Il Tar revoca la scorta a “Ultimo”,per Ruotolo andò diversamente

Un Italia strana e con nuove regole da capire, dettate da chissà chi.

Il 15 gennaio è arrivata la decisione del Tribunale amministrativo del Lazio che ha respinto il ricorso per mantenere la sicurezza al colonnello Sergio De Caprio e alla sua famiglia. Il 3 settembre 2018 il ministero dell’Interno, sotto la guida di Matteo Salvini, aveva revocato la misura di protezione “per mancanza di segnali di concreto pericolo”.

Il 2 febbraio scoppia uno scandalo per la sospensione sulla revoca della scorta al giornalista Sandro Ruotolo, tanto che il caso sollevò un’interrogazione parlamentare da parte dell’ex ministro di Giustizia, Andrea Orlando (Pd), che dichiarò, come riporta il Corriere: “Hanno tolto la scorta a Sandro Ruotolo, giornalista da sempre impegnato in inchieste sulle mafie” ha reso noto l’ex Guardasigilli, che ha subito avanzato un dubbio: Ruotolo è “anche il giornalista che si è occupato della “Bestia”, il dispositivo propagandistico del ministro dell’Interno. Casualità?”.

Dopo tre giorni, siamo al 5 febbraio, il giornalista Paolo Borrometi – anch’egli sotto scorta – contattò Sandro Ruotolo che, come riporta IlFattoQuotidiano (qui per leggere) dichiarò: ‘Dopo l’annuncio del collega Borrometi, è lo stesso cronista in un tweet a confermare che “anche se non ho ancora ricevuto una comunicazione formale è tutto vero. Gli organi preposti dovranno rivalutare la mia situazione e decidere”. Dal 15 febbraio sarebbe rimasto senza scorta, nonostante le minacce ricevute dal clan dei Casalesi. Morra (M5S): “Merita tutela, auspico ripensamento. Ha vinto lo Stato in cui crediamo”

La situazione è talmente grave che addirittura Paolo Borrometi, giornalista e non ministro, era a conoscenza anzi tempo della sospensione della misura di revoca nei confronti di Ruotolo. Tant’è che sempre IlFattoQuotidiano lo riporta il 5 febbraio: ‘Ad anticipare Ruotolo era stato il suo collega Borrometi, parlando con i cronisti a margine della cerimonia per il conferimento della cittadinanza onoraria di Palermo concessagli dal sindaco Leoluca Orlando. “Posso darvi una buona notizia: ho sentito qualche minuto fa Sandro e mi ha detto che gli è stata comunicata la revoca della sospensione della scorta. Continuerà a essere protetto dallo Stato”, dichiarerà Borrometi come riporta l’agenzia Dire.

A questo punto bisogna chiedersi perché il colonnello Sergio De Caprio si sia dovuto rivolgere al TAR, mentre per Ruotolo è bastata la parola di Paolo Borrometi.

Sembrerebbe che la mafia abbia due facciate: per alcuni è necessario ripristinare la scorta, mentre per il Cap. Ultimo, colui che catturò il ‘capo dei capi’ e minacciato di morte, non ci siano più i presupposti per mantenere la scorta; se è vero che la ‘mafia non dimentica’ tutto questo appare surreale.

E’ un argomento che merita un accurato approfondimento, soprattutto per tutti quelli che vivono sotto scorta. Specialmente dopo le vicende che hanno colpito tanti paladini dell’antimafia finiti alla sbarra in Sicilia.

Ultimamente tanti mafiosi sono stati rinchiusi in galera, quindi perché non rivalutare le dinamiche e le posizioni di quei pochi giornalisti che gli consentono hanno di avere una scorta? Un mistero nel mistero, resta il fatto che gli eroi, quelli veri, purtroppo pagano il prezzo dell’ipocrisia. E poca importa se poi ci rimetteranno le penne, avremo modo di commemorarli con parate di facciata.

Fonte IlFormat

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