IAS Priolo:Con le Attività produttive si può fare la terza guerra mondiale,parola di Montante!

IAS Priolo:Con le Attività produttive si può fare la terza guerra mondiale,parola di Montante!

Lo sanno pure le pietre, figuratevi se gli investitori stranieri e italiani non conoscono le ragioni per cui l’Italia è in recessione. Le ragioni sono una burocrazia lenta ed esasperante, una corruzione dilagante, una imprenditoria che, invece di fare attività di impresa, è stata costretta o si è ridotta a fare attività di «mazzettari», di faccendieri. Questa è la ragione per cui non funziona il nostro Paese. Il nostro Paese non funziona perché c’è un fisco esasperante. Il nostro Paese non funziona perché lo Stato e gli enti pubblici italiani, dopo aver chiesto commesse per lavori e per prodotti alle imprese, non le pagano. Ci sono imprese che stanno andando in fallimento perché lo Stato non paga i prodotti che loro hanno fornito né paga i lavori che hanno fatto. Queste sono le ragioni per cui non funziona il nostro Paese. Antonio Di Pietro

Con la premessa,di cui sopra,alla Caput Mundi della Sicilia per:emissione di veleni,poche bonifiche,crescita di popolazione che si ammala per tumori e cancro, rifiuti dell’ex Montedison ben sotterrate in zone archeologiche e silenzi istituzionali,va la nomina alla città di Priolo Gargallo.

Chi ci ha rimesso fino ad ora? Nessuno!

Dall’ultima inchiesta,da parte della procura di Caltanissetta,sappiamo solo che sono scattate le indagini,e per questo c’è un’inchiesta aperta,sulla IAS Priolo che sembrerebbe aver cucito dei legami con l’ormai famoso Calogero Montante.

I riflettori sulla società in questione,senza forse,sono aperte sia dalla Procura di Caltanissetta, sia da quella di Siracusa.

Le tematiche che interessano più i cittadini che gli addetti ai lavori – secondo noi – riguardano l’inquinamento dell’ambiente (di cui la puzza si sente per chilometri), l’aria irrespirabile,la condizione degli impianti obsoleti,i soldi pubblici spesi e le numerose vittime che tale situazione sta mietendo.

Pensate che questi fatti siano sufficienti per informare l’opinione pubblica di ciò che sta accadendo o ne riparliamo con le magliette rosse di qualche sbarco di immigrati?

Neanche col ritorno del pool di “Mani Pulite” si potrebbe risalire ai colpevoli che fanno da sfondo alla maxi inchiesta di Caltanissetta sulla situazione di Priolo (ovviamente non parliamo del Comune).

Potere,corruzione,trame e intrecci in un sistema a scacchiera che da Montante è arrivato alla IAS e ancora non sappiamo chi tirerà dentro,oltre a chi già c’è finito dentro:politici, imprenditori, uomini della istituzioni,giornalisti,forze dell’ordine e militari.

Abbiamo le nostre riserve nel pensare che la IAS di Priolo, nell’inchiesta dei Pm di Caltanissetta, sia entrata per la prima volta solo per la figura di Giuseppe D’Agata, all’epoca comandante provinciale dei carabinieri di Caltanissetta, per aver bonificato, senza autorizzazione, alcuni immobili di Montante “affinché la moglie, Maria Rosa Battiato, venisse nominata, prima commissario e poi presidente dell’IAS di Priolo Gargallo.

Le nostre riserve trovano conferma nelle intercettazioni che la procura di Caltanissetta ha utilizzato nei confronti dei due coniugi,e che noi riportiamo per sottolinearne alcuni importanti contenuti.

