Il Col.Sergio De Caprio,alias Ultimo,si è dimesso dal SIM e su di lui si è avviato,anche,un procedimento giudiziario.

Il sindacato militare dei Carabinieri si spacca tra chi,sembra,voler abbassare la testa e non voler attivarsi per protestare e chi al contrario ritiene che le proteste siano l’unico modo per arrivare ad una tavola rotonda.

Andiamo con ordine!

Secondo le dichiarazioni del Segretario generale aggiunto del SIM Carabinieri, Massimiliano Zetti,la decisione delle dimissioni,da parte del col.De Caprio,è avvenuta a causa del dissenso con la linea “timida” tenuta della Segreteria nazionale nei confronti delle giuste battaglie da intraprendere contro le posizioni di chiusura espresse dal Comando generale dell’Arma nei confronti del sindacato.

Il nuovo segretario ha dichiarato:

“Avrebbe voluto organizzare sit-in di protesta, riunioni nelle caserme, ma i vertici dell’Arma ce lo hanno sempre impedito e su questa linea ha trovato anche il dissenso della maggioranza della Segreteria. Io ho appoggiato ogni sua iniziativa, ma mi trovo in minoranza in seno alla Segreteria del SIM Carabinieri, da tempo spaccata. Credo si sia perso lo spirito che animava tutti noi carabinieri il 2 febbraio 2019, quando a Roma nacque il primo sindacato militare, il SIM Carabinieri.

Il procedimento giudiziario

«Il Comando Generale – si legge in una nota del Colonnello De Caprio – ha avviato una serie di attività repressive dell’attività sindacale avvalendosi in maniera impropria dell’azione disciplinare da un lato e dell’azione penale militare dall’altro; in particolare impedendomi come Presidente del SIM Carabinieri, l’esercizio del diritto-dovere di critica sindacale nei confronti del Comandante Generale Giovanni Nistri. A tale proposito, su reiterate proposte tutte attivate dal Comando Generale, la Procura Militare della Repubblica ha condiviso il fatto che il Col. Sergio De Caprio è responsabile di diffamazione militare aggravata, perché «Col. CC, mediante un “post” pubblicato su profilo “Facebook” a lui riferibile, quindi comunicando con più persone, offendeva la reputazione del Gen.C.A. Nistri Giovanni lanciando il seguente sondaggio:

“Tra #Carabinieri ci stavamo chiedendo, ma un #comandante #Generale che delega la #sicurezza del #capitanoultimo al #prefetto è ancora un #comandante #militare?” e prevedendo anche le due seguenti possibili risposte: “sì è un vero comandante” – “no è un funzionario” con altrettante fotografie del predetto Ufficiale Generale l’una in cui quest’ultimo viene ritratto in divisa e l’altra in cui viene ritratto in abiti civili. Con l’aggravante di essere militare rivestito di un grado e di aver impiegato un mezzo di pubblicità per recare l’offesa all’altrui reputazione».

«Pertanto – continua De Caprio – , verrà avviato un processo penale contro di me”.

Staremo a vedere cosa accadrà..

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