Ex collaboratore di giustizia minaccia famiglia a cui è scomparsa la figlia!

Ex collaboratore di giustizia minaccia famiglia a cui è scomparsa la figlia!

A me ma sucate tutti” (a me,mi fate un pompino).E’un fiume in piena l’ex collaboratore di giustizia Massimo Stupore che via whatsapp minaccia i familiari di una ragazza scomparsa!

Dovrebbe vivere in una località segreta l’ex collaboratore di Giustizia Massimo Stupore ed ex componente del clan della Borgata e poi affiliato al gruppo Bottaro-Attanasio,ai tempi in cui il reggente esterno era Vincenzo Quadarella.

Ma non tutti gli ex sembrano uguali,per fortuna alcuni decidono veramente di cambiare strada…

Massimo Stupore,residente in quel Veneto dove la “Mafia non esiste” e chi fa il suo lavoro viene denunciato e imputato per “associazione mafiosa”,continua a diffamare le forze dell’ordine chiamandoli “sbirri”,continua a (s)parlare come si fa ancora nei ranghi della delinquenza siciliana profanando via messaggi parole come:”domani lo voglio la casa mia” oppure “Fatti i fatti tuoi perché quando inizierà il maltempo per tuo padre e tua madre almeno a te ti risparmierò” ed ancora “A me ma sucate tutti” (a me,mi fate un pompino).

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Sarebbe,lecito,a questo punto capire se “vivere in un luogo segreto” voglia dire invitare tutti e fare ciò che si vuole;sarebbe lecito capire “quanti veri collaboratori di giustizia” devono continuare a pagare per il modo di fare di queste “pecore nere”.

Nel corso dei mesi abbiamo avuto a che fare con tanti collaboratori giustizia ed ex,ma mai nessuno ha mostrato “irrispettosità” o mancanza di altruismo (vedi il Comitato Sostenitori CdG).

Massimo Stupore (foto Diario1984)
Massimo Stupore (foto Diario1984)

Eppure,proprio Stupore oggi utilizzando un telefono con una sim intestata alla compagna invia messaggi di minacce e diffamazioni anziché rivolgersi a quelle autorità con cui è e dovrebbe rimanere in contatto per risolvere alcune problematiche sociali.

Invece no!

Preferisce inviare questi messaggi ad una famiglia la cui figlia sedicenne è fuggita per motivi sconosciuti da una Comunità di Verona,una ragazza che guarda caso era innamorata del figlio di Massimo Stupore,come è possibile essere genitori e non capire le sofferenze di una famiglia che da 48 ore non sa dove sia la figlia sedicenne?

Come possibile e perché una ragazza affidata ad una Comunità scappi senza che nessuno se ne accorga?

Di sicuro,sappiamo che la ragazza è stata affidata alla nota Comunità educativa proprio per allontanarla dalla casa che stava frequentando a causa di questo legame effettivo!

Di sicuro,sappiamo che la Comunità e le forze dell’ordine la stanno cercando in queste ore!

Quello che non capiamo è come mai Stupore “tenga questo comportamento minaccioso” nei confronti dei familiari della ragazza.

Stupore che a gennaio 2019,invio la lettera riportata sotto al direttore di una testata giornalistica,può definirsi pentito?

“Egregio sig. direttore chi le scrive e Massimo Stupore, ex collaboratore di giustizia. Le scrivo x fare sapere come lo stato mi ha condannato a morte revocandomi il programma di protezione nonostante i pareri contrari della D.d.a di Catania e della D.n.a di Roma.
Volevo informare tramite il vostro giornale sia i magistati che le forze dell’ordine che a giorni farò ritorno a Siracusa perché non ho altri posti dove andare. Sono consapevole dei rischi cui vado incontro perchè so che alcune persone, che conosco, che sanno impugnare una pistola, sono in grado di uccidere una persona.
Chiedo scusa x la scrittura se sbaglio qualcosa, non sono bravo e chiedo di poter pubblicare questo mio scritto e di farmi sapere quando viene pubblicato. La ringrazio direttore e buon anno. Massimo Stupore”. (fonte Diario1984)

Attendiamo che le forze dell’ordine e la Comunità facciano chiarezza sull’accaduto,nonché  che il N.O.P. (nucleo protezione testimoni) faccia chiarezza attorno la vita del collaboratore o ex.

Purtroppo ci sono tante verità nascoste che le persone vogliono raccontare a blogger indipendenti come noi,perché la vera antimafia si combatte anche attraverso l’informazione!

Noi ne siamo testimoni!

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Maurizio Inturri

Collaboratore giornalistico indipendente,mi occupo di inchiesta sulla mafia e criminalità organizzata. Laureato in Scienze della Comunicazione Executive Master in Scienze Criminologiche Autore del libro Cogito ergo sum...ma non troppo,anno 2015 Autore del libro L'Antistato-Volume I°-L'inizio edito a marzo 2019
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