento è disposto con decreto del Presidente della Repubblica,su proposta del Ministro dell’Interno, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri (comma 4), al termine di un complesso procedimento di accertamento,effettuato dal prefetto competente per territorio attraverso un’apposita commissione di indagine.

In base art.143,co.5,il prefetto è tenuto a trasmettere al Ministro dell’Interno una relazione nella quale si dà conto di tali condizionamenti anche con riferimento al personale non elettivo dell’ente. Nella relazione sono altresì indicati appalti, contratti e servizi interessati dai fenomeni di interferenza mafiosa. Anche qualora non venisse disposto lo scioglimento ma sussistessero comunque collegamenti dell’apparato burocratico con organizzazioni criminali, «con decreto del Ministro dell’Interno, su proposta del prefetto, è adottato ogni provvedimento utile a far cessare immediatamente il pregiudizio in atto».

Riguardo allo scioglimento immediato,ecco cosa c’è da sapere!

Ricorrendo motivi di urgente necessità, prima dell’emanazione del decreto di scioglimento,il prefetto sospende temporaneamente (per non oltre sessanta giorni) gli organi dalla carica ricoperta e nomina dei commissari che assicurino la gestione dell’ente (art. 143, co. 12).

Nuove elezioni e incandidabilità temporanea

Il decreto di scioglimento conserva i suoi effetti da dodici a diciotto mesi, prorogabili a ventiquattro in casi eccezionali (art. 143, co. 10). (fonte Avvisopubblico)

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Visto e considerato il complesso tema dello scioglimento dei “Comuni per infiltrazioni mafiose”,prima di passare a parlare di future elezioni,ci sembra chiaro che tutta la politica avolese – almeno quella che sarà intercettata dopo la lettura dell’eventuale decreto di scioglimento – provi a giustificare l’accaduto!

Ci sembra opportuno,prima di parlare di nuove elezioni e candidature,che la politica avolese all’opposizione di questa amministrazione o alla scorsa (2012-2017) con membri all’interno del consiglio comunale, non abbia segnalato ciò che sottolineerà il “decreto di scioglimento” (sempre se così sarà) nelle motivazioni…

Tale circostanza è evidenziata dall’art. 43 Diritti dei consiglieri (DLGS_267/2000), rafforzata da sentenze del Consiglio di Stato e TAR che così rammentano:

In base all’art. 43 del T.U.E.L. e allo Statuto Comunale il diritto di accesso ai documenti amministrativi e alle informazioni necessarie per valutare la correttezza e l’efficacia dell’operato dell’amministrazione comunale è riconosciuto a favore dei consiglieri comunali in funzione del proprio mandato elettivo.

Attenderemo l’esito definito e ne studieremo i contenuti prima di chiedere lumi ai diretti interessati,perché il nostro non è (come sarà considerato) un colpo basso alla politica locale,ma bensì far presente che il nostro compito è quello di informare su ogni aspetto e come spesso è stato scritto:il giornalismo è il cane da guardia della democrazia!

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Maurizio Inturri

Giornalista GNS Press - IPC Mi occupo di inchiesta sulla mafia e criminalità organizzata. Laureato in Scienze della Comunicazione Executive Master in Scienze Criminologiche Autore del libro Cogito ergo sum...ma non troppo,anno 2015 Autore del libro L'Antistato-Volume I°-L'inizio edito a marzo 2019

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