Sindaco dott.Luca Cannata

Avola.Ieri,si è tenuta,presso il Palazzo di città,la seduta consiliare che tanti aspettavano (si fa per dire) per chiarire alcuni punti,tra cui l’esercizio finanziario e il debito fuori bilancio,ma – come prevedibile – la seduta si è trasformata in una sede giudiziaria con un solo avvocato,giudice,pm,tutte interpretate,come sempre,dal sindaco Luca Cannata.

Non staremo qui a raccontarvi dei punti previsti nella convocazione che abbiamo descritto in un precedente articolo (leggi qui),questa volta scriveremo degli aspetti legali, perché la nostra missione ci obbliga a prendere una scelta:”l’antimafia della cultura lontana dal puzzo morale“.

Che in alcune città della provincia di Siracusa il “puzzo”,descritto dal giudice Paolo Borsellino,sia arrivato alle stelle,è un dato di fatto,ma che ad Avola “qualcuno” proclami pubblicamente che “la legalità è di casa”,è una “minchiata” stratosferica!

Forse esiste la “Primavera palermitana” che annunciò nel 1985 l’allora sindaco Leoluca Orlando Cascio”,ma non certo la cultura della legalità del dovere morale,quello di cui parlava Borsellino.

Chiariamo con un semplice video la differenza tra “Primavera della legalità” e “Primavera palermitana”.

Questo video famoso esprime il concetto della “PRIMAVERA PALERMITANA”.

Nessun dubbio sulla preparazione a livello “politico”,nonché demagogico,del sindaco di Avola dott.Luca Cannata,ma altrettanto superficiale il suo rispetto nelle istituzioni quali:forze dell’ordine e magistratura!

Ieri,infatti,durante il suo intervento in risposta alla interpellanza di alcuni consiglieri dell’opposizione,il sindaco ha sbandierato atti giudiziari legati alla vicenda giudiziaria che lo vede imputato,insieme a funzionari e altri,offrendo uno “spettacolo” osceno di giustizia da strada,dove chi è imputato si difende e accusa di complotto dirigenti di P.S.,Pm e Gip,richiamando il tutto come un “diritto costituzionale”.

Perché un complotto?

Perché se un funzionario delle forze dell’ordine relaziona al pm e questo al Gip,si desume che la relazione sia sufficiente al pm per rivolgersi al Gip e quest’ultimo,per competenza,inviare l’avviso di imputazione per i “reati” che ritiene il pm opportuni.

Quindi a decidere non è il funzionario delle forze dell’ordine,ma diversi soggetti.

Cannata,sbandierando alcuni fogli di 3.600 pagine di relazione,ha trasformato un Consiglio Comunale,in una giuria popolare,e la sua persona in avvocato che esegue un’arringa al fine di un processo penale!

Il “principio della legalità” lascia al magistrato l’interpretazione e non viceversa al singolo,come l’ “illuministadott.Cannata vorrebbe lasciar intendere,fra l’altro non citando bene nè i fautori contro le commissioni antimafia prefettizie nè la risposta della Corte Costituzionale…eccola:

Il Consiglio di Giustizia amministrativa per la Regione Sicilia (anch’esso giudice di ultima istanza ma solo per la Sicilia, terra certo ove il fenomeno è sentito), in diverse recenti sentenze, con richiamo ai principi costituzionali — ed anche alla sentenza della Corte europea dei Diritti dell’uomo “De Tommaso c/ Italia” del 23.2.2017 che ha affrontato il tema — ha invece, sia pur con cautela, indicato una strada per un esercizio giurisdizionale più pregnante e garantista (da ultimo si veda ordinanza numero 53 del 21.1.2019, presidente De Nictolis).

L’INCOSTITUZIONALITÀ INVOCATA DAL FORO

In tale contesto va pure segnalato l’intervento della Corte costituzionale (sentenza 24/2019) che ha dichiarato illegittime costituzionalmente alcune norme del Codice antimafia in tema di misure di prevenzione penali, perché non avevano il cosiddetto “grado di prevedibilità”. Tali principi sarebbero applicabili in molte fattispecie di interdittive antimafia, dove il grado di prevedibilità della condotta (ad esempio, di molti anni addietro) è di fatto inesistente. Ma le questioni di costituzionalità sollevate dagli avvocati, ad oggi, non hanno trovato ingresso.

È evidente che tutto questo non può reggere. Abbiamo forti contrasti giurisprudenziali tra le sezioni del Consiglio di Stato ed il Consiglio di Giustizia Siciliana che però ad oggi non hanno trovato alcuna sintesi coerente. I segnali che arrivano dalla Corte costituzionale non hanno riguardato l’interdittiva prefettizia, ancorandosi a una passata giurisprudenza che oggi dovrebbe essere rivista. Come detto, peraltro, quasi sempre la cosiddetta infiltrazione o il tentativo di infiltrazione di ambienti criminali sono indiziari e indiretti, e i destinatari di tali atti anche per dichiarazioni della stessa Prefettura, non sono quasi mai direttamente collusi. E così il meccanismo del “tentativo di infiltrazione mafiosa” colpisce, a catena, più aziende, famiglie, dipendenti, aziende collegate, aziende che hanno rapporti con quelle interdette.

AMMONIAMO VIBRATAMENTE LE PAROLE E DICHIARAZIONI DEL SINDACO CANNATA,CHE TRA L’ALTRO SEMBRA,A TRATTI LANCIARE MINACCE VELATE!

Noi condanniamo tale gesto oltraggioso non solo per l’attacco,ancora una volta,verso le istituzioni,ma anche per il disonore (visto l’evento in live streaming) e l’esempio che ha dimostrato di dare un “Primo Cittadino”.

Condanniamo le frasi espresse contro il consigliere avv.Sano,che per fargli capire dell’orrore commesso citava,in premessa del suo disaccordo,una frase del grande filosofo Nietzsche in cui semplificava la differenza tra “l’interpretazione  personale”  è quella “giudirica”,naturalmente principio di legalità e tutt’altra cosa da quella concepita dal sindaco che addirittura,su queste parole,dava del pazzo all’illustre avv.Sano,nonchè a tutta l’opposizone, che di umiltà ne ha molta,al contrario del Primo cittadino che non esita a proclamarsi “Salvatore“.

Ecco come esercita il “diritto della legalità” il primo cittadino di Avola.

Una nota dolente per i quanti,senza ergersi a paladini,negli incontri di legalità,promuovono la legalità come rispetto delle regole,giustizia sociale, lotta alla corruzione, ma anche valore di rapporti e relazioni con l’altro e partecipazione attiva e responsabile alla vita civile di un Paese,con l’obiettivo di far riflettere i ragazzi sul fatto che l’illegalità, le ingiustizie, le forme di violenza criminale e mafiosa nascono spesso da vuoti generati dall’indifferenza, dalla rassegnazione, dal silenzio e dall’egoismo.

Purtroppo questa realtà egocentrica in Sicilia è diffusa,nessuno pensa che le elezioni amministrative ed essere eletto significano avere il potere di rappresentare tutta la cittadinanza,anche quella parte di essa che si è espressa contro!

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