L’ex presidente dell’IAS di Priolo, Maria Rosa Maria Rosa Battiato parlando al telefono col marito, Giuseppe D’Agata, dichiarerà nella discussione telefonica quanto segue:

Maria Rosa Maria Rosa Battiato: [..]” su comodi dumila euru u musi [..] è piccatu diciamo lasciarli… (2000 euro) però certo vedi che io poi ciò anche tutta una serie di rischi… ah…un ni scurddamu sempre rischi ambientali non è che io perché ora ci su autri problemi … i rischi ambientali può succederi la qualsiasi ddra esplodi na cosa, esplodi… eh… ma…ma –

Giuseppe D’Agata: si na tubatura… 

Maria Rosa Battiato: na scossa elettrica… stacca… stacca il collettore … cioè…può succedere di tutto…

D’Agata: si si questo è …

Maria Rosa Battiato: ciò perché non quella che la che ti minaccia la molestia olfattiva ma chiddu ora… picchi chidda era tutta ma questione strumentale vistu ora praticamente… cioè non se ne parla di sta cosa…

D’Agata: ma infatti…

Maria Rosa Battiato: quando sono arrivata … minchia mi… mi hanno fatto sentire pro… cioè proprio… sarà guarda abbiamo mitigato molto l’impatto della… dell’odore perché c’è tutto un sistema ca mi costa quasi duecentomila euru all’annu… che sai tipo spruzza deodorante sulle vasche quindi un po’ ‘odore è abbattuto… non è che è scomparso … però è un po’ mitigato giusto…

In un altro stralcio di una telefonata:

D’Agata: “…magari stanno indagando su di me per vedere che tipo di rapporti ho… con lui… (Montante) …oppure durante la perquisizione hanno trovato qualcosa che riguarda me… non lo so…”.

Maria Rosa Battiato: “…ma tu ci hai dato carte a Montante?”

D’Agata: “No”, è la risposta secca del marito.

Maria Rosa Battiato: “…cioè che casino ci può essere… l’unica cosa con me…con l’IAS…l’unico … l’unico casino può essere drà banna…” (cioè, all’Ias).

Duemilaeuro al mese sarebbe il compenso e il rischio della carriera per il D’Agata?

Riteniamo le nostre riserve fondate,soprattutto,se il primo filone d’ inchiesta della Procura di Siracusa,iniziate dall’allora procuratore di Siracusa, Francesco Paolo Giordano, si intrecciarono con quella di Caltanissetta – anche se nulla escluderebbe il contrario – in quanto sul piatto è ben servito “l’inquinamento prodotto dagli impianti di depurazione dell’IAS di Priolo“.

Ma,anche se gli inquirenti stanno lavorando sodo,molti dubbi possono sciogliersi rileggendo i passaggi “soprattutto politici” sulla questione IAS Priolo.

Nel 2016, l’allora deputato regionale, on.Vinciullo chiese l’immediato commissariamento della società in questione dopo le dimissioni della Battiato,riportiamo per giusta informazione il suo comunicato:

«Ora la politica faccia tutto quello che c’è da fare per salvare la società Ias, che gestisce l’impianto biologico di Priolo».

L’on.Vinciullo, preoccupato della vicenda IAS Priolo,andò oltre,chiedendo al commissario straordinario Maria Grazia Brandara di commissariare l’IAS.

La regione era obbligata ad intervenire in quanto la società IAS è partecipata,e la maggioranza partecipata è della Regione siciliana, attraverso l’Irsap, ex Asi.

Ma sorpresa,che succede?

Mariagrazia Brandara diventa presidente di IAS SPA della stessa partecipata mista (pubblica e privata) che gestisce l’imponente impianto di depurazione di proprietà del Consorzio ASI di Siracusa a servizio del Polo del Petrolchimico di Priolo.

” ‘ntrallazzi ” i cittadini del siracusano definiscono questi passaggi!

Mentre il depuratore di Priolo viene definito e descritto in prima persona dalla Battiato un “pozzo nero” – classico neologismo per indicare un pozzo mal odorante -, i veleni delle industrie del petrolchimico,inquinano l’atmosfera devastando la salute pubblica con tossici che aumentano le patologie tumorali,che sono correlate (dalle intercettazioni telefoniche riportate),anche, dalle disfunzioni degli impianti di depurazione e di deodorizzazione gestiti dalla IAS. 

IAS impianto

La politica e il potere è forte in Sicilia,lo dimostra l’implicato sistema Montante.

