Franca De Candia,racconta la sua storia –  per la prima volta – alla giornalista Maria Cristina Giovannitti  che la riporta su Fanpage il 26 novembre 2014,di lei la giornalista scriverà quanto segue:

vittima dell’usura, viene barbaramente violentata da tre dei suoi strozzini che le frantumano il retto. Anni di disperazione e tentati suicidi fino a quando trova il coraggio di denunciare. Protagonista del racconto ‘Come fiore di ciliegio’, scritto da me e vincitore del primo premio al concorso letterario molisano “Faifoli Montagano”, questa la sua storia choc: “Basta violenza. Denunciate, c’è speranza per tutte”.

Conosco Franca De Candia, di origine sarda che vive in Umbria, quando mi raccontò la sua storia per il giornale l‘Infiltrato, una voce dolce ma parole pesanti come macigni che mi sono rimaste impresse nella mente e nel cuore. Franca, prima entra nel circolo vizioso e brutale dell’usura, e poi viene violentata selvaggiamente dai suoi strozzini. Dopo anni di terrore e tentati suicidi trova il coraggio di denunciare i suoi aguzzini. La sua storia choc è anche la storia di una donna coraggio, diventata nel 2013 protagonista del mio racconto ‘Come fiore di ciliegio’, vincitore del primo premio al concorso letterario molisano ‘Faifoli Montagano’. Da vittima, ad àncora di salvezza per le tante vittime di estorsioni: Franca è segretario nazionale dell’A.N.V.U., Associazione Nazionale Vittime dell’Usura, presidente onorario, fondatrice de Rete per la Legalità e componente del Consiglio Sos Impresa.

Come comincia la sua storia fatta di violenza e paura?

Tutto è cominciato quando il mio compagno, che aveva una società di abbigliamento a Viterbo, mise una firma a fideiussione. Decidemmo di prendere dei negozi e il socio, invece, la società con dei terreni e l’ingrosso e si fece carico di pagare 50/ 60 milioni di lire alle banche. Tre banche accettarono di cancellare la fideiussione del mio compagno mentre solo una non lo fece perché l’ex socio era un loro amico. Passarono 5 anni e noi avevamo 5 negozi e 13 dipendenti. Un giorno andai in banca a versare 30 milioni ed il direttore mi disse che quei soldi sarebbero andati nel fondo fideiussione per cui dovevo versare altro denaro per non essere debitrice. Mi sembrava di vivere un incubo, noi che avevamo sempre pagato tutto regolarmente cominciavamo ad avere per la prima volta problemi con la banca ed io, per paura del protesto cominciai a cercare un aiuto.

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Collaboratore giornalistico indipendente,mi occupo di inchiesta sulla mafia e criminalità organizzata. Laureato in Scienze della Comunicazione Executive Master in Scienze Criminologiche Autore del libro Cogito ergo sum...ma non troppo,anno 2015 Autore del libro L'Antistato-Volume I°-L'inizio edito a marzo 2019