Intimidazione al giornalista Giovanni Taormina.E’ questa la traccia?

Intimidazione al giornalista Giovanni Taormina.E’ questa la traccia?

‘Ndrangheta, mafia e business un intreccio che sta sconvolgendo il nord Italia,questa è la nostra ipotesi di minaccia a Giovanni Taormina,giornalista RAI,che insieme ad altri giornalisti di punta sta scoperchiando i più intimi affari del Triveneto.

È arrivata qualche giorno fa la prima minaccia fino a Udine nel Friuli Venezia Giulia, al giornalista Giovanni Taormina che ultimamente aveva intervistato l’ex ‘ndranghetista e collaboratore di giustizia Luigi Bonaventura, della ‘ndrina Vrenna-Bonaventura del crotonese.

Tanto è bastato per far scoppiare la scintilla, e subito busta con proiettili e una foto il cui volto del giornalista era cerchiato? Possibile che le mafie siano davvero scomparse a questo punto in Friuli?

Minacce Giovanni Taormina

Abbiamo i nostri dubbi visti gli arresti che perpetuano tra Friuli e Veneto, lì dove la Mala del Brenta ha lasciato un segno, lì dove Riina junior ha vissuto, aveva i suoi amici e dove sono scattate censure giornalistiche e processi silenziosi a carico di agenti delle forze dell’ordine.

Dubbi e ipotesi che giornalisti come Taormina,tenaci e coraggiosi,vogliono documentare anche con le interviste a collaboratori di giustizia!

Droga, appalti, movimentazioni terrestri veloci, spostamenti di denaro con tutte le possibili monete del mercato, proprio lì dove tutto è tecnologico e il confine è a due passi,tutto è possibile, e a raccontarlo ,in due video separati, sono giornalisti RAI che indagano!

Di sicuro, Giovanni Taormina avrà  toccato un tasto fin’ora nascosto bene nel Triveneto ,ma che ora diverrà di pubblico dominio!

Mentre le indagini stanno facendo il loro corso e la DDA del FVG,in queste ore,sta stringendo la cerchia dei presunti colpevoli, noi abbiamo l’obbligo di continuare a raccontare!

Queste le nostre ipotesi!

Da quanto riscontrato nelle dichiarazioni della video intervista e dalle più recenti operazioni delle procure delle due regioni,possiamo affermare quanto segue:

  • Proprio nel Friuli si trova una finestra comoda che consente di fare business, si tratta di

La città in questione è un polo industriale, scalo marittimo e centro di realizzazione per navi..un cantiere navale per l’esattezza, dove lavorano ditte con operai che provengono da tutta Italia e non solo..

  • Sappiamo per certo che attraverso: Abano Terme (Padova), Montegrotto Terme (Padova), Trieste, Latisana (Udine), Gradisca d’Isonzo (Gorizia), Monfalcone (Gorizia) e Ronchi dei Legionari (Gorizia) ed altre città venete, si muovono traffici pesanti di droga provenienti dall’Albania e dalla Slovenia, inoltre Venezia e Padova sono i luoghi di incontro (da sempre) di note figure che svolgono i loro affari, grazie alle ‘ndrine famose e pericolose dei Grande Aracri e Dragone riescono a infiltrarsi nelle attività di:edilizia, ristorazione, smaltimento rifiuti e narcotraffico,anche nell’ovest veronese e nel basso vicentino.

Non per ultimo,il veronese dove ultimamente ex pregiudicati trovano terreno fertile e con attività riescono a ricostruire il bel passato,o forse cattivo, riuscendo a mantenere anche salde le strutture della criminalità organizzata.

Nella video inchiesta che segue,un altro giornalista RAI,Alfredo Di Giovampaolo ci racconta delle infiltrazioni in Veneto,a dimostrazione che forse le nostre ipotesi non siano solo tali..

È nostra ipotesi che Taormina con le sue interviste a noti collaboratori di giustizia, come Bonaventura, ha scoperchiato il vaso di Pandora e per tale motivo sia stato minacciato in modo violento e diretto.

Ma quale sarebbe il vaso di Pandora?

L’uccisione di un maresciallo dei carabinieri nel foggiano,la “gomorra” che sta influenzando Napoli e le varie richieste di assistenza alle forze dell’ordine, fanno percepire un’aria di rinnovamento nella criminalità che sta alzando il tiro contro lo Stato (come ha dichiarato il collaboratore di giustizia Luigi Bonaventura),una sfida,dove i boss non comandano più.

Ed ecco il vaso di Pandora,dove la nuova criminaltà si muove senza “capo”e tenta di arrichirsi in ogni modo possibile,già sulla metodica di arricchimento usata dalle “mafie”:cocaina,hashish,armi,rifiuti,appalti e pizzo,muovendosi senza paure e remore contro chi si pone contro!

Un allarme sociale che richiede l’intervento immediato da parte dello Stato,una vigilanza senza sosta da parte delle forze dell’ordine,ma che non possiamo chiedere con queste norme e pochi uomini al servizio dello stesso…

Con questa richiesta di attenzione e vigilanza,esprimiamo massima solidarietà al giornalista,Giovanni Taormina e al collaboratore di giustizia Luigi Bonaventura,nonchè maggiore pressione alla criminalità organizzata in Friuli Venezia Giulia e Veneto.

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Maurizio Inturri

Collaboratore giornalistico indipendente,mi occupo di inchiesta sulla mafia e criminalità organizzata. Laureato in Scienze della Comunicazione Executive Master in Scienze Criminologiche Autore del libro Cogito ergo sum...ma non troppo,anno 2015 Autore del libro L'Antistato-Volume I°-L'inizio edito a marzo 2019
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