Nonostante,dopo la Battiato,anche la Brandara ,il 16 maggio scorso è stata raggiunta da un pesantissimo avviso di garanzia disposto dalla DDA della Procura di Caltanissetta, nell’ambito dell’imponente inchiesta “Double Face” eseguita dalla Squadra Mobile di Caltanissetta,che la vede coinvolta “mani e piedi” nel “sistema Montante”, come emerge dalle intercettazioni ambientali del 25 ottobre 2015 (in cui venivano registrati durante un viaggio in macchina gli inquietanti dialoghi tra Montante, Brandara e Mariella Lo Bello a quel tempo assessore regionale), la Brandara rimane ancora attaccata alla poltrona di presidente di IAS,in modo tranquillo e indisturbata anche dai vari deputati regionali siracusani,come mai?

Ci chiediamo perché cotanto silenzio da tutti i componenti del C.d.A. della Società Partecipata IAS,tra cui: il consiglio di amministrazione e l’assemblea dei soci di IAS, i sindaci dei Comuni di Priolo e Melilli (altri soci pubblici IAS) ed i colossi petroliferi Esso, Isab, Sasol, Versalis.

Ma anche i deputati regionali del siracusano,perchè rimangono in silenzio?

da sin.Gennuso,Cafeo,Zito,Cannata,Pasqua

Oggi,invece,sembra che qualcuno,anziche dare risposte e chiarire cosa sia successo alla IAS Priolo,se è vero o no che l’impianto di depurazione funziona e pubblicare i dati relativi all’inquinamento atmosferico e tossico delle industrie,stia già pensando a chi affidare la prossima poltrona.

La commercialista avolese Patrizia Brundo,politicamente vicina al sindaco di Priolo Pippo Gianni,è stata indicata come sostituta,al già dimissionario Salvatore Pasqualetto; la stessa è stata già cooptata nei giorni scorsi dal Cda dell’IAS, mentre la nomina sarà formalizzata il prossimo 18 dicembre dall’assemblea dei soci.
I cittadini vogliono risposte?Si accontentino del nuovo Presidente!

Ma noi gli raccontiamo anche di Salvatore Pasqualetto:

Pasqualetto è presidente del famigerato “Tavolo unico di regia per lo sviluppo della legalità”, creatura camerale dell’ex leader in carcere. Nel Cda, autentica enclave post-montantiana, anche Seby Bongiovanni. Vice di Sicindustria Siracusa, secondo la ricostruzione di polizia e Pm, attestata dal gip, fu Montante a volerlo lì.”

Comunque c’è da rimanere tranquilli…le cose non cambieranno…

La gestione del depuratore consortile di Priolo da parte dell’IAS in proroga fino a dicembre del 2018 è già nel mirino di vecchi traccheggi tra politica e industriali, sperando che i russi delle compagnie petrolifere non portino armamenti propri per arrivare ad una gara pubblica, oppure all’affidamento diretto in House o Priolo in House,perché a questo punto tutto è possibile.

Ma ricordate:

“Fra i fedelissimi di Montante ancora in sella c’è Maria Grazia Brandara, ex commissario dell’Irsap, indagata nella seconda tranche nissena. C’è Brandara, insieme con l’ex assessore Mariella Lo Bello, intercettata in auto, quando l’imputato pronuncia il suo celebre «con le Attività produttive si può fare la terza guerra mondiale». Nonostante le dimissioni dall’Irsap e da commissario a Licata, Brandara un suo “rifugio antiatomico” l’ha mantenuto. Presidente dell’Ias, società partecipata mista che gestisce l’enorme business della depurazione della zona industriale di Siracusa.”

a cura di Maurizio Inturri

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Maurizio Inturri

Collaboratore giornalistico indipendente,mi occupo di inchiesta sulla mafia e criminalità organizzata. Laureato in Scienze della Comunicazione Executive Master in Scienze Criminologiche Autore del libro Cogito ergo sum...ma non troppo,anno 2015 Autore del libro L'Antistato-Volume I°-L'inizio edito a marzo 2019
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