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Collaboratore di giustizia infiltrato nei servizi segreti.

Collaboratore di giustizia infiltrato nei servizi segreti.

Collaboratori di giustizia e i rapporti segreti per sventrare la ‘ndrangheta.

“Quei rapporti ci sono ancora”,a raccontarlo in aula e rispondendo in alle domande del procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo al processo “ ’Ndrangheta stragista”,è Stefano Carmelo Serpa.

«Potrei dire altro, ma ho paura. Esistono “sommersi” con un potere maggiore di Paolo De Stefano. E non hanno mai preso neanche una multa…»

«Io posso dire senza timore di essere smentito, che io nei servizi ci sono stato per tanto tempo, da quando ero con mio zio e mio zio era dei servizi».

Così netto,deciso e utilizzando un linguaggio chiaro e diretto è Stefano Carmelo Serpa.

Collaboratore di livello per i servizi,dichiara di aver deciso di interrompere il rapporto con la Giustizia perché non gli venivano fornite le necessarie garanzie.

Abbandonato e non cercato da nessuno fino a poco tempo fa,Stefano Serpa sembra abbia molto da raccontare!

Nei servizi non avevo nessun ruolo specifico – ha detto in aula, rispondendo in aula alle domande del procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo al processo –.”

Mi chiedevano di andare di qua e di là, di ascoltare, controllare e riferire.

Dichiara:

“Io sono la prova vivente che i rapporti fra ‘ndrangheta e servizi ci sono stati e probabilmente ci sono ancora. Nel tempo sono cambiate, i servizi hanno cooptato persone molto più acculturate, formate e sveglie. Ho avuto rapporti con diversi appartenenti ai servizi, non con l’ufficio centrale. Non è facile essere reclutati o avvicinarsi”.

Nel racconto dice:

«All’epoca i servizi mi dissero che c’erano altre persone con cui stavano parlando. In questa sede i nomi non li posso dire, ma io sono disposto a riprendere la mia collaborazione. Ma su presupposti precisi e con garanzie precise. Sono nomi di appartenenti alla ‘ndrangheta, appartenenti alla politica, appartenenti alle forze dell’ordine. Non mi preoccupano quelli della ‘ndrangheta che conoscete, non mi preoccupano i politici, ma mi preoccupa quello che potrebbero fare, mi preoccupano tantissimo quelli dei servizi».

Un messaggio chiaro e trasparente alla DNA e al CSM!

Serpa dice al procuratore Lombardo:

«Probabilmente lei e i magistrati come lei non conoscete ancora la ‘ndrangheta sommersa. Ci sono soggetti che hanno un potere anche maggiore di quello di Paolo De Stefano, nella loro vita non hanno mai preso neanche una multa».

Parole e dichiarazioni che fanno tremare tutta la magistratura e che nello stesso tempo lasciano spazio a interpretazioni di ogni sorta.

Attendiamo le prossime dichiarazioni di Stefano Carmelo Serpa,mentre aspettiamo le scuse diffamatorie di chi domani parlerà di legalità in una conferenza dove non ha diritto di sedere!

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Redazione Amattanza

Redazione Amattanza

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